Volevo partire con un gioco di parole sul titolo di questa canzone per introdurre il racconto di un blogtour che mi ha portato a girare per la mia città, la mia dolce Torino, e dico dolce non per attitudini “carine e coccolose“, ma perché fa della produzione dolciaria, in special modo di gelati e cioccolato, la sua bandiera.

Mi sono trovata a far parte di questo tour grazie al premio Biteg per la vittoria ai Digital Food Days.. avrei potuto scegliere un tour in altre terre piemontesi, ma non ho saputo resistere al fascino di fare la turista in casa mia. Purtroppo, per problemi lavorativi non ho seguito il tour dei bar storici (giro che consiglio sempre ad un turista vero e che potete leggere nel racconto della bravissima Aurora), ma recupererò alla prima occasione utile. Volete mettere avere una scusa “lavorativa” per andare da Baratti, Mulassano e Gertosio?!

Ma torniamo al tour, che ha visto una prima tappa al Gelatelier, dove ho potuto assaggiare due eccezionali gusti della casa appena mantecati, un sorbetto ai cachi (eccezionale, e lo dice una che detesta i cachi, dal profondo) ed una reinterpretazione gelato di un orgoglio mantovano, la torta Elvezia, fatta di pasta di mandorle, zabajone e cioccolato. Due vere delizie, e gli altri gusti e golosità della casa non sono certamente da meno.

Gelatelier blog

Dopo il gelato tradizionale (e per ciò intendo l’idea che tutti abbiamo di gelato, con gusti dolci di frutta, creme e simili), grazie a Filippo Novelli (vincitore della coppa del mondo della gelateria  nel 2012) abbiamo fatto un incursione in un territorio per me semi-sconosciuto, quello del gelato gastronomico, che è gelato canonico nella forma, ma tutt’altro nel gusto, che può comprendere sapori che variano dall’ortaggio al formaggio. Ormai il gelato gastronomico è un must dell’alta ristorazione, che spesso lo utilizza per giocare con gusti e consistenze nelle proprie realizzazioni culinarie.
E Filippo ha giocato con noi con eleganza e ricercatezza, presentandoci una battuta di Fassona abbinata ad un gelato al tuorlo d’uovo e accompagnata da una cialda di Parmigiano e fave di cacao; ma ancor più mi ha stupito il gelato al bruss (una crema di formaggio fermentata tipica del Piemonte, caratterizzata da un sapore ed un odore assai forti), dal gusto intenso, ma perfettamente bilanciato dalla dolcezza della panna.

Gelato gatronomico blog

Ci siamo quindi spostati nella boutique di Guido Castagna, notissimo cioccolatiere piemontese che segue con cura il suo prodotto a partire dalle fave di cacao, che lavora e trasforma prima in cacao e poi in cioccolato. L’attenzione alle materie prime si vede anche nella scelta delle nocciole, che provengono tutte da Cortemilia, in alta Langa, e che sono le vere protagoniste della sua pralineria. La produzione di Guido Castagna ha due parole d’ordine, tradizione e ricerca: la prima rappresentata appieno dai suoi eccezionali giandujotti, prodotti utilizzando solo con nocciole, cacao e zucchero di canna, mentre la seconda è ravvisabile nella messa a punto di un’innovativa tecnica di tostatura detta raw, a più basse temperature, che permette di ottenere un prodotto a minore acidità e con sapore maggiormente fruttato.

Guido Castagna blog

Per finire in bellezza, nulla di meglio che una cena stellata dallo chef Marcello Trentini, aka Magorabin.

Marcello Trentini blog

Si comincia con una serie di entrée di altissimo livello, fra cui il mio nuovo amore, il rocher di foie gras (che ho apprezzato talmente da non mangiare solo il mio, ma ho anche rubato quello di un commensale), ma devo dire che anche il macaron con tartufo aveva il suo bel da dire.. anche tutti gli altri, se è per questo.

Si prosegue con una battuta di carne guarnita da tartufo e servita su un letto di latte di mandorla e, per finire, uno dei piatti più geniali e più buoni che io abbia mai assaggiato, l’Alexander di baccalà: crema di acciughe, purè di patate cremoso con trancetti di baccalà (con una carne soda e morbida  allo stesso tempo, che mica la so descrivere) e grué di cacao.

Magorabin antipasti blog

Come primo piatto la bandiera del locale: spaghetti pane, burro e acciuga (e se non avete mai assaggiato pane, burro e acciuga, piatto must del Piemonte, rimediate quanto prima).

Magorabin bandiera blog

Dopo di che ho perso momentaneamente la lucidità per scattare fotografie, complice il fiume di vini portati da due commensali d’eccezione, i produttori vinicoli delle aziende Balbiano e La Masera, e così mi sono persa il secondo piatto, il Maialino Scampi e Bok-choy.

Mi sono fortunatamente ripresa sul finale che, come in ogni spettacolo che si rispetti, è stato “col botto“: pre-dessert di limone, rosmarino, fichi e pinoli e un dessert dal nome evocativo, Passion lives here, ovvero mousse di cioccolato Dulcey, sorbetto alla banana e consommé al frutto della passione, semplicemente delizioso.

Magorabin dessert blog

Se siete alla ricerca non solamente di una cena, ma di un’Esperienza del cibo a tutto tondo, Magorabin è il posto che fa per voi, come potete ben capire da questo video che ben incarna il modo di pensare e di cucinare dello chef Marcello Trentini.

Indirizzi utili:

Gelatelier
Corso Vinzaglio 28/A
Torino
Tel. 011/537485

Atelier Guido Castagna
Via Maria Vittoria 27
10123 Torino
Tel. 011/19886585

Ristorante Magorabin
Corso San Maurizio 61
10124 Torino
Tel. 011/8126808

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