• LA LISTA DELLA SPESA
  • farina 00
  • farina Manitoba
  • pasta madre
  • sale
  • miele
  • olio extra-vergine di oliva
  • una pentola di ghisa (o pietra, acciaio, pyrex) di almeno 24cm di diametro

Questo mese è denso di iniziative importanti, alle quali desidero proprio dare il mio contributo. L’altra volta vi ho parlato di un contest incentrato sulla salute, mentre questa volta vi parlo di dieta mediterranea, e i due argomenti non sono poi così dissonanti.

La Dieta Mediterranea, infatti, come ho imparato l’anno scorso al Med Diet Camp, è stata riconosciuta nel 2010 come Patrimonio Immateriale dell’Umanità proprio in virtù della sua completezza e della sua importanza per il mantenimento di un’alimentazione sana ed equilibrata, un aspetto fondamentale per rimanere n buona salute.

Proprio per celebrare la dieta mediterranea, l’AIFB, insieme all’Associazione Nazionale Città dell’Olio, promuove un contest che concentra la sua attenzione su 6 macro-categorie di cibi tipiche di questo schema alimentare: pane, pasta, pesto, timballi, scapece, pani dolci.

Io ho scelto di cominciare dalla base, e la base per me non può che essere il pane.

Pane blog

Il pane, oltre ad avere per la cultura cristiana un significato liturgico e religioso importantissimo, è una delle basi della nostra alimentazione quotidiana, oggi come cento, mille o duemila anni fa. Pane che spesso, in tempi non così lontani da noi, nei ceti più poveri nulla aveva a che fare con il grano a cui oggi siamo abituati, ma era fatto di farine povere, come quella di castagne o di cereali inferiori.

Il pane, in ogni sua forma, è stato il trait d’union fra poveri e ricchi, fra chi si poteva permettere di accompagnarlo solo ad una zuppa di legumi o ad un pezzo di formaggio, e chi invece poteva mangiarlo insieme a companatici più raffinati, potendo godere, grazie al pane, del piacere di un succoso intingolo, magari di carne.

Il pane ha una storia antica, che profuma di lievito madre, che racchiude in sé il sudore e la fatica di generazioni e generazioni di panificatori e di fornai e che ha il potere confortante che solo un cibo semplice può avere. Ma è anche storia di oggi, di un alimento capace di metterci in contatto con le nostre radici più profonde, fatte di mulini, di forni a legna in comune, di cotture una volta alla settimana, di sapori antichi eppure sempre uguali.

Per tutte queste ragioni ho deciso di partire dal pane, cercando di declinare il pane più antico, quello a lievitazione naturale, in chiave moderna, senza cotture a legna, senza impasto, con tempi brevissimi di lavorazione e lunghissimi di lievitazione, per sposarsi meglio con quella vita frenetica così lontana dai tempi che furono, a cui non posso che adattarmi, ma che non voglio che mi allontani o mi privi di quei piaceri senza tempo, proprio come il pane appena sfornato.

Inoltre, per  non dimenticare l’incredibile versatilità del pane, ho deciso di abbinarlo non tanto ad una pietanza, quanto ad una confettura fatta in casa (di pesche noci e vaniglia, nel mio caso), per non dimenticare quante colazioni e merende sane e gustose si possano fare con una semplice fetta di pane.

Pane-marmellata blog

Pane Olivia blog

Nota di servizio: non notate un’oscura presenza alle spalle del pane?

Pane senza impasto a lievitazione naturale

Di
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  • Preparazione: 10 minuti
  • Cottura: 40 minuti
  • Pronta In: 36 ore 50 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. In una terrina sciogliete la pasta madre nell’acqua, quindi aggiungete le due farine e mescolate con un cucchiaio (l’impasto è molto morbido).
    Aggiungete quindi il sale, il miele e l’olio extra-vergine e mescolate ancora.
  2. Coprite la terrina con pellicola per alimenti e mettete in frigorifero per 36 ore.
  3. Tirate fuori dal frigorifero la terrina, rovesciate l’impasto su un piano infarinato, dategli una forma rettangolare, quindi fate un giro di pieghe di tipo 1 (piegate un lembo di pasta verso il centro e poi l’altro lembo sopra di esso).
  4. Mettete l’impasto con le pieghe verso il basso in uno strofinaccio BEN INFARINATO, coprite di farina e chiudete strettamente nello strofinaccio, in modo che il pane mantenga una forma tondeggiante.
    Lasciate riposare a temperatura ambiente per 30 minuti/1 ora.
  5. 20 minuti prima di infornare, accendete il forno al massimo (per me 250°C) e, mentre scalda, lasciate al suo interno la pentola di ghisa (o acciaio, pietra, pyrex) con il coperchio (il suo o un normale coperchio di acciaio).
  6. Quando il forno è ben caldo, aprite il forno, togliete il coperchio alla pentola, girate l’impasto dallo strofinaccio ad una mano, quindi adagiate l’impasto nella pentola, questa volta tenendo le pieghe verso l’alto.
    Chiudete con il coperchio, chiudete il forno e lasciate cuocere per 25 minuti.
  7. Aprite il forno, togliete il coperchio alla pentola, quindi lasciate cuocere per altri 10-15 minuti, o fino a perfetta doratura.
  8. Quando il pane è ben cotto (per esserne sicuri, bussate sul fondo del pane con le nocche, deve suonare a vuoto) sfornate, togliete dalla pentola, quindi lasciate raffreddare su una gratella.

Pane marmellata finale blog
Con questa ricetta partecipo al Contest “I magnifici 6”, categoria pane.

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