Ve l’avevo mai detto che ho una passione smodata per i pistacchi? No?! Beh, è ora che lo sappiate: sono una pistacchio-addicted! Di quelle che a due (due?! E chi ci crede?!) pistacchi salati non sa proprio dire di no, in qualsiasi momento e situazione, di quelle che “basta che ci sia il pistacchio perché un dolce sia buono” (ma mica solo un dolce… ché non si dica che sia razzista!), di quelle che “la Sicilia è la terra promessa”.

Così, quando questa estate mi sono trovata in Calabria, pur senza mettere piede nell’agognata terra promessa (sì, lo ammetto, in Sicilia non sono ancora stata, ahimè), ho trovato facile reperire della farina di pistacchi di Bronte. Potevo forse io tornare a mani vuote, messa davanti a questa larga presenza di oro verde? Non si poteva proprio, e così, mentre ancora una parte di quel tesoro giace tranquillo nella mia dispensa/armadio (sì, io tengo cibo e vestiti vicini vicini), una parte se n’è già andata, ma è stato per una buona, anzi, buonissima causa.

La nostra eroina si è infatti sacrificata in occasione del compleanno di due persone per me molto importanti e che, come me, amano i pistacchi. Ho scelto, quindi, come dolce torta per l’occasione una millefoglie composta da pasta sfoglia hand-made, crema pasticcera al pistacchio di Bronte e panna, in ultimo decorata con una spolverata di pistacchi e una scritta cioccolatosa (l’ho detto, i festeggiati erano due: non conosco nessuno che abbia già compiuto i 2728 anni).

Per accompagnare il dolce in questione avrei potuto scegliere di rimanere in Sicilia, con uno degli altri prodotti made in Trinacria che preferisco, il passito di Pantelleria (non vi ho mai parlato della mia passione per i vini passiti?! Mi sa che ho ancora molti segreti da svelarvi, allora), ma ho deciso infine di abbinarlo sì ad un vino passito, ma di origine piemontese, il Sulé Caluso Passito doc prodotto dall’azienda vitivinicola Orsolani. Questo vino, dolce e fruttato, sulla carta si sposerebbe forse ancor meglio con la pasticceria secca, ma trovo che il gusto deciso del pistacchio di Bronte abbia creato le giuste premesse per un matrimonio perfetto, nonostante si tratti di una torta fresca di crema e panna. E, sarà l’amore per l’ancora ignota terra siciliana, ma io sono sempre a favore di un matrimonio fra cibo di sicula reminiscenza e bottiglia piemontese, come ho già dimostrato in passato. D’altronde, quando c’è l’amore…

Per le ricette della pasta sfoglia e della crema pasticcera ogni credito va al corso professionale di pasticceria che sto frequentando.
Chi volesse vedere il procedimento per ottenere la pasta sfoglia vada a a casa di Morena (aka Menta e Cioccolato) e le pieghe non sembreranno una terribile maledizione… prima o poi inserirò foto passo passo o un video esplicativo, non temete!
I tempi indicati in ricetta escludono i necessari riposi della pasta sfoglia.

Millefoglie al pistacchio di Bronte

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Ricetta: Dessert, torte, millefoglie
Cucina: Italiana
Autore:
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: 4-6
Ingredienti
  • PER LA PASTA SFOGLIA (ne servirà solo mezzo panetto, ma il restante potete congelarlo e tenerlo pronto all’uso)
  • Per il pastello
  • 350 g di farina forte
  • 200 g di acqua
  • sale q.b
  • Per il panetto
  • 150 g di farina 00
  • 500 g di burro
  • PER LA CREMA PASTICCERA
  • 500 ml di latte
  • 100 g di tuorli d’uovo (ca 4-5)
  • 125 g di zucchero
  • 100 g di farina
  • farina di pistacchi di Bronte q.b
  • PER GUARNIRE
  • 500 ml di panna fresca
  • cioccolato fondente q.b
  • farina/granella di pistacchio di Bronte
Procedimento
  1. Preparate con largo anticipo (anche giorni prima) la pasta sfoglia. Preparate il pastello impastando a lungo la farina forte e l’acqua con un pizzico di sale, finché avrete un impasto liscio e molto elastico. Lasciate riposare per almeno 30 minuti. Preparate il panetto lavorando il burro con la farina 00, date una forma rettangolare (alta 1-2 cm) e fate riposare anch’esso per almeno mezz’ora in frigorifero. Tenete in considerazione che, per la preparazione della pasta sfoglia, più i riposi sono lunghi e migliore sarà la riuscita.
  2. Stendete il pastello in una forma rettangolare (più larga di quella del panetto) alta circa 5 mm, poi mettete al centro il panetto e chiudetelo nel pastello; con il mattarello, abbassate lo spessore a 7-8 mm senza usare eccessiva forza e sempre dal centro verso l’alto e dal centro verso il basso, mai in larghezza.
  3. Fate la prima piega a 3 (piegate il lato superiore fino a ⅔ della striscia ed il lato inferiore fino a coprire il tutto) e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
  4. Abbassate lo spessore della pasta (sempre con delicatezza) fino a 5-6 mm. Tenendo le pieghe verso di voi, piegate la pasta in quattro (piegate i 2 lati corti verso il centro e poi la parte in alto verso di voi) e fate riposare nuovamente in frigorifero per almeno 30 minuti.
  5. Abbassate lo spessore della pasta a 5-6 mm e, sempre con le pieghe verso di voi, date una nuova piega a 3 e fate riposare.
  6. Abbassate lo spessore della pasta a 5-6 mm e, sempre con le pieghe verso di voi, date un’ultima piega a 4 e fate riposare.
  7. Il panetto di pasta sfoglia è pronto all’uso (o per il congelamento): ora potete stenderlo all’altezza desiderata (per la millefoglie a circa 5 mm), tagliarlo in 3 forme uguali e bucherellarlo. Io vi consiglio un ultimo riposo prima dell’uso. Spennellatelo quindi con acqua e spolverizzate di zucchero; infornate poi a 190°-200° C (forno caldo) per circa 8-10 minuti, o finché la pasta sarà dorata e gonfia. Lasciate raffreddare completamente prima di utilizzare. Vi consiglio di infornare anche qualche ritaglio di sfoglia, se avete poi intenzione di decorare i bordi della vostra millefoglie con briciole di sfoglia.
  8. Preparate (anche qui, potete farlo in anticipo) la crema pasticcera. Mettete il latte a bollire con la parte aromatica (che in questo caso ho omesso, ma che potrebbe essere vaniglia o scorza di agrume -questa lasciata in grossi pezzi, in modo da toglierla poi con facilità); nel frattempo in una terrina sbattete i tuorli con lo zucchero fino a sbiancare il composto. Aggiungete la farina (questa dose di farina è per una crema molto densa) e continuate a sbattere. Lasciate da parte il composto e la frusta, tenendo a portata di mano un tarocco.
  9. Quando il latte sta per bollire, togliete con una schiumarola la parte aromatica (se presente). Poi, mentre il latte sale (solo quando sale, NON PRIMA), versate aiutandovi con un tarocco il composto di uova, zucchero e farina dentro il latte, mescolate per 1 minuto o 2 con la frusta sul fuoco, poi togliete dal fuoco e continuate a mescolare, e la crema è pronta (se non addensa abbastanza, ha probabilmente solo bisogno di qualche istante ancora di cottura sul fuoco).
  10. Aromatizzate con la farina di pistacchi di Bronte, mescolate e poi mettete in una terrina, con cellophane o carta da forno a contatto (per evitare la pellicina). Lasciare raffreddare completamente prima dell’utilizzo.
  11. Montate la panna con poco zucchero.
  12. Ora non vi resta che montare la millefoglie. Sistemate sul piatto da portata (o, per una precisione maggiore, su una griglia, per poi spostare la torta a lavoro ultimato) il primo disco (o rettangolo, o quadrato) di pasta sfoglia; poi, con una sac-à-poche, distribuite un generoso strato di crema pasticcera. Proseguite con un secondo disco di pasta sfoglia e un ulteriore strato di crema pasticcera; terminate con l’ultimo disco di pasta sfoglia. Ora, aiutandovi con una spatola, distribuite un generoso strato di panna montata sopra l’ultima sfoglia e sui bordi, che andranno poi guarniti con granella di pistacchi, codette di cioccolato o con “scarti” di millefoglie sbriciolati a mano.
  13. Decorate con farina/granella di pistacchio di Bronte e, se l’occasione lo richiede, con una scritta augurale fatta con del cioccolato fondente sciolto a bagno maria e fatto appena intiepidire prima di essere utilizzato (in modo che non sia troppo fluido) con un conetto di carta forno o con altro utensile per l’uso (come una di quelle “penne” da pasticceria in silicone).

Piatto e posate di Laura … quel che è giusto è giusto!

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