Torino chiama Puglia: il mio strucolo per l’MTC (e due)

Questo mese non potevo proprio esimermi da una seconda partecipazione all’MTC.

Febbraio è un mese corto, ma con un doppia sfida: Mari, infatti, non ci ha sfidato solo sullo strudel, ma anche sulla sua versione salata, lo “strucolo in straza“, cioè uno strudel dal ripieno salato, avvolto in uno strofinaccio e poi bollito.

Ho scoperto dell’esistenza dello strucolo nell’istante del lancio della sfida: mai sentito nominare prima, mai visto e mai assaggiato. Vista la mia propensione al salato, quindi, ne sono stata immediatamente affascinata.

Volevo però discostarmi dalla versione più classica, con un ripieno a base di formaggio, e così mi sono buttata su una suggestione culinaria a me molto cara, le rosette con cipollotti, uvetta e acciuga che un’amica dei miei genitori, Anna, prepara spesso per pranzi o cene conviviali e che io puntualmente consumo come se ci fosse un’apocalisse imminente (non si sa mai).

Le rosette, come l’amica, hanno origine pugliese, e pare che in particolare l’aggiunta di uvetta al ripieno sia tipica del foggiano e della zona del Gargano. È sua, invece, la sostituzione della pasta della pizza con la sfoglia, più adatta ad una stuzzicheria da mangiare in compagnia.

Ma, siccome io dei cambiamenti non ho mai abbastanza, ho sostituito alla sfoglia la pasta matta, e ai cipollotti il più delicato porro, aggiungendo infine dei pinoli.

Per l’accompagnamento, tenete a mente che sono pur sempre piemontese: ed ecco quindi una salsina semplicissima di acciughe stemperate nell’olio caldo, una sorta di bagna caoda veloce (che poi è quella vera, senza latte e derivati) ma senza aglio. La salsa, sapida ed intensa, è il perfetto richiamo alle acciughe lasciate intere nel ripieno e funge da contrappeso alla dolcezza dell’uvetta passolina e dei pinoli, che accompagnano appieno il gusto delicato ma deciso del porro.

Una vera scoperta, questo strucolo, non c’è che dire! Ma mi è rimasta la voglia delle rosette di Anna, musa ispiratrice di per questa ricetta.

Strucolo blog

… si nota mica qualcosa di strano sullo sfondo?! Non temete, è solo il “controllo qualità” all’opera!

Strucolo in straza con porro, pinoli, uvetta e acciughe

Di Pubblicata:

  • Resa: 1 strucolo (2 Persone servite)
  • Preparazione: 30 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Pronta In: 1 ora 30 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Per prima cosa preparate l’impasto per la sfoglia. Scaldate l’acqua, che deve essere abbastanza calda, ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere una palla di impasto. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora.
  2. Nel frattempo preparate il ripieno: lavate e mondate il porro, quindi tagliatelo a rondelle sottili. In una padella, scaldate un filo d'olio, quindi unite il porro, aggiustate di sale e fate appassire per circa 5 minuti, quindi aggiungete l'uvetta (per me non ammollata, ma altrimenti ammollata e strizzata), i pinoli e lasciate insaporire ancora qualche minuto. Quindi spegnete e lasciate raffreddare.
  3. Preparate anche la salsina di acciughe: in una padella, fate scaldare qualche cucchiaio di olio extra-vergine di oliva, quindi aggiungete i filetti di acciuga e fateli sciogliere. Lasciare raffreddare e, se necessario, aggiungete ulteriore olio extra-vergine. Se preferite, potete preparare la salsina al momento di servire, ma io ho preferito una salsa fredda (o meglio, a temperatura ambiente) per accompagnare lo strucolo caldo.
  4. Prima di cominciare a stendere la sfoglia mettete a bollire sul fuoco una pentola abbastanza larga e che possa contenere comodamente lo strudel.
  5. Disponete su una spianatoia un tovagliolo o uno strofinaccio pulito di lino o di cotone bianco (possibilmente lavato con sapone neutro e ben sciacquato) e infarinatelo. Prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi tiratelo aiutandovi con un mattarello. In questo caso basterà il mattarello per stendere la sfoglia, non troppo sottile (non come quella che preparereste per lo strudel da cuocere al forno). Il risultato finale dovrebbe essere una sfoglia più o meno quadrata di 25 centimetri per lato.
  6. Disponete il ripieno su tutta la superficie della sfoglia lasciando liberi circa due centimetri lungo il bordo. Cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, se necessario aiutandovi con il tovagliolo, anche se in questo caso non dovrebbe essercene bisogno visto che l’impasto dovrebbe essere un po’ più spesso e consistente. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine.
  7. Avvolgete il rotolo così ottenuto nel tovagliolo senza lasciare vuoti e chiudete, con uno spago da cucina, i due lembi esterni; fate due giri di spago anche lungo il rotolo.
  8. Salate l’acqua bollente e adagiatevi delicatamente lo strudel avvolto nel tovagliolo facendo attenzione che non tocchi troppo il fondo della pentola. Fate cuocere sobbollendo per 30 minuti, quindi togliete lo strudel dall’acqua e togliete il tovagliolo.
  9. Tagliate il rotolo a fette spesse circa uno o due centimetri e leggermente oblique, disponetele nel piatto e servitele, accompagnandole con la salsina di acciughe.

Strucolo finale blog

Con questa ricetta partecipo all’MTC di febbraio

mtc36

12 pensieri su “Torino chiama Puglia: il mio strucolo per l’MTC (e due)

  1. Caspita gran bella novità, in realtà nemmeno l’avevo mai sentito lo ” strucolo in straza” avvolto nello strofinaccio e poi bollito. In bocca al lup per l’MTC. Un abbraccio

  2. Uvetta, pinoli e acciughe sono ingredienti siciliani per eccellenza. Io adoro questo connubio. Tanto è vero anche nel mio strudel salato ce li ho messi… però, come sempre, mi stupisce l’infinità varietà di abbinamenti che si possono fare 🙂

    1. Io devo avere qualcosa di siciliano nel DNA, perché mettimi pinoli, uvetta (passolina, di preferenza) e acciughe, fosse pure a coprire dei tappi di sughero, e io non capisco più nulla.
      E poi pur essendo tre ingredienti molto particolari si riescono ad abbinare benissimo ad una serie infinita di piatti!

      Grazie per la tua visita 🙂

      Giulia

  3. A me queste contaminazioni piacciono da morire. Matrimoni sud/nord ben riusciti ce ne sono e questo mi sembra riuscitissimo.

    Fabio

    1. Adoro le creazioni che uniscono la cucina del nord a quella del sud, e devo dire che questo è uno di quei piatti nord/sud che ho più amato nell’ultimo periodo.
      Qualcosa che tornerà sulla mia tavola spesso!

      A presto,
      Giulia

  4. pure a me, m’è rimasta la voglia di rosette: solo che non le ho mai assaggiate. Ma leggendo questo post, è facile immaginarsene la bontà. Quando ho letto che da Piemontese non avresti rinunciato a firmare con la bagna cauda, mi è preso un colpo 🙂 perchè temevo che l’aglio uccidesse tutto (“l’aglio” va inteso come lo intendete voi: mia prozia diceva “una testa a testa”, ed era serissima :-)): ma non avevo fatto i conti con il tuo gusto e il tuo palato. Ottimo abbinamento, per uno strudel di assoluto interesse, molto ben calibrato nell’insieme e originalissimo nella concezione. Brava!

  5. Cara Giulia, un ripieno saporito ma molto equilibrato, con quel tocco dei pinoli e dell’uvetta che abbinato alla verdura (ottima la scelta dei porri) crea quel sapore agrodolce così tipico di tanti piatti meridionali. Direi perfetta l’idea delle acciughe per accompagnare questo tuo strucolo.
    Grazie mille.
    Mari

  6. questo strucolo mi piace davvero moltissimo, anche perché sono un’appassionata di porri
    davvero una bella interpretazione!

  7. Oh bé, un piatto da mangiare “come se ci fosse un’apocalisse imminente” direi che si presenta da solo, Giulietta! Le tue sostituzioni mi sembrano perfettamente inserite nel progetto e la “miscellanea” puglie-spiemontese completamente riuscita! Grazie e un grazie anche alla tua musa ispiratrice!!! Baci grandi

    1. La Puglia è parte di me, quindi non potevo che godere appieno di questo melange..
      E giuro che prima o poi vedrete anche le girelle, quelle vere 😉

      Un bacione,
      Giulia

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