Siamo in pieno periodo di attività dell’arcinoto Oktoberfest di Monaco di Baviera: chi ci va, chi lo brama, chi pensa che in fondo in fondo può pure farne a meno, chi si accontenta di uno dei tanti Oktoberfest che, da qualche anno a questa parte, invadono ogni borgo italico.

Io per il momento mi situo nella schiera di chi, in fondo in fondo, ne può anche fare a meno… certo, almeno una volta nella vita vorrei andarci, ma non ne faccio una malattia o una questione di vita o di morte.

La vera questione, per quanto mi riguarda, è cercare avere a portata di mano quegli elementi che per me sono l’essenza della Baviera o, più in generale, della Germania, in modo da poter godere di un piccolo Oktoberfest un po’ quando mi pare.

Questi elementi sono principalmente tre:

  1. Una bella birra, possibilmente una Weissbier (la birra di frumento, la mia preferita tra le tedesche e tipica della Baviera) che, fortunamente, trovo di ottima qualità in un discount fra i più noti.
  2. I cetriolini sottaceto. Sono una mia fissazione: quando li scorgo tra gli scaffali non posso fare a meno di prenderli, mi rimangono proprio attaccati alle mani. E, se siete mai entrati in un discount, sapete benissimo quanto confezioni di cetriolini giganti vi ammicchino di continuo, e quanto siano infinitamente più buoni di quelli di qualsiasi marchio conosciuto.
  3. I brezel (in italiano, brezn in bavarese): un pane croccante fuori e morbido dentro che è un’assoluta goduria (ancor più se tagliato a metà e spalmato di burro). Venduto in ogni angolo di strada in Germania (ve lo ricordate l’uomo che trasporta i brezel nelle mie foto di Berlino?!), ma introvabile in Italia. E se ci fosse il modo per aggirare l’annosa piaga dell’irreperibilità del bretzel?!

BREZEL

(Avvertenza: io ho seguito la ricetta trovata sul blog Stresscake, operando solo un cambiamento sulla forma del prodotto finale. Le misure date da Kathy sono espresse in cups: io ho dimezzato le sue dosi, e vi lascio le mie indicazioni, espresse in cups e in grammi. Ho effettuato le conversioni con queste tabelle, ma sappiate che io ho utilizzato le cups, quindi non posso garantire sulla base della mia esperienza)

Ingredienti (per 4 grossi brezel)

Per l’impasto

* 3/4 di cup di acqua calda [175 g]

* 1/2 tablespoon di lievito di birra in polvere [mezzo cucchiaio/mezza bustina]

* 1 teaspoon di zucchero [1 cucchiaino – anche se il teaspoon non è esattamente uguale al nostro cucchiaino, sono paragonabili]

* 2 e 1/4 cups di farina [292 g]

* 1 teaspoon di sale fino [1 cucchiaino]

* 2 tablespoons di burro fuso freddo [circa 30 g]

Per cuocere e guarnire

* 1/8 di cup di bicarbonato di sodio [circa 15 g]

* una pentola piena d’acqua

* 1 uovo, lievemente sbattuto (unica misura che non ho dimezzato: mezzo uovo era difficile!)

* sale grosso q.b (Kathy sconsiglia di utilizzare il sale grosso, ma di usare il sale da brezel, che non credo esista in Italia. Io mi sono trovata benissimo con del banale sale grosso)

Procedimento

Sciogliete il lievito nell’acqua; in una terrina mescolate la farina, lo zucchero e il sale fino. Aggiungete quindi il burro fuso freddo e l’acqua (con il lievito dentro) ed impastate (io a mano, ma potete farlo in planetaria) fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Formate una palla, coprite l’impasto con uno  strofinaccio e lasciate lievitare in luogo asciutto e tiepido per un’ora o fino al raddoppio dell’impasto.

A questo punto, prendete l’impasto e mettetelo su un piano lievemente infarinato e dividetelo in quattro parti uguali. Coprite con della carta da forno una teglia capiente (io ho usato la placca del forno).

Con ogni parte di impasto formate un cordoncino di circa 40/50 cm di lunghezza, che abbia le estremità più strette rispetto al centro. Date poi ad ogni “salsicciotto” di pasta la forma caratteristica a “nodo lento” (potete vedere bene questo procedimento su Giallo Zafferano – immagini 10/12). Sistemate poi i vostri brezel sulla placca coperta di carta da forno, lasciando 2-3 cm di distanza fra l’uno e l’altro. Coprite con uno strofinaccio o con della plastica per alimenti e lasciate lievitare per altri 30 minuti almeno.

Pre-riscaldate il forno a 220°C (considerate che io, invece, ho cotto a 200°C: il mio forno non raggiunge temperature maggiori), lasciando libero l’ultimo ripiano del forno, per potervi sistemare la placca (lasciate libero anche quello mediano, se avrete necessità di sposare la teglia).

In una grossa pentola (grossa almeno per ospitare un brezel alla volta) mettete abbondante acqua a bollire: quando bolle, abbassate il fuoco e aggiungete con cautela il bicarbonato di sodio (altrimenti farà effetto vulcano: non è pericoloso, se non per l’acqua calda, ma non è gradevole per il piano cottura).

Mettete a bagno il primo brezel, cuocete per 30 secondi, poi girate il brezel (io ho usato una schiumarola e una paletta da cucina), cuocete per altri 30 secondi e poi togliete il brezel dall’acqua. Scolatelo grossolanamente con una schiumarola e poi sistematelo nuovamente sulla placca coperta di carta da forno. Procedete allo stesso modo con gli altri brezel, fino ad esaurimento. Distanziateli bene sulla teglia, poiché cresceranno in cottura.

Con un pennello da cucina, cospargete completamente (anche sui bordi) la superficie dei brezel con l’uovo lievemente sbattuto e poi distribuitevi del sale grosso (se volete ottenere un contrasto di colore fra esterno e interno del brezel, fate ora dei tagli sulla superficie: in questo modo sarà possibile vedere l’interno chiaro spiccare contro l’esterno scuro dei brezel).

Cuocete in forno già caldo per 15-20 minuti, sistemando la teglia nel ripiano più basso e ruotandola a metà cottura, per ottenere una coloritura uniforme. Se non vi paiono sufficientemente colorati, fate ancora cuocere qualche minuto a metà altezza (può anche essere che per voi non sia necessario e che quei 3-4 minuti in più siano stati l’effetto della temperatura più bassa di cottura del mio forno).

Fare raffreddare completamente (o, se proprio non resistete, fateli almeno intiepidire) e mangiateli il giorno in cui li avete preparati (altrimenti diventeranno di una materia simile al chewing-gum). Kathy consiglia, altrimenti, di surgelarli in un involucro nella plastica per alimenti e, quando volete consumarli, farli scongelare privi di plastica e avvolti in un tovagliolo umido per 30 secondi nel forno a microonde.

Io li ho mangiati freddi (ma ne avrei gradito uno tiepido e spalmato di burro), insieme a del prosciutto crudo (sarebbe perfetto anche lo speck) e a dei cetriolini sottaceto, bevendo un’ottima Weissbier… il paradiso esiste!

Su tutt’altro argomento… volevo solo condividere con voi vittoria delle mie Sfogliatelle ricce di Ricciardi nella disfida culinaria indetta da Carla del blog L’acqua ‘dorosa in concomitanza con il Festival Giallo Mare. Questa vittoria mi ha portato un fantastico coltello da cuoco della collezione Twin Profection della Zwilling, che credo cambierà radicalmente la mia vita in cucina, e due fantastiche cene con delitto messe in scena dalla compagnia “Partinquinta” sui testi scritti appositamente per l’occasione dagli scrittori ospiti (nel mio caso Elisabetta Bucciarelli e Maurizio de Giovanni).

Qui potete trovare qualche immagine di questa duplice premiazione, e spero al più presto di potervi mostrare qualche ulteriore immagine e di raccontarvi questa esperienza, non so ancora se da queste pagine o se da quelle del blog Corpi Freddi – itinerari noir… o magari da entrambi!

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