Happy Birthday Ale! [e buona focaccia a tutti]

Ho sempre pensato che il mondo virtuale fosse un po’ strano.. cioè, che qualcuno potenzialmente dall’altra parte del globo legga ciò che scrivo a qualsiasi ora del giorno e della notte è una roba strana forte, ammettiamolo.

Ma è ancora più strano, se ci penso, che persone conosciute in questo modo virtuale ormai siano parte talmente integrante della mia quotidianità da considerarle come persone che frequento tutti i giorni, anche se sono sparse per l’Italia o, ancor più, per il mondo.

Ed è così che, quando una persona che conosci in rete da al massimo un paio di anni e di persona da poco più di anno (al Med Diet Camp in Sardegna) compie gli anni e si trova per caso dall’altra parte del mondo, a centinaia di migliaia di chilometri e a sette ore di fuso da qui, ti senti come se li compiesse un’amica che vive a due fermate di metro da te, o la collega con cui lavori cinque-giorni-su-sette. Forse è perché, allo stesso modo o forse più, noi ci sentiamo (fosse pure in una conversazione di gruppo, in un commento en passant) tutti i santi i giorni.

Alessandra, questo post e questi auguri (come sempre studiati a puntino da quella macchina “infernale” e precisissima che si chiama Redazione MTC) sono tutti per te, che ora probabilmente ti starai svegliando e che mi auguro sarai fin da subito invasa da una mole di auguri virtuali pari alla produzione di banane di tutto il continente Asiatico.

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Disegno, come sempre azzeccatissimo della Mai

 Buon compleanno, Alessandra, di tutto cuore. E a te che hai sconvolto per sempre l’idea del genovese “braccine corte” grazie alla tua generosità senza pari, a te che mi hai fatto scoprire angoli di Genova che non conoscevo e una bellezza che non immaginavo tale e tanta, non posso che dedicare la ricetta di qualcosa senza cui Genova non sarebbe tale, la sua fugassa. Ovviamente con la tua ricetta, che copio e incollo pari pari dal tuo blog non per mancanza di fantasia o di voglia di scrivere ed elaborare, ma perché anche quella ricetta, senza il tuo modo di scrivere e di essere,  non sarebbe così dannatamente buona.

Happy (Singaporean) Birthday!

Focaccia della Van Pelt

A fugassa

Di Pubblicata:

  • Resa: una teglia 30x40
  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 20 minuti
  • Pronta In: 8 ore 40 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Innanzitutto una premessa sul lievito. Potete fare come vi pare: appurato che minore è la quantità di lievito usata e maggiori sono i tempi di lievitazione (con tutti i benefici del caso), siete liberi di abbassare fino a pochi grammi.
  2. Attivate il lievito in poca acqua tiepida, in cui avrete fatto sciogliere un cucchiaino di malto: coprite e fate riposare in luogo tiepido, fino a quando sulla superficie si formeranno le caratteristiche increspature.
  3. Setacciate la farina sulla spianatoia, aggiungete il lievito sciolto nell'acqua ed iniziate ad impastare, unendo gli altri liquidi: la variazione della quantità di acqua dipende dal potere di assorbimento della farina, che è sempre una variabile. Però, per esperienza, più la pasta è idratata, più la focaccia è buona.
  4. Fate così: iniziate impastando tutta la farina con 250 ml di acqua (compresa quella dove avete fatto sciogliere il lievito) e l'olio: quando avrete ottenuto un impasto liscio, aggiungete la restante acqua poco alla volta, continuando ad impastare. Con un po' di pratica, vi accorgerete al tatto quando il vostro impasto sarà idratato al punto giusto: tenete comunque presente che i 280 ml indicati sono una quantità ragionevole, per un impasto soffice.
  5. Il sale fino va nell'impasto: potete metterlo all'inizio della lavorazione, badando a che non entri in contatto diretto col lievito, durante oppure alla fine. L'importante è che non ve lo dimentichiate, perchè anche se la superficie è cosparsa d sale grosso, la pasta deve essere comunque sapida
  6. Fate lievitare in una terrina, coperto, per un'ora. dopodichè, versate l'impasto direttamente nella teglia, unta con abbondante olio extravergine. Non usate il mattarello, ma spianate l'impasto con la punta delle dita, stirandolo per allargarlo. Non preoccupatevi se questo non vi obbedirà al primo colpo e tenderà a restringersi: sono gli scherzi della maglia glutinica... Lasciate riposare qualche minuto, poi riprendete, sempre lavorando coi polpastrelli.
  7. Alla fine, lasciate lievitare fino al raddoppio. Accendete il forno a 230 °C, modalità statica e preparatevi a fare gli ombrisalli o gli oeuggi, vale a dire i caratteristici buchini, nei quali si depositeranno l'olio, l'acqua e il sale, determinando quelle "chiazze" bianche e un po' gelatinose che contraddistinguono la nostra focaccia. I veri fornai vanno giù decisi, usando non la punta delle dita, ma la seconda falange: lavorano "di taglio", cioè, non dal basso verso l'alto come comunemente si crede e come facevo anch'io. Il motivo è che in questo modo si creano buchi più profondi, senza il rischio che si rompa l'impasto: ovvio che se usate la forza di venti braccia probabilmente ammaccate anche la teglia, ma ci siamo capiti.
  8. Ed ora, il discorso salamoia: fino a pochi anni fa, annegavo la focaccia nell'acqua e la facevo cuocere lì dentro. Il forno era consenziente, ottenevo un risultato soddisfacente, eravamo tutti contenti. Poi, all'improvviso, il mio forno ha iniziato a cuocere diversamente-e io ho iniziato a capire cosa intendevano dire le mie amiche, quando lamentavano che l'acqua non si fosse asciugata e la parte inferiore della focaccia fosse rimasta molliccia. Da qui, ho ridotto notevolmente le dosi della salamoia: faccio i buchi, verso un bel po' di sale grosso, aggiungo mezzo bicchiere d'acqua a temperatura ambiente, irroro con abbondante olio (sempre extravergine, sempre di ottima qualità) e poi inforno, a forno caldissimo (250°C, il mio) per 15- 20 minuti. Sempre nel mio forno, verso la fine della cottura devo girare la teglia, per avere una coloritura uniforme in superficie, ma questa è l'unica eventualità che vi si potrebbe presentare: quando è pronta, è così:
  9. A questo punto: lasciatela raffreddare pochi secondi, poi staccatela dal fondo, sollevandola con l'aiuto di un coltello. Usatelo come leva, non per tagliare o, peggio, per raschiare: se avete unto bene la teglia, la focaccia dovrebbe sollevarsi senza problemi. Tagliatela a pezzi e consumatela subito o comunque nel giro della giornata. Altrimenti, è meglio congelarla, nei sacchetti per il freezer: noi la facciamo scongelare a temperatura ambiente e poi la scaldiamo nel tostapane, meglio che nel forno.

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5 pensieri su “Happy Birthday Ale! [e buona focaccia a tutti]

  1. Come ti capisco!!! Ed a volte sono più presenti nelle giornate persone dall’altra parte del mondo tramite questa tecnologia che i vicini di casa!!!!
    Intanto mi frego anch’io una fetta di fugassa!!!

  2. ..ma ci siamo conosciute “solo” a Cagliari, noi due? ma losai che mi sembra di conoscerti da un sacco di tempo in più? anche fisicamente, intendo… dici che è l’età- o è la mole di lavoro a cui ti sottopongo, praticamente dal primo giorno che ti ho incontrata?
    Se fosse la seconda, sappi che è solo colpa tua. Perchè non è che uno normale si prende una laurea in storia medievale e si appassiona all’antropologia d quei secoli e poi applica alla cucina tutto quel sapere sconfinato, in pratica e in teoria, e ci aggiunge anche una vagonata di creatività e di entusiasmo e di idee nuove, portate avanti con impegno e con costanza e con una intelligenza illuminata da colpi di genio e permeata di spirito critico e di praticità. Intendo dire, mi “inciampo” in un soggetto del genere- e faccio finta di nulla? Ma se invece fosse solo colpa dell’età, se cioè mi fossi davvero inciampata in un soggetto del genere e avessi fatto finta di nulla, allora è il caso che me li prenda tutti, i tuoi auguri- perchè son davvero messa malissimo 🙂
    Grazie, tesoro mio, grazie davvero. per il post, per la focaccia e per quel lavoro indefesso, costante e sommesso che fai per la community, per il gioco e per ciascuno di noi.

  3. Siete davvero diaboliche, ma avete fatto una cosa bellissima. E bellissima è anche questa focaccia, io non so perché passo sempre a trovarvi all’ora dei pasti…

  4. In assoluto la migliore focaccia che abbia mai preparato/mangiato/assaporato! 🙂
    Che quando l’addenti senti la croccantezza e la morbidezza…e l’olio buono…
    Mamma che voglia di rifarla che mi è venuta ora!!!

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