Paccheri alla (a)Norma(le) per l’#MTC48

Pummarola, croce e delizia tutta Italiana.

Che poi, se ci pensiamo un attimo, è incredibile che un alimento che tanto caratterizza la nostra cucina (soprattutto quella del centro e sud Italia) e che così profondamente rappresenta il nostro modo di stare a tavola faccia in realtà parte della nostra storia da “pochissimo” tempo (e, se avete qualche minuto di tempo, su MTChallenge trovate la storia del pomodoro, raccontata da me medesima).

Il posto che occupa il pomodoro nella mia identità culinaria è quasi pari a zero.. d’altronde, son Sabauda mica per nulla; nella cucina di casa dei miei (e, di conseguenza, nella mia) di rado si vede una conserva di colore rosso, ancor meno un semplice sugo al pomodoro, un po’ più spesso il ragù, ma rigorosamente appena appena rosato.

Però (come sempre) c’è un però, e si chiama pomodoro fresco: datemi dei bei pomodori (Pachino, ciliegini, Piccadilly), uno spicchio d’aglio, dell’olio buono, una cottura veloce, e allora sì che ne riparliamo.

Per questo, dopo una normale diffidenza iniziale per questa sfida n. 48 dell’MTChallenge, che sembra facile ma facile non è (questa la sfida nella sfida lanciata da Paola di Fairie’s kitchen), mi sono lanciata sulla tradizione, non quella piemontese (la pummarola solo in cartolina) ma su un piatto siciliano che io amo ed adoro, la pasta alla Norma.

Ma, prima che l’universo mondo, siciliano e non, si ribelli con picche e forconi alla mano, mi sono tutelata, e siccome la tradizione io l’ho presa e l’ho piegata alle mie esigenze, è diventata una pasta alla (a)Norma(le)  (…ogni riferimento è assolutamente intenzionale -vedi sotto)

Abnormal

Insomma, niente sugo a lunga cottura, al posto delle melanzane le zucchine (che qui cominciano timidamente a fare capolino) – sempre fritte però- e al posto della ricotta salata il pecorino romano DOP (che con le zucchine sta alla perfezione).. il risultato per me è delizioso, ma dovrete provare per credere.

Paccheri collage

Pasta alla (a)Norma(le)

Di Pubblicata:

  • Resa: 2 Persone servite
  • Preparazione: 30 minuti
  • Cottura: 15 minuti
  • Pronta In: 45 minuti

Ingredienti

Istruzioni

  1. Per prima cosa, lavate e mondate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili, quindi friggetele in olio di semi ben caldo. Fatele scolare su carta assorbente e salate.
  2. Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta, abbondante e salata.
  3. In una padella, fate scaldare dell'olio extra-vergine di oliva, fate imbiondire l'aglio, quindi aggiungete i piccadilly lavati e tagliati in 4/6 parti (a seconda della grandezza). Cuocete per circa 10 minuti, quindi aggiungete il basilico e aggiustate di sale.
  4. Buttate la pasta e, nel mentre, continuate la cottura del sugo, eventualmente aggiungendo un mestolino di acqua di cottura della pasta (tenetene una tazzina da parte).
  5. Scolate la pasta al dente, quindi fate saltare per un paio di minuti insieme al sugo (aggiungendo eventualmente un po' di acqua di cottura, se necessario).
  6. Impiattate, quindi aggiungete le zucchine fritte e finite con un'abbondante grattugiata di pecorino romano.

Download the English recipe (pdf) by clicking here

Paccheri finale

Con questa ricetta partecipo all’MTChallenge n. 48

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8 pensieri su “Paccheri alla (a)Norma(le) per l’#MTC48

  1. Sulla riuscita sono assolutamente più che certa… visto che sei Sabauda, (a)norma(le) ti capitasse un pezzo (non so come, ma magari vieni qua a CAtania e ti porto dal mio pusher) di ricotta salata, e condisci la pasta in bianco solo con zucchine fritte e questa delizia di formaggio….ahhhhhh…… beh …. capiresti tante cose anche della cucina veloce e senza pomodoro (che io amo veramente alla follia). Ora diciamo che la tua ricetta è riproponibile per me ….. e mai come questo mese all’MTC copierò a manbassa..la tua ricetta va in lista 😉

  2. La sostituzione melanzana/zucchine ha convinto anche me!! Infatti questa pasta la rifaccio sicuro. Ma come diceva bene Elisa questa (solo questa?!) sfida ci sta regalando un sacco di idee da segnarsi e rifare. La tua è già finita su un post-it sul mio frigo. Fa un po te!!

  3. (a)Norma(le) e fantastica! Le rivisitazioni mi piacciono molto. Si potrebbe fare un duetto Norma e (a)Norma(le). Ne verrebbe fuori una gran bella cosa 🙂 Scherzi a parte, mi è piaciuta molto la tua idea di rendere nuovo un piatto così tradizionale 🙂 Grazie per la ricetta 🙂

  4. Prima di tutto ti confesso che anche io avevo pensato ad un pasta alla (a)norma(le) e chiamarla proprio così… E sempre per la stessa ispirazione… Poi ho visto e letto il tuo post e niente… Ho abbandonato l’idea di nominarla così… 🙂
    Nella mia famiglia idem, con mamma mezza sarda e papà abruzzese doc ma nata e cresciuta a Roma la mia infanzia non è stata costellata di paste con sughi importanti (ad eccezione di quelli della nonna sarda che ti saziano fino a tre giorni dopo). In famiglia abbiamo sempre preferito la pasta condita il più semplicemente possibile, con le vongole il top a pari posto con la pasta con i pachino che chiedevamo a mamma un giorno sì e l’altro pure.
    Comunque confermo la bontà di zucchine e pecorino romano.
    E non posso non fare la ola al tuo piatto! Grandiosa!

  5. Anch’io sono mezza sabauda (la mamma è torinese) e quindi capisco la questione del pomodoro anche se io l’ho compensata con il papà pugliese 🙂
    Bellissimo piatto Giulia, da leccarsi i baffi.
    ABNormal, un mito!

  6. Senti- e perchè no? qui è tutto un pullulare di rivisitazioni della carbonara, cosa avrà di meno la norma per non godere dello stesso trattamento? senza contare che questa “anormalità” è quanto di più rigoroso ci si possa aspettare,dal punto di vista del rispetto della materia prima e della concezione del piatto. Per inciso gli zucchini sono stati finora i grandi assenti dall’MTC (a memoria, cito solo un piatto,prima di questo) e mi stavo giusto chiedendo come mai: so che li da voi ci sono quelle robe che si chiamano stagioni,ma mi sembra di ricordare che già verso maggio qualcosa ci fosse… in tutti i casi, io ce li avrei visti, gli zucchini, in questa sfida e, guarda caso, li trovo da te. Come dire, che non mi diludi mai 🙂

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