Caprese ai pistacchi con fetta blog

Che io adori i pistacchi non so più quante volte ve l’ho detto, non so nemmeno se sia necessario ripeterlo ancora o se dirlo in altre lingue potrebbe aiutare, ma io i pistacchi li amo proprio, è questa la realtà. Certo, è difficile avere dubbi dopo la millefoglie al pistacchio o visto che i pistacchi io li metto anche nel polpettone, ma repetita iuvant, o almeno così dicono.

Così, dovendo liberarmi di 100 g di preziosissima farina di pistacchi di Bronte (non è che volessi disfarmene, sia chiaro, ma non si può conservare troppo, o si rischia l’irrancidimento, un peccato mortale) acquistata questa estate in Calabria (la stessa di questi tartufi di ricotta) e conservata gelosamente fino ad oggi (sempre nell’ormai famosa dispensa/armadio dei vestiti), ho voluto trovare una ricetta che valorizzasse appieno l’oro verde. Oltretutto, avendo una piccola quantità di farina non potevo neanche tuffarmi nella preparazione di quei dolcetti di pistacchio made in Sicily che tanto amo.

E così -e qui sta il colpo di genio del titolo- mi sono detta: perché non fare una torta caprese (corso di pasticceria docet) con la farina di pistacchi di Bronte invece di quella di mandorle? Il risultato è semplicemente delizioso: il gusto del pistacchio si sente appena appena (essendo un po’ più deciso di quello della mandorla), ed è un piacevole retrogusto per quella meraviglia che è di per sé la torta caprese, che amo ed adoro. E al pistacchio la amo persino di più (se è umanamente possibile).

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Torta caprese ai pistacchi di Bronte
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Ricetta: Dessert
Cucina: Italiana
Autore:
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: Una torta di 20 cm di diametro
Non stupitevi per le quantità “originali”: le ho adattate ad una teglia di 20 cm di diametro. La versione classica della torta caprese può essere ottenuta semplicemente sostituendo la farina di pistacchi di Bronte con ugual peso di farina di mandorle.
Ingredienti
  • 100 g di burro
  • 86 g di zucchero a velo
  • 10 g di miele (per me millefiori)
  • 50 g di tuorlo
  • 120 g di cioccolato fondente in gocce (o tritato al coltello)
  • 10 g di cacao amaro
  • 26 g di farina
  • 100 g di farina di pistacchio
  • 2 g di lievito per dolci
  • 64 g di albumi
  • 16 g di zucchero
Procedimento
  1. Montate in planetaria il burro con lo zucchero a velo e il miele.
  2. Aggiungete piano piano i tuorli, alternandoli con una metà delle polveri setacciate (è un po’ macchinoso setacciare la farina di pistacchio, in quanto di solito è di grana maggiore rispetto a quella di mandorle).
  3. Quando la massa è ben montata, unite le gocce di cioccolato (o cioccolato tritato al coltello).
  4. Montate a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero semolato e incorporatevi delicatamente l’altra metà delle polveri (sempre setacciate), mescolando dall’alto verso il basso.
  5. Unite la massa di burro e quella di albumi, sempre mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto.
  6. Imburrate e infarinate una tortiera (anche a cerniera) di 20 cm di diametro. Io tuttavia vi consiglio di imburrare, coprire con carta da forno e poi imburrare nuovamente: in questo modo si evita la patina biancastra di farina su una torta cioccolatosa e scura, ma forse è un dettaglio maniacale (a voi la sentenza).
  7. Cuocete in forno a 160° C per circa 30 minuti (fate la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta non dovrà seccare troppo).
  8. Sfornate, sformate e lasciate raffreddare, quindi spolverizzate con zucchero a velo.

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