Manca poco, ormai.

Fra poco più di una settimana si aprirà il Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre. E, mentre due anni fa il mio sguardo sul Salone si posava dall’esterno, seguendo la strada del visitatore curioso e goloso, questa volta avrò la fortuna di viverlo un po’ dall’interno, da un punto di vista decisamente privilegiato, grazie a Pasta Garofalo, Gente del Fud, Unforketable e all’AIFB.

Inutile dirvi che vorrei già essere lì, ma preferisco godere appieno di questa attesa pensando a quel che verrà, con l’emozione a fior di pelle, e pensando a ciò che vorrei trovare al Salone.

In questa lista dei desideri, non a caso, diversi prodotti parleranno di Piemonte, del mio territorio e delle sue eccellenze, cedendo però qui e là a qualche piacevolissima “invasione”.

1. Il latte e i formaggi della Fattoria della Capra Regina, che alleva esclusivamente capre di razza Roccaverano. Mi sono innamorata del loro latte di capra dal primo momento in cui l’ho assaggiato ed utilizzato per questa ricetta, e i formaggi che ne derivano sono la conferma della sua bontà. Molto interessante anche il loro metodo di pastorizzazione del latte ad una temperatura più bassa della norma, in modo da preservare e valorizzare le qualità organolettiche del prodotto.

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2. Il basilico genovese DOP, foglia ellittica, verde brillante, aroma intenso, l’unico basilico per fare il vero pesto genovese, come ho imparato ai Campionati Internazionali di pesto al mortaio. Vorrei trovarlo al Salone in primis perché è un prodotto eccellente, il cui profumo ammalia, ma anche perché per me sarebbe il segno tangibile che Genova e la Liguria tutta, nonostante la tragedia che l’ha colpita negli ultimi giorni, si rialza ancora una volta, più forte di prima.

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3. Il Marrone di Cuneo, e con lui torno di nuovo in Piemonte. È la stagione perfetta per procurarsi questo ottimo prodotto, protagonista proprio in questi giorni della sua Fiera Nazionale. Un marrone grande, gustoso, compatto, davvero perfetto per fare i marrons glacés.. provare per credere.

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4. I vecchi/nuovi e cari Vermouth torinesi, mia personale croce e delizia, vini liquorosi aromatizzati con erbe ed agrumi di antica invenzione torinese (si parla della fine del XVIII secolo). Bianchi o rossi che siano, sono perfetti per l’ora dell’aperitivo (altra tradizione carissima alla capitale sabauda), ed ingredienti essenziali per numerosi amatissimi cocktail, come l’Americano o il Negroni. Vorrei trovare le vecchie glorie di questa antica produzione, come il Carpano, ma anche le nuove leve, come l’Anselmo, e ancora le antiche aziende che tornano ai prodotti storici, come il Cocchi.

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5. Birre artigianali, il vero prodotto del momento: i festival della birra artigianale si moltiplicano di giorno in giorno e la natalità dei microbirrifici è sicuramente maggiore di quella infantile. Sarà un fattore di moda, uno sviluppo del gusto, ma il mondo birricolo mi affascina enormemente, e vorrei poter trovare dei birrifici artigianali nuovi, che mi stupiscano con effetti speciali.

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6. Le Farine Antiqua, farina a filiera corta certificata fatta con soli grani piemontesi, macinata a pietra. Sarebbe difficile per me chiedere di più ad una farina, che da sola parla di territorio, di km0, di mantenimento e valorizzazione delle tradizioni e, soprattutto, di altissima qualità.

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7. Le alici di Cetara; sento parlar di loro (e della loro preziosissima colatura) da anni, le inseguo da tempo, eppure non sono mai riuscita ad assaggiarle. La curiosità è ormai tanta, e vorrei proprio porvi rimedio.

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8. Il brus, una preparazione casearia tipica piemontese che nasce dalla rifermentazione di formaggi o ricotta. Il prodotto ottenuto è morbido, spalmabile, e molto forte all’olfatto e al gusto, sicuramente non “per stomachi deboli“, come direbbe l’Artusi. È un prodotto tradizionale, che ha numerosi omologhi in altre regioni d’Italia (prima fra tutte la ricotta forte o “squanta” pugliese), e che tuttavia qui in Piemonte tuttavia si fatica a reperire. Spero proprio di trovarlo al Salone del Gusto.

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9. La melanzana rossa di Rotonda DOP, scoperta grazie a Mangiare Matera e mai più trovata qui in Piemonte. Piccola, rossa e tondeggiante, ricca di semi e di gusto, è un prodotto che mi piacerebbe incontrare nuovamente sulla mia strada.

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10. Il Plaisentif, l’antico formaggio delle viole. Esso, infatti, è prodotto con il latte delle mucche che pascolano nell’Alta Val Chisone e Alta Val Susa nel periodo di fioritura delle viole (giugno-luglio). Questa toma ha una stagionatura di circa 80 giorni e viene commercializzata solo alla terza domenica di settembre durante la festa di “Poggio Oddone” a Perosa Argentina. Chissà che non possa trovarlo al Salone, nonostante sia fuori tempo massimo, così da poter verificare quanto degli aromi floreali delle valli piemontesi si ritrovino in questa toma.

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A presto, con il prossimo passo verso il Salone del Gusto.

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