Magazzini Selezione Fiandino blog

Parto da questa immagine per raccontare il week-end appena trascorso (sì, lo so, è mercoledì, ma io ho sempre bisogno di rimuginare sulle cose) a Saluzzo ospite delle Fattorie Fiandino insieme alle altre vincitrici del contest 2012 (Francesca di Aria in cucina, Chiara di Food&Crafts, Valeria di Una gatta in cucina e la menzione speciale Barbara di Fashionweb-illustration; purtroppo assente Marina di La Tarte Maison) e ad alcune giudici del contest (Carola de La Casetta delle Pesche, Giulia aka Rossa di Sera e Giovanna di Burro e Alici).

Perfetti padroni di casa, che ci hanno accompagnato in ogni momento di questo perfetto fine settimana, Lelio Bottero e Mario Fiandino, che desidero ringraziare per la loro calorosa accoglienza, la loro cortesia e per l’organizzazione impeccabile sotto ogni aspetto.

Ho deciso di iniziare il mio piccolo racconto da quell’immagine, perché (e chi mi legge lo saprà già) il mio amore per i formaggi è così immenso, che per me poter accedere a magazzini ricolmi di forme, formine e formette può essere paragonato solo alla sensazione provata da Pinocchio nel Paese dei Balocchi, solo con un po’ di colesterolo in più.

Purtroppo, a causa del mio arrivo tardivo, ho perso l’inaugurazione dello spaccio aziendale delle Fattorie, Lou Negosi n°1, ma ho potuto rimediare in seguito, perdendo però il privilegio di assaggiare il mascarpone Fiandino, di cui ho sentito così tanto parlare che quasi mi pare di averlo gustato. Così imparo ad arrivare tardi!

Immaginate poi cosa potrebbe avere significato, data questa passione, poter vedere da vicino (ma proprio vicino vicino) la produzione della Selezione Fiandino e della toma.. una sorta di sogno ad occhi aperti. Avrei voluto buttarmi nelle vasche per la salamoia dei formaggi al grido di “lasciatemi morire qui”, ma mi sembrava “un filino” esagerato, quindi ho desistito, ma con grande fatica.

Produzione della "Selezione Fiandino"

Produzione della “Selezione Fiandino”

Pensate che abbiamo potuto avvicinarci così tanto alla produzione delle tome, che abbiamo potuto testare la differenza olfattiva fra caglio vegetale (alla base della linea Kinara) e animale, assaggiare il caglio appena rotto e distribuirlo nelle forme, naturalmente sotto lo sguardo vigile del casaro.

Produzione toma blog

Produzione toma

Un altro grande momento è stato la visita alle stalle, per vedere da vicino le artefici della materia prima indispensabile alle Fattorie. Le mucche sono animali bellissimi e trasmettono una quiete incredibile, ma sono anche incredibilmente timide. Immortalarle in qualche foto è stato piuttosto difficile, ma per fortuna qualche “prima donna” la si trova sempre, e anche qualche vitellina intraprendente.

Una visita davvero a tutto tondo dell’azienda, insomma..

Mucche

Inoltre un plauso va agli organizzatori per la scelta dell’albergo in cui abbiamo pernottato, nonchè ristorante dove è stata effettuata la premiazione delle vincitrici (ora gelose proprietarie di uno spalmaburro con inciso il proprio nome), i Baloss di Poggio Radicati

Giusto per capire, ecco a voi la vista dalla terrazza dell’albergo, e il pranzo di premiazione (che pareva più un pranzo di nozze, visto che abbiamo mangiato fino alle 4 di pomeriggio).

Vista albergo blog

Pranzo Baloss

Pranzo, da sx: quiche di cardo gobbo su crema alla bagna caoda; cupola di trota affumicata su verza e lenticchie; tortelli di funghi porcini e patate con burro e rosmarino; brasato di bue grasso su polenta; tortino di cioccolato fondente dal cuore tenero con coulis di cachi; lesso di cappone di gallina bianca di Saluzzo con scaglie di mandorle e glassa aceto balsamico.

Insomma, un week-end saluzzese davvero perfetto sotto ogni aspetto: un’ospitalità che è andata oltre ogni aspettative, un fine settimana che ha davvero avuto il gusto di un premio inaspettato e favoloso.

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