• LA LISTA DELLA SPESA
  • bucatini
  • guanciale di maiale
  • pecorino romano
  • pepe nero macinato al momento

Non credo di avervelo mai detto, ma io AMO Roma.

E’ una città che adoro, una città in cui vivrei (nonostante sia assai più caotica della mia Torino) e, soprattutto, è una delle pochissime città per cui provo un’inesorabile nostalgia dopo una mia prolungata assenza.

Ora sono quasi due anni dal mio ultimo viaggio a Roma, un viaggio segnato dal pessimo umore, dai buoni amici e dall’ottimo cibo (oddio la pajata, oddio i carciofi, oddio l’agnello a scottadito, oddio i supplì al telefono). Gli occhi con cui ho guardato Roma in quel dicembre di due anni fa erano molto diversi da quelli con cui la guarderei ora… e ho una voglia indicibile di rivederla con gli occhi di ora, cambiati come da allora è cambiata, e radicalmente, la mia vita (che pure da fuori può sembrare più o meno sempre la stessa).

Come si fa a non amare Roma, dico io?

Questa dichiarazione di imperituro amore non può che essere suggellata da una ricetta romana de Roma, la Gricia, un piatto di pasta sublime nella sua gustosa semplicità.

Gli ingredienti, infatti, sono quattro: pasta (per me il bucatino d’ordinanza), guanciale di maiale (che io mi sono portata via dal Chianti), pecorino romano, pepe nero.

Niente di più e niente di meno… e, quando la lista della spesa è così breve, la differenza la fanno la qualità delle materie prime e il metodo di cottura, che deve essere semplicemente perfetto.

Così, ho letto tante e tante ricette, ma infine mi sono soffermata su quella di Elisa (che è romana come la Gricia), ho sostituito le sue tagliatelle con i romanissimi bucatini e, per quanto riguarda la cottura, mi sono avvicinata più al metodo della risottatura visto da Barbara rispetto a quello simile, ma a fuoco spento, di Elisa.

Il risultato è stato perfetto, davvero impagabile, e davvero all’altezza della Gricia assaggiata a Roma. Barabara aveva avvisato: una volta provato il metodo della risottatura per le paste non sugose, non si torna indietro, e io non sono da meno. E, già lo dico, dal momento in cui abbiamo assaggiato la Gricia in casa si attende il momento di affrontare la cacio e pepe.

Bucatini alla Gricia
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Ricetta: Primo piatto
Cucina: Italiana, Romana
Autore:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Porzioni: 2
Ingredienti
  • 200g di bucatini (per me Verrigni)
  • 100-150g di guanciale di maiale (per me della Storica Macelleria Falorni, di Greve in Chianti)
  • pecorino romano grattugiato q.b
  • pepe nero macinato al momento q.b
Procedimento
  1. Tagliate a cubetti sottili o a piccole striscioline il guanciale di maiale, e fatelo soffriggere in una padella antiaderente capiente (dovrà poi contenere la pasta) senza ulteriore condimento.
  2. Quando sarà dorato (ma non troppo, affinché si mantenga morbido), toglietelo dal fondo di cottura (che dovrete tenere) e lasciatelo su un foglio di carta assorbente.
  3. Portare a bollore una pentola con abbondante acqua lievemente salata e buttarci i bucatini, che dovrete scolare almeno 4 minuti prima rispetto al tempo di cottura indicato sulla confezione. Scolate la pasta utilizzando una schiumarola (l’acqua di cottura vi servirà ancora) e aggiungetela al fondo di cottura del guanciale.
  4. Continuate quindi la cottura della pasta come fareste per un risotto, cioè aggiungendo un mestolino di acqua di cottura alla volta, facendola via via assorbire dalla pasta (in questo modo parte degli amidi si scioglieranno nel condimento, che risulterà quindi cremoso); aggiungete via via anche il pecorino (non troppo, poiché molto sapido: ricordatevi che siete sempre in tempo ad aggiungerne alla fine) e il pepe nero (per me poco, in cottura, perché il guanciale era già pepato).
  5. Dopo due o tre minuti, aggiungete nuovamente il guanciale, precedentemente rosolato, e proseguite finché la pasta sia cotta (al dente, eh) e cremosa il giusto.
  6. Impiattate e finite con del pecorino grattugiato e del pepe nero macinato fresco.

 

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