Oggi si parla di cinema, e l’occasione di parlare di questo mio grande amore (dico che vorrei prendere una seconda laurea in storia del cinema da ben prima di prendere la prima laurea… ho dei problemi) viene da un contest strepitoso, indetto da Patty di Andante con gusto in collaborazione con Lagostina. Per questo contest si chiede di raccontare una commedia, sofisticata o leggera, attraverso una ricetta, un po’ come nel gioco del “se fosse”.

Potevo non raccogliere la sfida? E, pensando ad una commedia sofisticata, la prima che mi è venuta in mente è stata Little Miss Sunshine, uno dei film che più ho amato negli ultimi anni, una commedia fuori dagli schemi e dai toni tragicomici.

Il film narra il viaggio on the road (io adoro i film on the road) a bordo di un Volkswagen T2 giallo (e questo pulmino anni ’70 è in assoluto uno dei miei oggetti feticcio) di una strampalata famiglia del New Mexico, gli Hoover, alla volta della California, per accompagnare la piccola Olive al concorso di bellezza Little Miss Sunshine. E dico strampalata famiglia, poiché gli Hoover sono: reginetta di bellezza che tanto bella non è, padre-fallito leader motivazionale, madre indaffarata e rassegnata, fratello nichilista aspirante all’accademia aeronautica (con annesso voto del silenzio per propiziarsene l’ingresso), zio omosessuale tentato suicida che necessita di sorveglianza continua e nonno eroinomane che aiuta la nipotina a preparare l’esibizione di danza per il concorso di bellezza.

Il film è dolce-amaro, un susseguirsi di situazioni comiche e paradossali (il pulmino a spinta, il nonno, il finale, secondo me una delle scene più comiche dell’ultimo decennio) alternate a momenti di ben calibrata introspezione, in un equilibrio fra normalità cercata o finta ed un’anormalità che, in ultima analisi, si è felici di rappresentare, quando la norma è quella degli angoscianti concorsi di bellezza per bambine.

Questo film, per le sue caratteristiche singole e complessive, mi ha riportato ad un piatto di piccoli soli ripieni di ricotta, menta e zafferano conditi con una crema di zucchine. C’è infatti, nel film, una ruvidità di fondo, ravvisabile nelle situazioni personali dei singoli personaggi, che nella ricetta è data dalla pasta all’uovo fatta in casa, dotata di un’irrinunciabile ruvidità. Il film è poi delicato e fresco, come la ricotta e la menta del ripieno, ma particolare, come un’aggiunta di zafferano. La trama del film, poi, è semplice come una crema di zucchine, il condimento, che fa da legante senza mai predominare sul piatto.

Nella ricetta ho cercato di rispecchiare quello che per me è lo spirito del film: eccentrico, ma equilibrato e piacevole, in cui si sposano sapori e caratteri molto diversi senza che l’uno prevalga sull’altro, riuscendo così a conquistare pubblico e critica. Devo dire che, al mio palato, questi piccoli soli hanno raggiunto lo stesso effetto, sia di pubblico (i commensali) che di critica (la sottoscritta).

SOLI RIPIENI DI RICOTTA, MENTA E ZAFFERANO CON CREMA DI ZUCCHINI

Ingredienti (per 40 soli e 40 ravioli – più un avanzo di pasta trasformato in maltagliati)

Per la pasta

* 500 g farina 00
* sale q.b
* 3 uova (con doppio tuorlo)
* acqua (se necessario)

Per il ripieno

* 500 g di ricotta romana
* sale q.b
* Parmigiano Reggiano grattugiato q.b
* menta fresca tritata q.b
* una bustina di zafferano

Per il condimento

* una noce di burro
* uno spicchio d’aglio
* 4 zucchine chiare
* sale q.b
* latte q.b

Procedimento

Per prima cosa, bisogna preparare la pasta all’uovo. In una terrina mescolate farina, un pizzico di sale e le uova ed impastate (se necessario aggiungendo un pochino d’acqua), fino a quando otterrete una palla liscia ed omogenea, che lascerete riposare almeno mezz’ora in luogo fresco ed asciutto, coperta da un panno (o sotto una terrina girata al contrario).

Nel frattempo, preparate il ripieno: mettete in una terrina la ricotta romana ed iniziate a lavorarla con una forchetta; aggiungete lo zafferano, del Parmigiano Reggiano grattugiato, la menta (nella quantità desiderata: io vi consiglio di assaggiare, così da valutare il contrasto fra zafferano -che non deve essere predominante- e menta) e, se necessario, aggiustate di sale. Lavorate fino ad avere un composto omogeneo e lasciate riposare in frigorifero.

Stendete quindi la pasta all’uovo a mano o con la macchinetta (io ho usato la mia fedele Imperia con motore elettrico) in modo da avere sfoglie molto sottili (nella macchinetta io ho steso fino all’ultima tacca). Distribuite piccole noci di ripieno lungo una sfoglia (badate solo di distanziarle a seconda del coppa-pasta che vorrete poi usare), coprite con una seconda sfoglia, pigiando bene i due strati fra loro, e poi tagliate con la forma desiderata. Sistemate i vostri soli su vassoi infarinati fino al momento di cuocerli (se trascorre troppo tempo, teneteli in frigorifero, vista la delicatezza del ripieno).
Con questo metodo (e la scelta, per me, di una forma tonda) si crea un notevole avanzo di pasta: io l’ho tagliata con una rotella dentellata in maniera irregolare, ottenendo così dei maltagliati, che ho poi sistemato su un piccolo vassoio di carta (tipo quelli dei pastifici) infarinato nel freezer. Appena la pasta si è congelata (è bastata mezz’ora), ho sistemato la pasta in un sacchettino ermetico (così la pasta non si appiccica) e l’ho lasciata nel freezer, pronta poi per i minestroni invernali.
Dopo aver fatto una dose per 3 persone di soli, ho poi fatto un’altra serie di ravioli, con lo stampo predisposto (che è comodissimo), e ho agito come per i maltagliati: sistemati in vassoi infarinati, lasciati congelare (mezz’ora, sufficiente perché si induriscano), staccati e sistemati in sacchetti ermetici in freezer, pronti poi per la cottura.

È il momento del condimento: lavate e mondate le zucchine, privandole delle estremità, poi tagliatele a rondelle sottili (anche con un robot da cucina). Fate sciogliere una noce di burro in una padella e fatevi soffriggere uno spicchio d’aglio. Aggiungete quindi le zucchine e aggiustate di sale; fatele saltare per qualche minuto, poi iniziate ad aggiungere latte, in modo che le zucchine ne siano coperte. Portate le zucchine a cottura (aggiungendo ancora il latte necessario) e fate assorbire buona parte del latte (per questa preparazione il sugo deve essere piuttosto lento, quindi non fatelo assorbire completamente). Trasferite in un frullatore ad immersione e frullate fino ad ottenere una crema (quando utilizzo questo sugo con della pasta secca, lascio che le zucchine si sfaldino in cottura e faccio evaporare quasi completamente il latte; qui però volevo una vera e propria crema, quindi ho frullato), da scaldare al momento di condire.

Fate bollire abbondante acqua salata: quando bolle, buttate i vostri soli (o ravioli, o altra forma) e scolateli con l’aiuto di una schiumarola appena verranno a galla. Sistemateli via via in una zuppiera, aggiungendo via via anche il condimento precedentemente scaldato (in modo poi che sia più facile girarli, visto che la pasta è piuttosto delicata), fino ad esaurimento. Mescolate con delicatezza e finite con una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato.

UPDATE del 12/10/2012: HO VINTO QUESTO CONTEST!!!!

Grazie a Patty di Andante con Gusto, al giudice (e inventore della Cinegustologia) Marco Lombardi e a Lagostina, lo sponsor. Non vedo l’ora di stringere fra le mani il mio WOK con rivestimento in ceramica!

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