Corso pratico per tornare bambini, e poi crescere un po’ – Riso(tto) al latte (e pepe nero) per il #GFFD

Ci sono dei piatti che si ricollegano immediatamente all’infanzia: al solo profumo, al primo assaggio, loro sono capaci di catapultarci indietro di 20, 30 o 40 anni, magari perché ce li preparava la nonna da bambini, o perché li mangiavamo all’asilo.

Quando mi capita di parlare di questi piatti dell’infanzia, mi succede spesso di sentire che per molte persone il piatto amarcord per eccellenza è il riso al latte, semplice e cremoso, che piace tanto ai bambini proprio per la sua consistenza confortante e per il suo gusto che sta in bilico fra il dolce e il salato.

Ecco, io quel piatto da bambina non l’ho mai mangiato, almeno a mia memoria, ma il destino ha degli strani percorsi, e ora mi trovo a prepararlo spesso a lavoro. Pochi di voi lo sanno, ma io di mestiere faccio l’aiuto cuoca in un asilo nido, e quindi ora so per certo che i bimbi lo amano alla follia… e devo dire che, da quando l’ho assaggiato, concordo coi miei piccoli “clienti”, è proprio buono e confortante, ha il sapore che avrebbe un caldo abbraccio.

Quello preparato per i bambini è molto semplice: il riso viene bollito in poca acqua e latte, così da ottenere un effetto “all’onda” senza che di risotto si tratti, poi il tutto viene addolcito dal burro ed insaporito dal Parmigiano grattugiato.
Sono partita da questo piatto dell’infanzia, già buonissimo, e l’ho reso un po’ più “adulto“, trasformandolo in un vero risotto e dando una sferzata di sapore con un abbondante macinata di pepe nero. E il risultato mi ha assolutamente conquistato: un risotto semplice (vi sfido a non avere gli ingredienti in casa), gustoso e confortante, assolutamente perfetto nella sua linearità.

Riso al latte bllog

Risotto al latte e pepe nero

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  • Resa: 2 Persone servite
  • Preparazione: 5 minuti
  • Cottura: 20 minuti
  • Pronta In: 25 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Per prima cosa, fate scaldare il latte portandolo quasi a bollore, poi abbassate il fuoco al minimo, in modo da mantenerlo in caldo.
  2. Fate sciogliere una noce di burro in una padella, quindi tostate il riso per qualche istante.
  3. Quando il riso è tostato, iniziate ad aggiungere il latte, un mestolo alla volta, aspettando che il liquido sia assorbito prima di aggiungerne altro. Mescolate continuamente e aggiustate via via di sale.
  4. Quando il riso sarà a fine cottura, macinate il pepe nero al suo interno, quindi portate a cottura.
  5. A fuoco spento mantecate con una noce di burro e abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato.
  6. Impiattate (eventualmente utilizzando un coppa-pasta) e guarnite con grani di pepe nero (o con altro pepe nero macinato, se gradito).

Riso al latte finale blog

Con questa ricetta partecipo al Gluten Free (fri)Day100GlutenFreeFriDay1

15 pensieri su “Corso pratico per tornare bambini, e poi crescere un po’ – Riso(tto) al latte (e pepe nero) per il #GFFD

  1. Ci volesse così poco farei questo riso tutti i giorni, mi pioacerebbe tornare bambina ogni tanto. Non l’ho mai mangiato così, almeno non lo ricordo però sono convinta che i bambini l’adorino. Fai un lavoro bello e importantissimo, sono fortunati quei bambini. Un bacio.

    1. Penso anche io che sia un lavoro bello ed importante.. peccato che spesso sono le condizioni “al contorno” che me lo fanno detestare; ma vedere i piatti spazzolati mi fa tornare di buon umore 😉

      Non posso garantire un risultato positivo al 100%, ma secondo me questo risotto al latte (anche senza pepe nero, all’occorrenza) fa proprio tornare un po’ indietro nel tempo; certo, poi il piatto finisce 😉

      Un abbraccio,
      Giulia

  2. Neanche io l’ho mai mangiato da bambina e adesso mi hai messo tanta curiosità e se piace ai bimbi, piacerà sicuramente anche ai miei pargoli! 🙂

    1. I bimbi del nido lo spazzolano senza pietà, e poi commentano “buono il riso con la panna” (giusto per farti capire quanto sia cremoso, e quello fatto a scuola non è nemmeno un risotto)!
      Io dico che è un risotto che può piacere a tutti, indipendentemente dall’età e dai gusti; l’unica differenza per l’età può essere il pepe, ma con un’abbondante grattugiata di Parmigiano nessuno rimpiangerà l’assenza del pepe 😉

      Giulia

  3. ma dai! davvero fai l’aiuto cuoca in un nido??? io faccio l’educatrice!!! 🙂 però io mangio sempre cibi pessimi….la nostra cuoca è un centro cottura purtroppo….è un’ingiustizia!!!!! 😀

    1. Ma dai, lavori anche tu in un nido? Avevo letto che facevi l’educatrice, ma chissà perché pensavo in materna!!
      Stranissimo, però, che il cibo vi arrivi da un centro cottura.. qui a Torino i nidi (almeno quelli pubblici) e le materne hanno tutte la cucina fresca, che è davvero un’ottima cosa!
      Nulla togliere ai centri cottura, per carità, ma è innegabile che il fresco sia tutta un’altra cosa!!

      Giulia

  4. quanta bontà in un piatto all’apparenza semplice! ma un buon risotto bisogna saperlo fare, non è semplice come sembra e tu ,da ciò che vedo, lo sai fare molto bene! Grazie mille, buon we. Sonia

    1. Come dice il saggio “non è mica facile fare un buon caffè”, e lo stesso vale per il risotto.
      Ma, sarà per la cremosità donata naturalmente dal latte, questo risotto è particolarmente facile da fare! E in più fa contenti tutti!
      Mica male, per un piatto “da pupetti” 🙂

      Giulia

  5. mi posso prenotare per tornare bambina? dove ci si prenota? io VOGLIO TORNARE BAMBINA! senza pensieri e con il tuo riso al latte davanti. mi ci vedo ad affondare il cucchiaino!
    baci
    Sandra

    1. Non lo so dove ci si prenota per tornare bambini, ma questo è sicuramente un inizio! Affondare il cucchiaio nel riso al latte (con o senza pepe) e chiudere gli occhi.. poi non garantisco, eh! 😉

      Giulia

  6. Ma che bel lavoro fai! E che bella responsabilità dar da mangiare a questi cuccioli..
    Che tenerezza. E’ interessantissima questa proposta perchè hai fatto il contrario di quello che si normalmente ossia adattare le ricette dei grandi ai bambini e quindi riesci veramente a dare una qualità di calore e conforto a questo piatto! Bravissima e grazie per averlo offerto per il GFFD!

    1. Hai ragione, è un lavoro di cui sento la responsabilità e comprendo l’importanza: quello, e il faccino dei “clienti” sono le cose che mi fanno ancora pensare che sia un bel lavoro, oltre al fatto che posso sfogarmi ogni giorno in cucina. Per il resto, come ogni lavoro, ha i suoi difetti, che in questo caso non hanno a che fare con il lavoro stesso, ma che dobbiamo fare? Si spera di migliorare e si va avanti.
      Sono molto contenta che questa mia proposta abbia trovato questo coro di apprezzamenti: non è la prima volta che adatto una ricetta da pupetti al palato degli adulti, e in tutti i casi sono sempre stati dei successi. Una delle cose che ho imparato da questo lavoro è la facilità con cui si potrebbe far felice una famiglia intera senza troppi sforzi, e questo piatto ne è un esempio: una sola preparazione, pepe per i grandi, senza per i piccoli, e in mezz’ora la cena è in tavola!

      A presto,
      Giulia

  7. Non sapevo del tuo lavoro che bello poi cucinare per dei bimbi piccini penso debba essere dolcissimo, questo risotto da piccola non l’ho mai provato ma mi è venuta una gran voglia di provarlo ora subito,grazie per la ricetta.

    1. Diciamo che la mia scontentezza legata al lavoro, infatti, non ha nulla a che vedere con il lavoro stesso e con i miei piccoli “clienti”, che sono i più belli e pacioccosi del mondo! Però come tutti i lavori ha i suoi difetti, e si cerca anche sempre di migliorare nella scala evolutivo-lavorativa 😉

      Se sei attirata dai primi piatti confortanti e cremosi, provalo.. poi mi dirai!
      Buona domenica!

      Giulia

  8. il riso al latte è un piatto meraviglioso, sia nella versione adulta sia nella versione per bimbi.
    I bimbi per cui cucini oggi saranno adulti domani e avere un piatto o più piatti nel nostro cuore aiuta, aiuta ad essere più consapevoli di ciò che mangiamo e aiuta a capire quanto amore c’è nel cucinare.
    Ottima ricetta davvero 😀
    Al prossimo venerdì senza tra ricette e sorrisi 😀
    PS ho rifatto la ricetta del tuo plum cake di venerdì scorso 😉

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