In questa precoce e caldissima estate piemontese, mi trovo a scoprire eventi di cui fino a ieri ignoravo l’esistenza. Sarà un caso, ma per il momento il trait d’union è uno solo: il vino. Prima il Barolo, il re dei vini piemontesi, e ora il Barbera.

Non me ne voglia male il re, ma io son donna del popolo, e quindi “toglietemi tutto, ma non il Barbera”, in assoluto il vino rosso che più amo: di corpo, schietto, versatile, caldo.

Così, non appena ho scoperto che ad Agliano Terme avrebbero avuto luogo i Barbera d’Asti Days, quest’anno alla 19^ edizione, e per la seconda volta organizzati dall’Associazione Barbera Agliano, non ho esitato, sono saltata in macchina e sono partita alla volta del Monferrato, terra felice ed incantevole, da poco dichiarato patrimonio Unesco insieme a Langhe e Roero, i tre paesaggi vitivinicoli principali e più suggestivi della mia Regione.

Locandina

Arrivata ad Agliano, mi sono subito dedicata anima e corpo ad una degustazione guidata in cui cinque declinazioni di Barbera venivano abbinate a cinque diversi salumi tipici del Piemonte.

Degustazione Barbera

(1) Al prosciutto crudo di Cuneo DOP è stato abbinato in modo eccellente un vino spumante metodo classico “Quattro” del 2012 (perché quattro sono gli esponenti di altrettante aziende agricole che uniscono le loro forze per produrlo: Andrea Gerbi, Claudio Dacastro, Lionello Rosso e Piero Bianco), prodotto con 40% uve Barbera, 40% Pinot Nero e 20% Chardonnay. (2) Ad un salame cotto è stato abbinato un Barbera vivace 2014 dell’Azienda Agricola Filippa, vino “di una volta” (il Barbera vivace era assai più consumato in passato, rispetto ad oggi) che si sposa perfettamente con il gusto intenso e la grana rustica del salame cotto, una specialità tutta piemontese. (3) Al filetto baciato (una specialità di Ponzone, ma prodotta anche in altre zone del Piemonte) è stato abbinato un Barbera d’Asti DOCG dell’Azienda Agricola Fratelli Bianco, ennesima conferma del connubio perfetto fra Barbera e salumi. (4) Ad una pancetta è stato abbinato un Barbera d’Asti DOCG 2012 dell’Azienda Agricola biologica 3 Acini, corposa e calda, mentre (5) ad un salame ubriaco è stato abbinato un Barbera d’Asti Superiore 2012 dell’Associazione Barbera Agliano, un vino prezioso, che raccoglie le migliori uve di tutti i consociati e dà i natali ad un Barbera eccezionale, che è anche il segno tangibile di un’Associazione pienamente collaborativa in un territorio ricco di risorse e di volontà di sfruttarle appieno.

Il bello della degustazione, oltre agli abbinamenti perfettamente studiati, è stata l’interessante guida attraverso la storia dei salumi assaggiati, raccontati dalla viva voce di Mario Truffa, produttore del salame cotto, del filetto baciato e del salame ubriaco, che ha saputo incantare con il racconto di chi conosce a menadito ogni minima fase del processo produttivo e intende trasmettere questi saperi e quella passione. A raccontare le ragioni degli abbinamenti e le storie dei vini è stato Claudio Dacasto dell’Azienda Dacasto Duilio, mentre una traduttrice (di cui mi scuso, ma non ho chiesto il nome) rendeva ogni racconto fruibile in lingua inglese, a beneficio dei tanti stranieri accorsi alla degustazione.

Insieme

Da sinistra, la traduttrice, Mario Truffa e Claudio Dacasto

Ma non è finita qui, perché per tutta la durata della manifestazione nella chiesa sconsacrata di San Michele era possibile degustare tutti i vini delle Aziende Agricole locali, mentre tutto il paese era costellato di tavoli, panche e sedie dove potersi fermare per gustare i piatti proposti dai 13 stand gastronomici, tutti dedicati a grandi piatti della tradizione piemontese. Ad esempio (e giusto per farvi venire l’acquolina in bocca)..

La friciula con il lardo, cioè una pasta di pane fritta, qui guarnita nella maniera più classica, con fette di lardo che si sciolgono a contatto con la pasta fritta.
Friciula

La carpionata, ovvero un piatto di carpioni misti (verdure, carne, uova, pesce, a seconda delle varianti), cioè preparazioni fritte e poi condite e conservate grazie ad un misto di vino bianco e aceto aromatizzato da salvia e cipolla. In questo caso ho apprezzato tantissimo l’aggiunta delle uova, un piatto che preparava sempre la nonna che non ho mai conosciuto, e che ho assaggiato qui per la prima volta, amandole profondamente (ancora con il tuorlo morbido, una goduria).

Carpionata

E poi gli immancabili tajarin, in questo caso conditi con ragù di cinghiale.

Tajarin

In realtà ho chiuso con un bel sorbetto al Moscato d’Asti, ma quello lo lascio alla vostra immaginazione: io ero presa dal tentativo di combattere il caldo a colpi di sorbetto e non l’ho immortalato.

Insomma, lo so che ora vi starete chiedendo che senso abbia parlarvi di un evento quando non è più possibile parteciparvi, ma giuro che il racconto di questa festa ben organizzata, piacevole, partecipata ma mai caotica, non ha lo scopo di farvi invidia, ma di farvi tenere a mente questo evento fino al prossimo anno, perché ve ne ricordiate quando arriverà la 20^ edizione.

Ma per scoprire questo territorio e tutto ciò che ha da offrire non dovrete nemmeno attendere così a lungo, perché avrete tante occasioni di farvi conquistare: facendo una camminata in uno dei sei percorsi di trekking (per un totale di 36km) fra le colline intorno al paese, andando a scoprire i produttori di Barbera di Agliano, che, una domenica ciascuno nei mesi da giugno ad ottobre, apriranno le loro cantine ai visitatori, oppure segnando fin d’ora sul calendario il 9 e 10 ottobre, quando avrà luogo il Barbera Fish Festival, un evento giunto alla seconda edizione e che celebrerà l’incontro di sapori fra il pesce norvegese (in particolare il merluzzo) e la Barbera d’Asti.

Insomma, se non vi ho convinto nemmeno così, c’è solo un’ultima carta da giocare.. vi passo a prendere io, destinazione Agliano Terme!

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