I canederli in Langa per l’ #MTC44

Un mese di distanza dall’ultimo MTC, e si riparte più carichi che mai..

Abbiamo lasciato novembre con i muffins (i miei, questi e questi) e ritorniamo a bomba con i canederli ampezzani di Monica, che devo dire sulle prime mi hanno dato del filo da torcere, per un semplicissimo motivo: non ho (almeno a mia memoria) mai assaggiato, figurarsi preparato, dei canederli.

Così il mio dilemma era quello di azzeccare delle componenti del ripieno che fossero in pieno equilibrio e s armonizzassero, non solo fra loro, ma anche con il condimento. E, dopo pensieri e ripensamenti, ho pensato di portare i canederli a fare una gita in Langa, utilizzando prodotti tipici di quel territorio. Così, dentro i miei canederli ci sono il salame cotto, un prodotto tipicissimo del Piemonte, e l’immancabile toma, e ho deciso di servirli su un letto di crema di lenticchie (anche quelle di Langa, rossastre e piccoline).

E sapete qual è l’ironia della sorte? Che al primo assaggio di questi canederli, che per inciso sono favolosi (tanto che li ho rifatti due volte in due giorni), mi hanno ricordato.. il babà rustico campano. Ma sapete che c’è? Io il babà rustico lo amo e lo adoro, quindi ne sono pure contenta!

Canederli

Canederli con salame cotto e toma su crema di lenticchie

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  • Resa: 2 Persone servite
  • Preparazione: 30 minuti
  • Cottura: 40 minuti
  • Pronta In: 1 ora 10 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Per prima cosa preparate le lenticchie. In un tegame, fate scaldare dell'olio extra-vergine, quindi rosolate il trito di 1 carota, 1/2 cipolla e 1 costa di sedano. Unite le lenticchie, la foglia di alloro e aggiungete acqua a coprire. Aggiustate di sale e continuate la cottura finché le lenticchie saranno cotte, aggiungendo via via altra acqua in base a quanta sarà necessaria. Quindi frullate, riducendo a crema e tenete da parte.
  2. Preparate il brodo vegetale in cui cuocerete i vostri canederli, mettendo a bollire una carota, mezza cipolla e una costa di sedano, aggiustando di sale e facendo cuocere per 40 minuti/un'ora.
  3. Preparate quindi i canederli. Tagliate il pane raffermo a quadretti di al massimo 1x1 cm e metteteli in una terrina. A parte, sbattete il latte con l'uovo, quindi versate i liquidi sul pane e mescolate. Lasciate quindi riposare 20 minuti, mescolando di tanto in tanto. Il liquido non vi parrà sufficiente e sarete tentati di aggiungerne; non fatelo, è perfetto così, perché il pane dovrà risultare umido, ma non inzuppato.
  4. Mentre il pane riposa, tagliate in cubetti il più piccoli possibili la toma e il salame cotto. Trascorsi i 20 minuti, salate e pepate il pane ammollato, unite la toma e il salame e mescolate.
  5. Unite quindi il cucchiaio di farina e mescolate a fondo con le mani, compattando ed uniformando la distribuzione degli ingredienti nel composto.
  6. Inumiditevi le mani e procedete a formare i canederli, che dovranno essere di 3-4 cm di diametro, e disponeteli su un piatto.
  7. Scaldate su fiamma bassissima la crema di lenticchie e tenetela calda.
  8. Scaldate il brodo e portatelo a lieve bollore, quindi mettete i canederli in un numero consono alla vostra pentola (piuttosto fate più cotture, ma evitate di ammassarli) e fate bollire per 8/10 minuti (ma anche per 12, se li fate un po' più grossi).
  9. Quando sono quasi pronti, preparate i piatti stendendo uno specchio di crema di lenticchie, quindi scolate i canederli e adagiateli sopra.
  10. Io, visto il successo, e visto che avevo ancora ingredienti in casa, li ho rifatti il giorno successivo, appoggiati su un vassoio e messi in freezer. Una volta congelati, li ho staccati e riposti in sacchetti per alimenti, così saranno già pronti per la prossima volta che mi verrà voglia di canederli. E non sarà fra molto, temo.

Canederli finale

Con questa ricetta partecipo al MTC n. 44

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13 pensieri su “I canederli in Langa per l’ #MTC44

  1. Super canederli! Buonissimo il babà rustico… Anch’io ero preoccupata per l’impasto, ma alla fine è andato tutto liscio e sono venuti benissimo. Adesso sto programmando altre cene a base di canederli 🙂

  2. Ok… non prendermi in giro e non sgridarmi che già mi sto flagellando dopo momento riflessivo e autopunitivo a fissare un angolino del muro. Io il toma non l’ho mai assaggiato.
    Ma conosco a amo il babà rustico, e se questi canederli lo ricordano sappi che già so che mi conquisteranno.
    Anzi, mi hanno conquistato.
    E ti dirò di più, vedere quel toma filante…
    Domani passo all’Esselunga e vedo se ce l’hanno…

  3. Non avevo dubbi che anche tu avresti scelto la strada dell’interpretazione piemontese per i canederli!
    Conoscendo i prodotti che hai usato posso immaginarmi quanto siano buoni e saporiti. Ma se ce ne fosse bisogno, quella toma che fila all’apertura del canederlo è un invito più che esplicito all’assaggio!

  4. Ciao Giulia. I canederli delle Langhe. Ma come ho fatto a non pensarci? Pensare che io abito quasi in quella zona. Ma io mi sono lasciata guidare dal cuore e ho proprosto la mia Liguria.
    Sai che non pensavo che questa sfida potesse dare così tanti spunti? Adesso che è finita mi sono venute in mente almeno altre due ricette, ma ormai per la gara è tardi. Però si possono sempre fare in seguito. Inoltre sono tantissime le ricette che sto leggendo e che assaggerei, cìè da mangiar canederli per un anno!
    A presto. Ciao.

  5. Va beh allora! Salame e tuma sei già avantissimo, poi la purea di lenticchie, ragazza mia questa ricetta entra di diritto nella mia to do list!

    1. Ho puntato sulla semplicità, ma l’insieme mi ha davvero conquistato.. e non ti dico cosa sono con burro e parmigiano.. 🙂

  6. Abbinamento morbido e con mille sfaccettature, rese più evidenti da quella toma filante.
    La base consistente e non troppo saporita offre l’appiglio giusto per quel salame cotto e il tutto si armonizza.
    Veramente una bella realizzazione, con ingredienti semplici eppure ben esaltati, e si evince anche dall’interno: la cottura più prolungata del normale non li ha rovinati e quindi evidentemente il pane aveva bisogno esattamente di quella tempistica.
    Brava e grazie!

    1. Grazie mille, Monica.. per avermi fatto scoprire questa ricetta che sicuramente diventerà un evergreen delle mie cene invernali, sfruttando ogni tipo di ingrediente di stagione!
      Sono contenta che la mia scelta semplice abbia colpito nel segno 🙂

  7. cioè, fammi capire: prima li illudi di portarli nelle Langhe, i tuoi canederli- e questi già pregustano la spa con i bagni di vino e le creme nutrienti al formaggio- e poi alla fine si devono adattare alla vita rustica, seppur della Campania Felix? ma chi te l’ha data, la patente?
    E soprattutto: quand’è che ti decidi a vincerlo, ‘sto mtc, che ho una voglia matta di vedere una tua ricetta in sfida?

    1. Ah, ma per me Piemonte (e Langa in testa) è ruralità, ed è proprio Campania Felix, mica tutte quelle robe fashion lì, fra trucchi e belletti, fra SPA e vinoterapia (o meglio, io la vinoterapia la farei pure, ma in un modo non proprio approvato dall’associazione medici chirurgi).
      Eh eh, i tempi della mia vittoria sono ancora lontani, devo ancora crescere.. no, non ho detto lievitare 😛

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