• LA LISTA DELLA SPESA
  • farina forte (per me la Panettone del Molino Quaglia)
  • zucchero
  • sale
  • acqua
  • lievito di birra fresco
  • uova
  • burro
  • olio di semi di girasole
  • latte
  • farina 00
  • tuorli d'uovo
  • bacca di vaniglia

Tutti voi avrete ben presente cosa si intenda per “associazione a delinquere“.

E ovviamente pensate che la definizione si applichi solo ad attività come furti in banca, giri di prostituzione, concussione e annessi e connessi.

Nulla di più sbagliato, perché si applica anche allo spaccio di ricette, e io ne sono la prova.

In principio fu Fede ad iniziare la mania, con quegli WOW krapfen galeotti, la ricetta “da wow” tratta da Bread, Cake, Doughnut, Pudding di Justin Gellatly (che ha queste bakery londinesi qui, che ora sono nella mia top 10 di “posti dove andare a Londra quando ci tornerò.. ah, se ci tornerò”) e loro belli paffuti e pieni di crema, tanto da parere lì lì per scoppiare da un momento all’altro.

Poi ci si è messa la Patty, che a Siena me li ha decantati a tal punto che glieli avrei comprati su due piedi, staccandole un assegno in bianco.. ormai l’idea di quella libidine si stava facendo strada in me, e quando li ho visti sul suo blog ho saputo che diceva il vero definendo questi bomboloni afrodisiaci, che nemmeno l’aragosta tartufata con fragole e ostriche sarebbe all’altezza.

Ma, siccome non c’è due senza tre, è arrivata anche l’Araba che, lapidaria, li definisce “perfetti“, tali da scalzare tutti quelli provati fino a quel momento (e pare che non siano pochi, per dire).

Ditemi voi.. io in questo panorama di invito al peccato, potevo forse resistere, signori della Giuria?

Non ce l’ho fatta, e ho peccato. Non una, ma 24 dolci, guduriose volte. E se per una erano da WOW, per l’altra afrodisiaci e per l’ultima perfetti, io vedo e rilancio: questi krapfen sono da proposta di matrimonio! Al secondo morso, quando si incontra il clou del cuore cremoso, scatterà l’anello e la richiesta di unione per la vita, se non altro per garantirsi il futuro approvvigionamento di queste assolute meraviglie del creato.

(Lasciatemi parafrasare l’originale, e anche la copia)

PASSA AL LATO OSCURO DELLA FORZA… ABBIAMO I KRAPFEN!

Krapfen

Due piccole premesse: io ho fatto i 2/3 della dose, cambiando qualche proporzione (ma per la dose intera trovate tutto in uno dei blog che vi ho segnalato) e ho preferito una pezzatura più piccola (30 grammi invece di 50) perché più facile da gestire nel passaggio fra seconda lievitazione e cottura, come consigliato da Patty.

La ricetta per la crema pasticcera è semplicemente la mia preferita, quella del cuore; ho scelto un quantitativo di farina che permettesse di ottenere una crema liscia e vellutata, ma della giusta consistenza, non troppo liquida (per evitare l’effetto eruzione incontrollata) e non troppo soda (che non vi permetterebbe di godere appieno dell’approccio gudurioso al krapfen).

Krapfen ripieni di crema alla vaniglia

Di
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  • Resa: 24 krapfen
  • Preparazione: 30 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Pronta In: 14 ore 0 minuto

Ingredienti

Istruzioni

  1. Mettete tutti gli ingredienti dell’impasto, burro a parte, nella ciotola dell’impastatrice (io ho messo tutti gli ingredienti solidi e ho azionato, aggiungendo quindi il lievito sciolto nell’acqua e le uova).
    Attaccate il gancio a foglia (se lo avete; io, non avendolo, ho fatto tutto col gancio) e fate andare per 8 minuti a media velocità o fino a che l’impasto si stacca dalle pareti della ciotola formando una palla.
    Spegnete l’impastatrice e fate riposare la pasta per un minuto.
  2. Montate il gancio a uncino e ricominciare a impastare a media velocità aggiungendo il burro poco alla volta fino a che è tutto incorporato. Una volta fatto questo passaggio alzate la velocità al massimo e impastate per 5 minuti, fino a che l’impasto è lucido, liscio e molto elastico.
  3. Lasciate l’impasto nella ciotola, coprite con un panno umido e fate lievitare fino al raddoppio (tra i 60 e gli 80 minuti). Passato questo tempo sgonfiate l’impasto, coprite nuovamente con il panno e mettete in frigo 12 ore o tutta la notte (per me 12 ore).
  4. Nel frattempo preparate la crema pasticcera: mettete il latte a bollire con la bacca di vaniglia aperta a metà in infusione (privatela dei semi e aggiungeteli al latte per un sapore più intenso di vaniglia). Mentre il latte raggiunge il bollore, in una terrina sbattete i tuorli con lo zucchero fino a sbiancare il composto. Aggiungete la farina e continuate a sbattere. Lasciate da parte il composto e la frusta, tenendo a portata di mano un tarocco (o una spatola).
    Quando il latte sta per bollire, togliete con una schiumarola la parte aromatica, quindi, mentre il latte sale (solo quando sale, NON PRIMA), versate aiutandovi con un tarocco o una spatola il composto di uova, zucchero e farina dentro il latte, mescolate per 1 minuto o 2 con la frusta sul fuoco, poi togliete dal fuoco e continuate a mescolare, e la crema è pronta.
    Coprite con pellicola o carta forno a contatto e lasciate raffreddare, prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero.
  5. Il giorno dopo tirate fuori l’impasto dal frigo e dividetelo in 24 pezzi da 30 grammi circa, formate delle palline lisce e leggermente schiacciate e disponetele su una o più placche ben infarinate, lasciando un po’ di spazio tra l’una e l’altra in modo che non vengano in contatto durante la lievitazione. Coprite con la pellicola, lasciandola cadere morbida, e fate lievitare 4 ore o finché non raddoppiano (per me sono state sufficienti 3 ore e mezza).
  6. Quando i krapfen sono lievitati preparatevi per friggere: mettete l’olio nella friggitrice o in una pentola capiente e portatelo a 180°C, coprite un vassoio con carta assorbente, preparate un piatto con lo zucchero semolato e infine un vassoio (con poca carta assorbente) per accogliere i krapfen pronti.
  7. Prendete delicatamente i krapfen (fate attenzione a non sgonfiarli!!) e calateli nell’olio, cuocete 2 minuti per lato controllando costantemente la temperatura dell’olio per evitare che scuriscano troppo o che, in caso di temperatura troppo bassa, assorbano l’olio. Friggetene 3-4 alla volta, conforme la grandezza della vostra pentola. (Io ne ho cotti ben 6 alla volta e, tenendo sotto controllo la temperatura con un termometro a sonda, non ho riscontrato nessun problema).
  8. Man mano che i krapfen sono pronti scolateli sulla carte assorbente, rotolateli nello zucchero semolato e metteteli sul vassoio finale.
  9. Per farcirli fate prima un piccolo foro, con un coltello appuntito, sulla linea bianca del krapfen. Riempite una sac-à-poche di crema e farciteli finché ogni krapfen non risulti bello gonfio.
  10. Si mantengono anche 3-4 giorni, in frigorifero e ben coperti di pellicola per alimenti. Al momento di consumarli, scaldarli a bassa temperatura in forno.

Krapfen finale

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