• LA LISTA DELLA SPESA
  • arselle (o vongole veraci)
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio extra-vergine d'oliva
  • pomodorini (o concentrato di pomodoro)
  • pasta (linguine, trenette, spaghetti)

Quante volte da bambina ho giocato al gioco del “se fossi“, e a volte mi capita di giocarci ancora adesso, soprattutto se qualcuno mi dà l’avvio.. e non si tratta di un gioco così semplice come potrebbe sembrare, o di come ci sembrava da bambini, perché spesso è difficile trovare qualcosa che ci rappresenti appieno.

Per esempio, oggi ho provato a dedicarmi per l’ennesima volta a questo gioco , e ci sono stati dei se fossi davvero difficili da determinare! Ad esempio, mi sono chiesta, “se fossi una canzone?”  Beh, sarei “Grace” di Jeff Buckley o “Wish you were here” dei Pink Floyd! No, dai, sarei “Freebird” dei Lynyrd Skynyrd, o forse “La strada” dei Modena City Ramblers! Ma noooo: sarei sicuramente “Un blasfemo” di De Andrè! In realtà, dopo circa 300 canzoni e ore di ascolto intensivo, mi sono resa conto che, se fossi una canzone, assai probabilmente sarei Piece of my heart nella versione di Janis Joplin, una canzone di amore e di rabbia, decisa ed intensa, cantata da una voce femminile e roca insieme, potente e fragile… sì, credo proprio che sarei quella canzone. Sono partita dalla missione più difficile, forse perché la musica racchiude così tante sfaccettature da rendere arduo il compito di individuare una sola canzone… ma non che le altre scelte siano tanto più semplici!

Se fossi un poeta sarei Pablo Neruda, ma se fossi una poesia sarei la IV di Dieci poesie per una lucciola di Clemente Rebora, se fossi un colore sarei il rosso, se fossi un animale sarei il cane, se fossi una bevanda sarei una Birra Super Baladin.

Se fossi un romanzo, sarei Monsieur Malaussène di Daniel Pennac (Malaussène, Malaussène, sempre Malaussène), se fossi un album sarei Non al denaro, non all’amore nè al cielo di De André, se fossi un film sarei Eternal sunshine of a spotless mind (mi rifiuto di scrivere il titolo in italiano), se fossi un regista sarei Pedro Almodòvar, se fossi un fumetto sarei Venerdì 12 di Leo Ortolani… e così via…

Ma sapete quante esclusioni, quante riflessioni e ripensamenti prima di arrivare a questi film, romanzi e poesie?! Tantissimi, e sono sicura che ci ripenserò ancora!

Ma quando mi sono trovata a pensare (grazie ad un fortissimo aiuto dall’esterno) “e se fossi una ricetta, che cosa sarei?”, la risposta è stata immediata: “sarei un piatto di pasta con le arselle“!

Sarei un piatto di pasta con le arselle, prima di tutto perché è il mio piatto preferito (al quale non sarei mai in grado di dire di no), perché da buona femmina italica alla pasta non rinuncio così facilmente (non sono una pasta-maniac, ma non le dico certo di no), e soprattutto perché in questo piatto c’è il mare che non ho e che vorrei, c’è l’estate, il sole, il sud Italia, tutti aspetti lontani (alcuni solo per il momento, altri proprio geograficamente) e che mi piace prendere e trapiantare a Torino, quando ne ho voglia… e oggi mi va così!

Pasta con le vongole blog

 

Pasta con le arselle (o vongole veraci)

Di
Pubblicata:

  • Resa: 4 Persone servite
  • Preparazione: 60 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Pronta In: 1 ora 30 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Per prima cosa dovete mettere le arselle a bagno in acqua e sale per almeno 2 ore, in modo da far spurgare la sabbia. Quando saranno trascorse almeno 2 ore, sciacquatele sotto l’acqua corrente e scolatele.
  2. Ora lavate e pulite il prezzemolo, e tritatelo insieme all’aglio. Prendete una padella, mettete un filo d’olio EVO e poi aggiungete il trito di aglio e prezzemolo. Dopo qualche minuto, aggiungete le arselle, i pomodorini tagliati a metà (o un cucchiaio di concentrato di pomodoro) e il peperoncino, poi coprite con un coperchio e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, affinchè le arselle abbiano il tempo di aprirsi (ci vorranno circa 10 minuti).
  3. Poi, sfumate con un po’ di vino bianco (se volete, altrimenti non aggiungete nulla) e lasciate ancora cuocere, sempre con il coperchio, finché le arselle non si saranno del tutto aperte e avranno rilasciato la loro acqua. Una volta ben aperte, le arselle sono cotte! Io vi consiglio di non lasciate evaporare troppa acqua, così farete poi saltare per benino la pasta dentro al sughetto.
  4. Ora fate bollire una pentola con abbondante acqua salata (sale che, come avrete notato, non viene aggiunto nel resto della preparazione) e buttate la pasta: scolatela quando sarà ancora ben al dente, per farla saltare altri 3-4 minuti insieme alle arselle (ovviamente, se preferite, potete anche far evaporare un po’ di più l’acqua dalle arselle, e poi condirvi la pasta tenuta a cottura “normale”).

 

Pasta con le vongole -verticale blog

Queste foto, che sostituiscono quelle vecchie, più bruttine, sono state scattate nel luglio del 2013, e  costituiscono un bellissimo ricordo di uno dei regali di compleanno più graditi… Infatti, questi spaghetti alla chitarra con le vongole non li ho cucinati io, ma sono decisamente i più buoni che io abbia mai mangiato.

Complimenti al cuoco, che sorride sullo sfondo…

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Con questa ricetta nel 2011 ho partecipato al contest indetto da Giulia di Juls’ Kitchen e da Macchine Alimentari dal titolo “Se fossi una ricetta” (trovate il link al contest cliccando sulla foto del concorso, qui sotto)

 

Se tu fossi una ricetta

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