Pollo arrosto con clementine, finocchi e Ricard (per chi non ha l’Arak) per lo Starbooks Redone

Di tutti i libri affrontati dallo Starbooks, Jerusalem di Yotam Ottolenghi è quello che più mi ha colpito e che più e più a lungo mi è rimasto nel cuore e negli occhi. Quei piatti così raffinati, colorati e profumati, quella cucina semi-sconosciuta e così ricca di fascino.

E, tra tutte le ricette di questo libro che ho potuto conoscere grazie allo Starbooks, una su tutte mi ha ammaliato al primo sguardo, e ho saputo fin da una scorsa agli ingredienti che avrei amato l’aroma di anice e il gusto originale e accattivante.

Si tratta del pollo arrosto con clementine, finocchi e Arak visto da Patty di Andante con gusto, di cui vi lascio la ricetta presa ed utilizzata pari pari. Le mie uniche variazioni: ho utilizzato del Ricard invece dell’Arak (liquore all’anice che non ho trovato, mentre il Ricard in casa mia è sempre presente) e ho utilizzato solo cosce di pollo; per il resto ho mantenuto tutto invariato (a parte un’omissione finale, di cui leggerete).

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Pollo arrosto con clementine, finocchi e Arak

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  • Resa: 2 Persone servite
  • Preparazione: 30 minuti
  • Cottura: 35 minuti
  • Pronta In: 9 ore 5 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Mettete i primi 6 ingredienti in una larga ciotola ed aggiungete 2 cucchiaini 1/2 di sale e 1 cucchiaino 1/2 di pepe. Mescolate bene e mettete da parte.
  2. Pulite i finocchi tagliandoli a metà e poi in quarti ed ogni quarto ulteriormente in 2 spicchi.
  3. Aggiungete i finocchi ai liquidi insieme ai pezzi di pollo, le fettine di clementine , il timo ed i semi di finocchio. Mescolate bene con le mani affinché tutti gli ingredienti siano ben mischiati quindi lasciate marinare per qualche ora o tutta la notte (potete evitare anche la fase di marinatura se avete fretta, ma io la consiglio fortemente).
  4. Preriscaldate il forno a 220° e trasferite il pollo e la sua marinata in una teglia larga abbastanza per ospitare comodamente tutti gli ingredienti in un solo strato. La pelle del pollo dovrà essere rivolta verso l'alto.
  5. Una volta che il forno è a temperatura mettete la teglia e fate cuocere per 35/45 minuti, fino a che il pollo non sia ben colorito e cotto. Rimuovete dal forno.
  6. Io ho saltato il passaggio che vi sto per descrivere, perché ho mangiato il pollo appena uscito dal forno, perché non mi sembrava necessario far ridurre i liquidi di cottura per creare una salsina; ma vi scrivo il procedimento. Togliete il pollo, i finocchi e le clementine dalla teglia e sistemateli su un piatto di portata, coprite e tenete al caldo. Mettete i liquidi di cottura (se ne formerà una discreta quantità) in una piccola casseruola e fate cuocere a fuoco medio, portando a bollore e facendo ridurre di un terzo. Ne resteranno c.ca 80 ml. Versate la salsa calda sul pollo, guarnite con prezzemolo sminuzzato e servite.

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L’ho saputo al primo sguardo, e le papille gustative hanno solo dovuto confermare l’evidenza dei fatti: questo è il miglior pollo arrosto che abbia mangiato da anni a questa parte. Certo, il buon vecchio caro pollo arrosto con le patate è sempre buono, ma qui si aggiungono dei sapori e dei profumi che mai avrei immaginato tutti insieme, e che invece si sposano alla perfezione, creando una commistione fra carne, verdura e frutta difficilmente immaginabile. Il succo di agrumi, la mostarda in grani e il timo pungono e insieme accarezzano il palato, mentre il profumo dell’anice, rinvigorito dai semi di finocchio (un suo omologo di gusto) tiene insieme questa mirabile opera, e al primo boccone vi ritroverete in bocca una sinfonia di sapori, ben diversa dal “solito” pollo arrosto.

Yotam per me è quindi assolutamente PROMOSSO!

Con questa ricetta partecipo allo Starbooks di novembre

redone

23 pensieri su “Pollo arrosto con clementine, finocchi e Ricard (per chi non ha l’Arak) per lo Starbooks Redone

  1. Ne hai parlato così bene che è impossibile non cercare subito la prima occasione per andare a comperare un pollo e farlo con questa ricetta (io userò il Pernod, perchè non conosco gli altri due….)….MI PIACE, MI PIACE, MI PIACE!!!!

    1. Ne ho parlato così bene, perché mi ha veramente conquistato! Un insieme di sapori veramente eccezionale e ben calibrato!
      Per tutta la durata della cena si sono solo sentiti mugolii di piacere, uniti a “senti che roba la clementina”, “e i finocchi”. Una roba ma vista per un pollo!
      Il Pernod va benissimo.. in realtà un qualsiasi liquore all’anice non troppo forte (per questo sono adattissimi i liquori da aperitivo e non la sambuca, ad esempio).

      Buona serata
      Giulia

    1. Io non mangio spessissimo il pollo arrosto, e quando lo mangio il più delle volte non lo preparo io, perché il nonno del mio Lui fa un pollo arrosto eccezionale, che lui chiama “casereccio” (chissà perché, poi, visto che “casereccio” chiama il pollo, e non il condimento).
      Questo, però, mi ha davvero rubato il cuore, con questo dolce, aspro, profumato.. una vera festa!

      Giulia

  2. Questo accostamento carne-frutta è assolutamente da provare!!! Mi piace l’idea delle clementine mentre non ho dubbi sulla nota che possano aver dato anice e finocchio insieme!

    Bacioni
    Silvia

    1. Beh, finocchi e anice hanno una nota molto simile, fresca e pungente. Secondo me si sposa benissimo con il resto del piatto che, pur essendo molto complesso come numero e varietà di ingredienti, è davvero ben calibrato.
      A presto,
      Giulia

  3. Ma tu quante cose fai, provi, esperimenti? Troppo brava la mia Roberts! Cmq ora sono curiosa di questo arrosto più buono! Proverò 😉

    1. Il bue che dice cornuto all’asino! IO esperimento? IO provo? E tu, allora? 😉
      (tra l’altro è palese che ci stiamo insultando in maniera pesante, eh..)
      Sono contenta che ti piaccia questo pollo arrosto.. e, credimi, il gusto è indimenticabile.
      Buona giornata
      Giulia

  4. Buongiorno tesoro:* approvo la scelte di usare solo cosce (io le prediligo in assoluto) e poi parliamo di un piatto davvero innovativo… dalle clementine al liquore… merita proprio di essere provato per non lasciarlo più… mi confermi vero? ti abbraccio Giuly:**

  5. mamma mia! ogni volta che vengo da te sono già pronta a deliziarmi! ma quando arrivo poi mi accorgo che non mi ero preparata abbastanza e rimango sempre con un’acquolina pazzesca! 😀

  6. E se mi era sfuggita da Patty, non mi sfugge di certo da te!
    Ho abbandonato un pòquesto appuntamento, nonostante abbia tutte le ricette nella lista di quelle da provare!
    Questa direi che è di stagiuone e non posso rimandare…ho anche l’Ouzo! 😉

    Buona giornata 🙂

  7. Giulia cara non riesco ad immaginarmelo: ricard, finocchio e clementine… un’intensità di sapori che è difficile da ricostruire. Sarà quindi il caso che sperimenti? Mi manca il Ricard (che ho bevuto solo in forma di Pastis nella calde serate provenzali… eh signora mia!) sarà l’occasione per aggiungere una bottiglia di liquore alla collezione 😀 Mille baci bellezza

  8. non promuovere Yotam sarebbe un delitto. impossibile.
    pensa che tempo fa venne a trovarci a casa una coppia di amici di mio marito, ed io scoprii che lei aveva lavorato per Ottoleghi!!!!!!!!
    mi ci sono attaccata come una cozza, le avrò fatto mille domande, e detto tra noi, mi stupisco ancora dopo il mio comportamnento, che ci vengano ancora a trovare : )))
    ora, ci ho il post it su quella ricetta da un po’, e sto aspettando ile clementine biologiche dell’ albero di casa per cimentarmi : )))

    1. Ciao Mila!
      Sono proprio molto contenta che questo piatto ti sia piaciuto.. per me è stata una delle scoperte migliori degli ultimi anni! Ora lo preparo spesso, ed è sempre un successone (oltre che un gran salva-cena).

      A presto,
      Giulia

    1. Tutto merito di Ottolenghi, mica mio… una delle ricette più amate e più replicate degli ultimi anni, davvero strepitosa!
      Un bacione, Cecilia.. e poi fammi sapere se ti è piaciuta!

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