• LA LISTA DELLA SPESA
  • farina 00
  • farina di riso
  • zucchero
  • limone (per la scorza)
  • uova (solo tuorli)
  • olio extra-vergine d'oliva (dal gusto delicato)

Le mie giornate da un po’ di tempo a questa parte scorrono via con una velocità incredibile, a forza di incastri impossibili fra una quantità di impegni che a stento ricordo: c’è il lavoro, certo, poi c’è il corso di fotografia, quello di cucina araba, le ripetizioni, e poi c’è la vita privata, quella fatta di uscite con gli amici, di telefonate, e-mail ed sms. Poi c’è il blog, e non devo certo dirvi quanto la mia presenza qui si sia via via attenuata, diventando ormai un appuntamento settimanale, che per me mantiene però sempre la medesima importanza.

Eppure mi pare di dimenticare qualcosa che concorre a riempire le mie giornate… ah, certo, poi ci sono i sogni, quelli notturni e quelli ad occhi aperti, quelli che mi fanno sospirare come un’eroina di qualche romanzo ‘800esco pensando a Parigi in primavera, quelli per cui sono assolutamente convinta di dovermi iscrivere ad un corso di canto o ad un corso professionale di cucina… questi sogni (e molti altri ancora, che non sto qui ad elencare) rimangono sempre lì, come un sottofondo alle mie giornate, pronti ad insinuarsi nei miei pensieri mentre attendo il verde al semaforo o che si smaltisca la coda alle casse di un supermercato. E sono proprio loro a farmi capire che, nonostante l’attuale frenesia, per non dire caos (che non sono ancora riuscita a verificare se generi o no stelle danzanti), ho ancora tanto da fare, tanti posti da vedere e persone che vale la pena di conoscere. Bisogna “solo” incanalare meglio le proprie forze, inseguendo i sogni giusti, piccoli o grandi che siano.

Ma quando le forze non bastano, quando vorremmo una parola di conforto e non c’è nessuno che possa darcela, nessuno che possa darci una spalla cui appoggiarci?

Ecco, allora, i motivational cookies, i biscotti che sanno dire ciò che vorremmo sentirci sussurrare… da un semplice “buongiorno” quando ci si sveglia da soli e si vorebbe qualcuno al proprio fianco, ad un “daje” per darsi una scossa (un incitamento tutto romanesco che io adoro), ad un “alegher” per ricordarsi che in fondo andrà tutto bene (e qui rimaniamo in Piemonte) fino ad un “resisti” per i momenti più bui.

La ricetta è tratta da Jul’s Kitchen, cui rimando per l’ottima spiegazione relativa all’uso dell’olio extra-vergine d’oliva in pasticceria

Biscotti all’olio extra-vergine di oliva

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  • Resa: circa 60 biscotti
  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 15 minuti
  • Pronta In: 1 ora 5 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Setacciate la farina 00 e la farina di riso sul piano di lavoro e disponetele a fontana. Nel mezzo mettete lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale.
  2. Versate nel bicchiere del Minipimer i tuorli, cominciando a frullare. Versate poi l’olio extravergine di oliva a filo, finché la maionese non diventa chiara e soda (basterà qualche minuto); se fosse troppo soda, aggiungete un pochino d’acqua (anche meno di 50g) e continuate a frullare.
  3. Versate la “maionese” ottenuta nel centro della fontana. Impasta con le dita la maionese con lo zucchero ed inizia poi ad incorporare pian piano anche la farina. L’obiettivo è quello di far assorbire tutta la farina all’impasto, terminando il procedimento con le mani pulite ed una palla omogenea.
  4. Lasciate riposare la frolla in frigo per circa 30 minuti.
  5. Stendete la frolla su una superficie leggermente infarinata fino a raggiungere uno spessore di circa 5 mm. Ritagliate i biscotti della forma desiderata e trasferiteli su una placca da forno foderata con carta da forno (o su teglie antiaderenti), lasciandoli un po’ distanziati (non è necessario lasciare troppo spazio perché non tenderanno a crescere).
  6. Cuocete in forno caldo a 175°C per 12 – 15 minuti, finché leggermente dorati.
  7. Lasciate raffreddare i biscotti nella teglia per almeno 5 minuti, poi trasferiteli su una gratella fino a completo raffreddamento.

[Per i nemici del buonismo (eccomi!), però, si ho anche pensato ai de-motivational cookies, cioè a tutti quei biscotti che infondono un colpo gratuito all’autostima altrui, come il sempreverde “epic fail” o “fai schifo“. Per i più coraggiosi, invece, ho pensato ad una serie di biscotti “ditelo con un biscotto“, ovvero “tutto ciò che avreste sempre voluto dire, ma ve lo siete tenuto per voi“: i biscotti con gli insulti (dal semplice “fuck” in poi), da regalare a chi vi sta veramente sull’anima. Se siete particolarmente infami, i biscotti con gli insulti potreste anche renderli disgustosi al palato.. dite che è troppo?]

Rimango sempre stupita dal potere delle parole… basta togliere una lettera o, nel mio caso, spezzare un biscotto, e da un già potente “resisti” si ottiene molto, ma molto di più. Dite voi se non è un segno della bellezza e della poeticità della lingua…

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