I pici al ragù di fegatini della Langa per l’MTC

Anno nuovo, sfida nuova. Ebbene sì, con il 2013 ho deciso di gettarmi anche io “nella mischia” dell’MTC, un contest culinario mensile fra blogger (e non) che da tanto, troppo tempo mi incuriosiva… ogni mese ci si sfida su un tema, lanciato dal vincitore dell’ultimo contest, e ci si confronta, ci si ammira, ci si scopre. L’anno scorso, in più di un’occasione, al fiorire di una medesima ricetta su decine e decine di blog, finivo quasi sempre per unirmi, seppur al di fuori della sfida. Così, mi sono detta, perché non partecipare dall’interno?!

E poi, galeotta fu una vittoria, quella della Patty, e galeotta fu una decisione comune, quella di partecipare per la prima volta insieme a Marina.

E la cosa pazzesca è che questa decisione mi ha portato fortuna, perché Patty ha deciso di premiarmi (pur senza saperlo)… mi ha premiato facendomi preparare i pici, una pasta che risveglia in me tanti ricordi di un’estate ormai lontana in terra umbra (controllo le foto, e porca zozza, era il 2007). Sì, perché per me picio (e non nell’accezione piemontese, molto meno educata -e poi sarebbe piciu) è sinonimo di Umbria, di Trasimeno (ah, la Festa dell’Unità di Castiglione del Lago, dove le signore del luogo filavano i pici live, prima di condirli con un ricchissimo sugo d’anatra), di una terra verde ed ospitale, di persone gentili e vere e di meraviglie storiche e culturali.

Questo rappresentano per me i pici, e filandoli è stato un piacere poter ricordare tutto ciò, con la speranza di scoprire anche il lato toscano di questo piatto e di poter tornare presto anche in Umbria, il cui ricordo è ancora così vivo da poterlo toccare, fra una vacanza estiva sul lago e una marcia Perugia-Assisi, una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto.

Per quanto riguarda il condimento di questa pasta meravigliosa, che va filata una ad una con amore e delicatezza, ho scelto un km 0 made in Langa (la ricetta, infatti, è presa dal libro”Ricette delle Osterie di Langa” e l’ho modificata appena), con un ragù contadino, povero (perché fatto di soli fegatini), dal gusto deciso e ricco, rustico e allo stesso tempo vellutato al palato.

PICI AL RAGÙ DI FEGATINI DI LANGA

Ingredienti (per 5 persone)

Per i pici

  • 250 g di farina 00
  • 125 g di farina di semola rimacinata
  • 2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
  • 1 pizzico di sale
  • acqua q.b

Nota di Patty: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile. La proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova.
Per il sugo di fegatini (ve ne avanzerà un bel po’, quindi potrete dimezzare le dosi, per 5 persone)

  • olio extra-vergine di oliva
  • uno spicchio d’aglio
  • una cipolla, tritata finemente
  • rosmarino
  • alloro
  • 500 g di fegatini di pollo, tritati o affettati finemente (a vostro gusto)
  • un bicchiere di vino rosso
  • sale q.b
  • pomodori pelati (per me quelli messi in vasetto questa estate)

Procedimento

  1. [Per i pici copio e incollo il procedimento della Patty]
    Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
    Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
    Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. “Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
    Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida. Fate riposare almeno una mezz’ora avvolta nella pellicola.
  2. Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
    Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno.
    Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.
  3. Per il ragù, fate scaldare in una pentola adatta dell’olio extra-vergine d’oliva, e fatevi soffriggere l’aglio e la cipolla tritata per qualche minuto insieme a rosmarino ed alloro.
  4. Aggiungete quindi i fegatini e fateli rosolare finché avranno preso colore. Aggiustate di sale e sfumate con il vino rosso. Quando il liquido sarà evaporato, aggiungete i pomodori pelati (io ho utilizzato un vasetto grosso, da almeno mezzo chilo).
  5. Coprite con il coperchio e fate cuocere a fuoco lento per almeno 40 minuti (i fegatini richiedono una cottura inferiore alla carne trita da ragù), ma anche di più (il mio ha cotto poco più di un’ora); di tanto in tanto, rimestate il sugo, schiacciando un po’ i pelati con la forchetta o il cucchiaio di legno.
  6. Cuocete i pici in abbondante acqua salata (al limite aggiungendo un po’ d’olio nell’acqua, se temete che si incollino), scolateli e conditeli con il ragù. Servite ben caldi.

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE BY CLICKING HERE 

Pici al sugo di fegatini blog

Con questa ricetta partecipo per la prima volta all’MTC

Sfida pici MTC

25 pensieri su “I pici al ragù di fegatini della Langa per l’MTC

  1. Ciao Giulia, bellissimi i tuoi pici e… lunghissimi! Che dire poi del condimento? Ottimo!!! E poi, che bello approdare insieme per la prima volta all’MTC: questa Patty con i suoi pici ha ispirato tantissime di noi!

    1. Ciao Silvia, che piacere ritrovarti!
      Sì, sono riuscita a filarli lunghi lunghi, ma poi un po’ si sono spezzati.. e vabbè, incidenti di percorso!
      I pici della Patty sono davvero riusciti a raccogliere ogni genere di successo.. adesso verrò a sbirciare i tuoi!

      Un abbraccio
      Giulia

  2. Cominciamo: adoro l’Umbria, adoro il sugo con i fegatini (ne vado letteralmente pazza) e naturalmente adoro le Langhe 😀 Dì la verità, l’hai preparato per me questo delizioso piatto, eh?! Un abbraccio socia!

    1. Chi lo sa, magari è stato tutto un modo per festeggiare il nostro ingresso in società (manco fosse un ballo delle debuttanti -che io aborro, per altro- saremmo così emozionate :D)!!
      Un abbraccio e a presto, socia

      Giulia

  3. scelta perfetta di un sugo eccellente per un ingresso alla grande!  Benvenuta tra noi Giulietta: siamo contentissime che tu ti sia lanciata !

  4. Posso avere il piacere di darti il benvenuto all’MTC? 😀 Sono felicissima di vedere tante new entries quest’anno, e new entries di qualità per giunta!
    Inutile dirti che la tua interpretazione con il sugo di fegatini mi piace da morire!

    1.  Il piacere è tutto mio, Mapi! 🙂
      E sono immensamente contenta che il mio “povero” ragù di fegatini riscuota tutto questo successo

      🙂

    1. Grazie mille per avermi inserito nella lista!
      E mi sa proprio che le nostre strade non si erano mai incrociate in precedenza! Ci sarà da rimediare 😉

      Buona serata e buon fine settimana

      Giulia

  5. Sono arrivata a te senza aver sbirciato in precedenza e sono falled in love con i tuoi pici. Non so perché mi è uscita sta cosa inglese, ma ci sta, mi sono innamorata di questo sugo vellutato che si attacca ai pici appassionatamente. Mi piace l’idea che hai avuto, i fegatini sono sacri in Toscana come sai, e non potevi scegliere interpretazione più azzeccata. Esecuzione perfetta della ricetta, ottimo la base di sola cipolla ed un tocco di aglio perché i fegatini vogliono un elemento di dolcezza a smorzare quel lieve retrogusto amaro. Insomma, mi piace tantissimo e potrei mangiarne un piatto anche adesso, che ho appena finito la colazione. Grazie grazie anche a te per aver deciso di buttarti. Io ti conosco e so che sei una grande. Darai fantastiche soddisfazioni all’MTC. Un forte abbraccio cara Giulia, Pat 

    1. Wow, Patty, mi hai lasciato senza parole!
      Sono veramente tanto, tanto contenta che la mia reinterpretazione piemontese (che poi è molto in linea con la tradizione toscana, in realtà) ti sia piaciuta.. ed effettivamente il sugo così vellutato si attacca perfettamente alla pasta e si crea un connubio ottimo (ma il ragù avanzato l’ho accoppiato al loro vero amore, i tajarin piemontesi, e devo dire che anche il “ritorno a casa” ha avuto il suo perché). Sono molto felice di essermi finalmente unita all’MTC… ora il problema sarà starvi dietro 😛

      Un abbraccio gigante (e stritoloso), che sia di buon augurio anche per il week-end

      Giulia

  6. benvenuta Giulia nella pazza famiglia dell’MTC! 🙂 è bello veder coinvolte delle nuove amiche in questo “gioco”! i tuoi pici sono bellissimi, e la sai una cosa? i ricordi dell’Umbria e di quella festa, e del lago Trasimeno, sono rifioriti in me, esattamente come in te. Unica differenza: estate 2003, un caldo mortale, un’Umbria meravigliosa. Ed io sempre con Comandante Amigo, così come a NewYork. La location? Una tenda! insomma… l’MTC è anche questo: fa riaffiorare ricordi. E fa tingere il web con la stessa ricetta vestita di centinaia di abiti diversi. Un bacino mia cara!

    1. Grazie, Sere, per questo benvenuto!
      E ho idea che mi divertirò un bel po’ con questa nuova avventura, ed è bello ritrovarvi tutte qui 🙂
      Eh, cara mia, i ricordi sono proprio gli stessi, con solo qualche anno di differenza, e altro fattore comune è proprio la tenda, una mini-tendina in un campeggio magnifico sul lago Trasimeno, a pochi passi dall’acqua (e dall’invasione dei moschini). Vacanze bellissime, ma per me di un tempo molto, molto lontano. Sono cambiate tante cose da allora, e mi accorgo, tenendo persino conto dell’immagine ovattata e addolcita dei ricordi, di quanto certe cose è proprio meglio che siano cambiate.
      E, detto ciò, W la torta al testo (mamma, che voglia di Umbria, di pecorino umbro… argh!)!!
      Un abbraccio

  7. Alla facciazza della riettina eh? Qui si crea alla stragrande…. una ragione in più per dirti: avvisami anche 5 secondi prima, spero ci sarai, davvero. Mi piacerebbe tanto rivederti. E comunque sia vengo a Torino a marzo, ci saresti, avvisata in tempo, per una cenetta?

    E poi, mi devi aggiornare! Una piccola dritta per mail?

    Mari

    1.  Eh, cara Mari, diciamo che qui si crea poco (o meglio, poco di quello che creo finisce sul blog, o ci finisce con immenso ritardo, causa vita “in the middle”), ma quando lo si fa, si cerca di farlo per bene. Ma so che adesso, con lo sprone del MTC, almeno mi costringerò a darmi da fare un po’ di più!
      Oggi, in attesa di ritorno al pc, ti ho mandato un sms (spero che il numero fosse lo stesso dell’anno scorso), per dirti che sabato non ci sarò, e segue immediata mail di spiegazioni.
      Per marzo e per gli aggiornamenti, idem 😉

      Baci baci

  8. E rieccomi a sbagliare… uffa: riettina? No, ricettina!!! Dislessia portami via (mio fratello in effetti è dislessico… chissà da chi ha preso). 

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