Quest'oggi inauguro una nuova categoria di ricette, che spero mi seguirà nel tempo, e che spero sia utile a qualcuno di voi: la "cucina for dummies", non perché i miei lettori siano dei babbioni, ma perché le ricette che vi propongo sono davvero "a prova di gonzo", tanto più che saranno corredate da foto delle fasi intermedie, così da venire incontro anche a chi si sente maggiormente in difficoltà.
Fatta questa precisazione (voglia mai nessuno denunciarmi perché gli/le ho dato del babbione), è ora di dare spazio ai credit. Giorgio, Federico e Sigrid non sono dei miei amici, ma sono un cuoco, un panificatore e una famosa foodblogger, responsabili di questa ricetta. Giorgio è Giorgio Locatelli, chef della Locanda Locatelli di Londra e autore del libro Made in Italy: Food and Stories, contenente la ricetta incriminata; Federico è Federico Turri, la persona che si occupa della panificazione nel suddetto ristorante, mentre Sigrid è Sigrid Verbert, aka "cavoletto di Bruxelles", una notissima e bravissima (a mio avviso) foodblogger e fantastica fotografa (di cibi e non) di cui invito assolutamente a visitare il blog, per me grande fonte d'ispirazione.
Tant'è, appunto, che questa ricetta proviene appunto dal blog di Sigrid, e proprio da lei ho assorbito gli stralci biografici dei due personaggi di cui vi ho appena parlato. Ho giusto apportato qualche modifica qui e là nella ricetta per renderla più affine al mio gusto.
Ora bando alle ciance, e iniziamo a darci da fare con la realizzazione della
FOCACCIA BIANCA CLASSICA
(for dummies, anche perché non si impasta)
Ingredienti
Per l'impasto:
* 250 g di farina 00
* 250 g di farina 0 (oppure manitoba)
* 1 cubetto di lievito di birra (25 g)
* 225 g di acqua tiepida, a 20° C circa (già Sigrid mette in guardia che la quantità di acqua indicata da Locatelli è inferiore a quella che serve in realtà. Io, seguendo Sigrid, vi consiglio di mettere quella indicata, e poi andare ad aggiunta finché il composto non sarà facilmente mescolabile con un cucchiaio)
* 2 cucchiai di olio EVO (ovvero Extra-Vergine-d'Oliva, così se vi capitasse di trovare questa sigla in giro per il web non farete la faccia da babbiona che avevo io la prima volta che me la sono trovata di fronte)
* sale q.b (Sigrid indica 10 g, ma a me pare eccessivo)
Per la salamoia:
* 65 g di acqua tiepida -sempre circa a 20° C
* 65 g di olio EVO (che ormai sapete benissimo cos'è)
* sale q.b (io ne metto solo un pizzico, e poi capirete perché)
Procedimento
Fase 1 – LA SALAMOIA
In un contenitore (bicchiere graduato o altro) fare un'emulsione di acqua, olio e sale, e lasciarla da parte.
Fase 2 – L'IMPASTO
Mettete in una terrina i due tipi di farina e il sale, aggiungete i due cucchiai d'olio e il lievito sciolto nell'acqua. Come già detto, aggiungete acqua finché l'impasto non sarà facile da girare con un cucchiaio (è un impasto molto morbido, quindi). Ungete con poco olio l'impasto pronto, coprite la terrina con uno strofinaccio e lasciate riposare per 10 minuti (in foto vedete come risulta l'impasto alla fine del riposo.. se guardate bene, vedrete già delle bolle formarsi).
FASE 3 – LA "MESSA IN TEGLIA"
Ungete la teglia, copritela con della carta forno, poi versatevi l'impasto e livellatelo con il cucchiaio, in modo che sia distribuito abbastanza uniformemente (l'operazione non risulterà perfetta, ma non cambierà il risultato).Ungete di nuovo la superficie con poco olio e lasciate riposare altri 10 minuti.
(La foto ritrae la focaccia alla fine del -meritato- riposo)
FASE 4 – LA LIEVE "SCHIACCIATURA"
Passati i 10 minuti, la ricetta vuole che si prenda un mattarello e si prema delicatamente con esso, partendo dal centro della focaccia per esattamente due volte, una dal centro verso un lato, l'altra volta verso l'altro lato. Il tutto, appunto, delicatamente, perché altrimenti si rischia di rompere le bolle d'aria all'interno della focaccia. Ciò detto, sappiate che io lo faccio con le mani, premendo delicatamente, a palmo aperto, in modo che le bolle rimangano vive e vegete. Una volta fatta questa operazione, lasciare riposare per 20 minuti.
FASE 5 – LA BUCHERELLATURA E LA SALAMOIA
Passati i 20 minuti, ricoprire la superficie della focaccia con i classici buchini fatti con le dita (momento assai soddisfacente) e poi versare tutta (sì, proprio tutta) la salamoia (a cui darete una vigorosa girata, visto che i liquidi si saranno di nuovo separati) sopra la focaccia. Subito vi sembrerà che la focaccia stia per annegare sotto il peso di tutto quel liquido, ma guardate la foto e consolatevi: deve proprio venire così! Lasciate nuovamente a riposo per 20 minuti, durante i quali farete scaldare il forno a 220° C.
Giusto per rassicurarvi, eccovi la foto alla fine dei 20 minuti: come potete vedere in foto, la focaccia si è bevuta buona parte della salamoia. Siete più tranquilli, eh?!
FASE 6 – THE END/IL FORNO
Passati questi ultimi 20 minuti di riposo, potete guarnire la focaccia con ciò che volete (olive nere/verdi, rosmarino. Per i salumi e i formaggi, mi raccomando, aggiungeteli DOPO la cottura). Io metto del sale grosso sparso su tutta la superficie, è per quello che uso meno sale nella salamoia (giochi di parole)!
Una volta guarnita, o lasciata così (fidatevi, che è già fantastica), infornatela e lasciatela cuocere per 25-30 minuti: dovrà risultare bella dorata sopra e, mi raccomando, cotta sotto (quindi dopo 15 minuti sollevatela dalla carta forno e controllate che sia cotta.. altrimenti, allungate un po' i tempi, perché crudevole fa un poco schifo)!
Sfornatela e fatela intiepidire qualche minuto su una griglia… questo qui sotto è il risultato finale: che ne dite?!
So che la ricetta vi sembrerà un po' lunga: in realtà lo è solo perché ho cercato di spiegare i passaggi per filo e per segno (sperando di esserci riuscita). Vi accorgerete, invece, che è una ricetta davvero semplicissima, che non richiede di essere bravi o capaci ad impastare, e che presuppone solamente un po' di pazienza nelle fasi di lievitazione (che alla fine dura in tutto un'ora) e, soprattutto, una buona dose di autocontrollo: quando la focaccia uscirà dal forno, sarà davvero dura resisterle (ma sappiate che, ad attaccarla immediatamente, rischiate di lasciarci un po' di palato)!!!


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