• LA LISTA DELLA SPESA
  • mele
  • burro
  • zucchero di canna
  • farina 00
  • bicarbonato
  • lievito chimico per dolci
  • latte
  • burro
  • uova

In questi quasi due anni di MTC ne ho viste di ogni: dalla pasta al quinto quarto, dalle ricette straniere a quelle tradizionali, ma mai si era vista una sfida così, e solo la Francy di Burro e Zucchero insieme a quella mente geniale (ho sentito diabolica? Forse c’è un’eco strano, qui) della Van Pelt potevano partorire una tale, tanta e decisiva aggiunta.

Questo mese, infatti, non c’è solo il tema culinario, dedicato ai muffin dolci e salati, ma la loro realizzazione deve essere ispirata. Dal divino? No, da un testo, sia esso letterario, musicale o poetico. Eh, sembra facile (fare un buon caffè), e invece non lo è per niente.. anche perché trovo che sia sempre più difficile farsi ispirare, in generale nella vita; siamo sempre lì ad arrovellarci, a pensare, a gabolare, e non lasciamo tanto spazio a quell’ispirazione che, per definizione, dovrebbe essere immediata, come un fulmine a ciel sereno.

Ma basta abbassare la guardia, svuotare il cervello, che so, camminando un paio di chilometri nell’aria fresca di  un autunno/quasi inverno, e l’illuminazione viene da sé, e per me l’apparizione è stata istintiva, naturale, e mi ha parlato non tanto di un libro, ma di una serie di libri, che ho amato e divorato ai tempi dell’università, per me i tempi della lettura più vorace, spaziando da Saramago che mi ha rubato il cuore e qualche ora di sonno, alla poesia, da sempre mio grande amore, ai gialli di ogni genere e grado.

I libri che però hanno più segnato quegli anni (che mi sembrano ormai così lontani, sigh) sono stati senza dubbio quelli del “Ciclo di Malaussène” di Daniel Pennac, che con la sua penna leggera ed irriverente mi hanno fatto affezionare alla strampalatissima e adorabile famiglia Malaussène, facendomi versare ben più di qualche calda lacrima al termine della saga.

Per chi non avesse mai letto questa serie, che io consiglio caldamente, parla della Parigi di Belleville, in cui vive una famiglia allargata composta dai più sgangherati personaggi (dal cane epilettico al bimbo dagli occhiali rosa, dalla mamma sempre incinta alla ragazza preveggente), capitanati da Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, in un grande magazzino prima, in una casa editrice poi. Il malcapitato Benjamin, ovvero, fa da cuscinetto, da paraurti, a tutte le lamentele e i reclami di clienti, lettori e scrittori inferociti, piangendo a comando, e assumendosi responsabilità che mai ha avuto.

“Mi stia a sentire, Malaussène, l’ho assunta come capro espiatorio perché si beccasse le piazzate al posto mio, perché subisse le grane con un piantino al momento giusto, perché risolvesse l’irrisolvibile spalancando le sue braccia di martire, in poche parole, perché lei si facesse carico. E lei si fa carico in modo straordinario! Nessuno al mondo potrebbe farsi carico meglio di lei, e sa perché?”
Me lo aveva spiegato mille volte: perché, secondo lei, ero un capro espiatorio nato, ce l’avevo nel sangue, una calamita al posto del cuore ad attirare le frecce. Ma, quel giorno, aggiunse dell’altro: “Non solo, Malaussène, c’è un’altra cosa: la compassione, ragazzo mio, la compassione! Lei ha un vizio raro: compatisce. Poco fa soffriva, al posto del gigante infantile che faceva a pezzi i miei mobili. E capiva talmente bene la natura del suo dolore che ha avuto l’idea geniale di trasformare la vittima in carnefice, lo scrittore respinto in critico onnipotente. Era proprio quello di cui aveva bisogno. Solo lei può sentire cose tanto semplici.” […] ” Lei è il doppio dolente di questo basso mondo, Malaussène.”

Muffin alla tarte tatin collage blog

Io di questo personaggio e di questi libri mi sono innamorata, perché scanzonati, surreali (come le foto di oggi), divertenti, confortanti. Per mesi, forse persino anni, hanno rappresentato per me la coperta calda sotto la quale nascondermi e farmi delle grasse risate, un mondo parallelo e stralunato rispetto alla routine quotidiana. E proprio per questo aspetto di sicurezza e conforto io li paragono al dolce francese che, oltre a ricordarmi incredibilmente Parigi, per me rappresenta tutto questo, la tarte tatin. La tarte tatin, famosissima torta di mele rovesciata nata da un fortunato errore, ha per base (o meglio, prima per copertura e poi per base) una burrosissima pasta sfoglia, si serve calda, e profuma di mele cotte e di caramello, e giuro che non riesco ad immaginarmi nulla di più confortante.

Ho scelto quindi di portare nei miei muffin la tarte tatin, le mele caramellate al burro, la Parigi di Malaussène, i suoi bistrot con le tende bianche e azzurre (proprio come i pirottini scelti dal mio doppio in cucina). Ho scelto la semplicità di un muffin semplice e profumato di burro, mele e caramello, perfetto per consolare il buon Benjamin dalle fatiche di compatire il prossimo.

Muffin pp blog

Muffin alla tarte tatin

Di
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  • Resa: 12 muffins
  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 20 minuti
  • Pronta In: 40 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Per prima cosa preparate le mele caramellate. Sbucciate e mondate le mele, quindi dividetele in ottavi.
    In una padella sciogliete il burro, fate saltare le mele, quindi cospargete con lo zucchero di canna e fate saltare fino a quando saranno dorate e morbide. Tenete da parte 12 fettine e frullate il resto con un frullatore ad immersione, tenendo conto che vi serviranno 150 grammi di purea di mele.
  2. In una terrina mescolate accuratamente fra loro gli ingredienti secchi: la farina, il lievito e il bicarbonato setacciati, il sale e lo zucchero di canna.
  3. In un’altra terrina sbattete le uova con il burro fuso freddo, quindi aggiungete il latte e le mele frullate (150 grammi, ma vanno bene anche 200-250 grammi), e mescolate ancora.
  4. Versate gli ingredienti liquidi in quelli solidi, quindi mescolate con un cucchiaio di legno BREVEMENTE (massimo 10-11 giri di cucchiaio).
    L’impasto dei muffin deve essere grumoso e non troppo omogeneo.
  5. Pre-riscaldate il forno a 200°C.
  6. Preparate la teglia da muffin inserendo i pirottini, quindi riempite gli stampi con l’impasto fino a 3/4.
  7. Tagliate a metà ogni fettina di mela caramellata che avevate tenuto da parte e disponete le due metà sopra l’impasto crudo (ovviamente questo limiterà un pochino la cupoletta dei muffin, ma non troppo).
  8. Infornate, abbassate il forno a 180°C e cuocete per 20-25 minuti (fate la prova stecchino).
  9. Sfornate e, dopo circa 10 minuti, sformate e lasciate raffreddare su una gratella.

Muffin interno blog

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 43

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