Doppio fuoco e la minestra di latte, riso e castagne

Sembra ieri, e invece è passato quasi un mese dalla mia trasferta senese e da “Doppio Fuoco“.

Cos’è “Doppio Fuoco“? Un’iniziativa bellissima promossa dalla Confcommercio Siena insieme al Consorzio Agrario di Siena e all’Associazione Italiana Food Blogger, in cui secondo un calendario stabilito in cinque incontri stagionali, cinque ristoratori senesi sfidano in cucina cinque food-blogger provenienti da tutta Italia, in una serie di gare culinarie a tema in cui chi vince davvero, secondo me, è il commensale.

Doppio Fuoco Siena

Io ho avuto il piacere di sfidare Nicola Bochicchio, chef della BIOsteria Sbarbacipolla di Colle Val d’Elsa sul tema “non la solita zuppa“, con assoluta carta bianca sull’interpretazione di questo titolo enigmatico. Così, mentre Nicola ha pensato di proporre dei piatti non convenzionali, diversi dalla “solita zuppa“, proponendo un menù interamente  vegano composto da antipasto, secondo e dessert..

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.. io ho pensato di proporre dei piatti che potessero ricordare le zuppe, ma che in realtà zuppe non fossero; inoltre, ho cercato di portare in Toscana qualcosa della cucina piemontese, proponendo piatti tipici della cucina povera e popolare della mia regione.

Ho quindi iniziato con dei crostini di polenta croccante serviti con una “zuppetta” di formaggi, ovvero una fonduta leggera (senza uova nè panna); come formaggi ho scelto un gorgonzola e, in omaggio alla Toscana, due pecorini, uno fresco ed uno stagionato.

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Come primo piatto ho proposto una minestra di latte, riso e castagne, un piatto presente in modo trasversale nella cucina povera delle regioni del Nord-Ovest d’Italia (soprattutto Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta) e che è ormai quasi del tutto scomparso dalle nostre tavole. Ho scelto così di rispolverarlo e di rinnovarlo un pochino, con una macinata di pepe nero e, per dare una sferzata di sapidità e di toscanità, pecorino toscano stagionato e una chip croccante di prosciutto toscano.
Trovate la ricetta in fondo, se vi avesse incuriosito.

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Per finire, uno dei dessert piemontesi che più adoro, le paste di meliga con lo zabaione; per l’occasione, le paste di meliga erano quelle di frolla montata, più friabili ed adatte al fine pasto, mentre lo zabaione (di solito caldo, montato al momento con vino moscato) si è trasformato  in una crema pasticcera allo zabaione di vinsanto.

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Non soltanto questa esperienza è stata bellissima, ma ho anche vinto la sfida e ho avuto l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo in compagnia Patrizia di Andante con Gusto (che ringrazio tantissimo per le foto delle serata che avete visto finora.. lo so, sono bellissime, e sono tutte opera sua) che, da perfetta padrona di casa, mi ha portato in girula gastronomica per Siena, con tappe obbligate al panificio “Il Magnifico” dove ho comprato dei ricciarelli da svenimento, al Consorzio Agrario di Siena, dove ho riempito la valigia come nemmeno Totò e Peppino all’arrivo a Milano e da Morbidi, di cui non potete assolutamente perdere il patè di prosciutto cotto e tartufo (oddio, perché ci ho ripensato?!).

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E poi, così, per caso, facendo una capatina in Piazza del Campo, volete non soffermarvi ad assaggiare le frittelle di San Giuseppe (sì, il banchetto c’era già ad inizio febbraio) di Savelli?! Io non ho resistito, e non me ne pento nemmeno un po’!

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Un grazie enorme e particolare va senza dubbio a Patrizia, senza la quale questa esperienza non sarebbe stata possibile, ma anche a tutti gli organizzatori, al Consorzio Agrario, impeccabile ospite, a Luisella, a Susanna e al mio “sfidante” Nicola, con cui è stato un piacere immenso condividere cucina e risate.

Ora vi lascio alla ricetta della minestra di latte, riso e castagne nella versione proposta a Siena.

Minestra di riso, latte e castagne

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  • Resa: 4 Persone servite
  • Cottura: 2 ore 0 minuto

Ingredienti

Istruzioni

  1. Mettete le castagne a bagno in acqua fredda per 5/8 ore. Scolatele, quindi fatele bollire con poca acqua (appena sufficiente a coprirle) per un'ora circa, o finché saranno tenere.
  2. Schiacciate grossolanamente con una forchetta metà delle castagne, quindi aggiungete il latte, salate e portate a bollore.
  3. Quando il latte bolle, aggiungete il riso e proseguite la cottura per 15/20 minuti, mescolando di frequente affinché la minestra non attacchi al fondo della pentola.
  4. Se la minestra dovesse risultare troppo spessa, aggiungete ancora un pochino di latte a fine cottura. Altrimenti, se la consistenza va bene (considerate che è una minestra piuttosto spessa), a fine cottura aggiungete una macinata di pepe nero e una generosa grattugiata di pecorino toscano stagionato.
  5. Guarnite il piatto con una chips di prosciutto croccante, ottenuta scaldando le fette di prosciutto tagliate a metà in forno a 200°C per circa 5/7 minuti o finché croccanti e dorate. Tamponatele con carta assorbente, quindi guarnite il piatto.

7 pensieri su “Doppio fuoco e la minestra di latte, riso e castagne

  1. Oh mamma che nostalgia. Quello che mi ha lasciato Doppio Fuoco è l’aver potuto condividere del tempo, qualche ora rubata con delle carissime amiche, osservarle in cucina, innamorarmi del loro talento e delle loro avventure, e soltanto dopo accorgermi che la vera vincitrice di tutta questa festa sono io, grazie alle mille cose che ho visto e imparato.
    Spero davvero che ci saranno altre occasioni. Tu sei stata impeccabile e tutti i tuoi piatti mi hanno conquistato. In primis quella strepitosa zuppa che farò prima o poi.
    I biscotti li ho mangiati in solitaria nell’arco di un attimo.
    Un bacio grandissimo mia cara, Pat

  2. Bravissima Giulia! Non sapevo che avessi vinto! Ma già cucinare per tante persone, in modo professionale, per me sarebbe impossibile! Mi piace tutto,sono stata attratta dalla zuppa di castagne ma ora scopre anche le mie amate paste di meliga…e con quella crema di zabaione al passito…brava davvero! 🙂

  3. Dev’essere stata un’esperienza fantastica… e tu bravissima… hai proposto un piatto più buono e goloso dell’altro… tutti pensati, studiati ed elaborati nei minimi particolari come nel tuo stile… ps questa zuppa mi ha incuriosito da morire, l’ultima volta che ho mangiato una zuppa a base di castagne ho finito mezza pentola… un abbraccio Giuly:* e scusami l’assenza ma è stato un mese di influenze e malanni 🙁

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