Le tapas del pittore per l’MTC 60 – Le mie tapas a filo triplo per Mai

Dire al pittore che la natura va presa com’è, è come dire al pianista che può sedersi sul pianoforte.
James Abbott McNeill Whistler

Altro mese, altro MTChallenge. E questa volta la sfida ha un carattere tutto spagnolo: Mai, infatti, ci ha insegnato cosa significhi ir de tapeo, una cosa che va ben oltre mangiare due tapas bevendo un bicchiere di vino: è uno stile di vita, fatto di buon cibo e di bevute, ma anche di convivialità, di movimento, di entusiasmo. Ci ha sfidati a creare non una, ma tre ricette: una tapa, un pinchos e un montadito, legati fra loro da un filo conduttore.

Il mio filo di Arianna è stato immediato: le mie sarebbero state le tapas del pittore.

Volevo infatti che queste tapas fossero a quattro mani, le mie e quelle del pittore di casa, con cui mi sono accapigliata divertita a studiare quale fosse la resa estetica da dare a questo nostro ir de tapeo, a progettare quadri e piatti, per dare vita a qualcosa che rappresentasse le nostre passioni più grandi, cucina e pittura (se si esclude Olivia, beninteso). Ci vedo la mia casa, piena di pentole e caccavelle, ma anche di quadri, pennelli e cavalletti, ci vedo la gioia di una vita piena di colore, ma anche i tanti porconi quando quel colore lo ritrovo ovunque, dal tappeto alle tende, dal cane alle piastrelle.

Volevo anche che questo ir de tapeo artistico fosse un omaggio a Mai, che non sarà pittrice in senso stretto, ma che è una delle anime più pienamente creative che io abbia mai incontrato.. forse non ha solo deciso di armarsi di pennelli, ma riesce ad essere genialmente creativa con una macchina fotografica, con le sue grafiche, ma anche con un paio di forbici.

Sempre in omaggio a Mai ho scelto di legare a filo triplo queste tapas, che hanno tutte in comune un solo ingrediente, il baccalà (che so lei adora) e il suo Paese, che ho omaggiato con due ricette catalane ed una (quasi) basca, perché non si dica mai che Mai è spagnola, mai (ormai questo l’ho imparato)!!

Così i suoi bunyols de bacalla si sono trasformati nella punta di un pennello (il cui manico è un grissino, unica concessione al mio Piemonte), mentre i montaditos con (finto) baccalà al pil pil (guarniti con prezzemolo, paprika e scorza di limone) sono tre dei colori utilizzati al pittore per dipingere il pesce, che per la mia tapa ho scelto di cucinare alla catalana, con panses i pinyons (uvetta e pinoli). 

Le tre preparazioni sono state fra le migliori a base di baccalà mai uscite dalla mia cucina, e la realizzazione estetica delle tapas del pittore era esattamente come l’avevo immaginata. Inoltre, per tenere fede all’ir de tapeo spagnolo, abbiamo mangiato tardi ed in piedi, girando per casa fra una foto e l’altra, fra un fritto cotto e mangiato e un bel bicchiere di bianco, brindando a Mai e alla creatività.

Tapas del pittore
Con questa immagine partecipo al contest fotografico

Tapas del pittore

Bacallà amb panses i pinyons (procedimento mutuato da qui, dosi mie)

Ingredienti (secondo per 4 persone, tapas per 8)

  • una manciata di uvetta
  • 1 bicchiere di vino bianco secco (per me Falanghina)
  • olio extra-vergine (la ricetta prevedeva burro chiarificato, ma ho optato per l’olio)
  • 2 fettine di pane (tipo baguette)
  • 1 manciata di pinoli
  • 500 g di baccalà ammollato (io l’ho ammollato per 3 giorni, cambiando l’acqua 3 volte al giorno)
  • farina 00
  • 1 cipolla tritata finemente
  • 1 vasetto di pomodorini in conserva (quelli freschi non erano più granché, qui)

Procedimento

  1. Il giorno prima, mettete a bagno l’uvetta nel vino bianco.
  2. Il giorno dopo. In una padella, mettete abbondante olio, e friggervi le fette di pane. Togliete il pane e tenete da parte.
  3. Aggiungete i pinoli; cuocete qualche minuto, sempre mescolando, e toglieteli quando saranno dorati. Tenete da parte
  4. Nello stesso olio fate dorare il baccalà, precedentemente asciugato ed infarinato, da tutti i lati. Togliete il baccalà e tenete da parte.
  5. Sempre nello stesso olio (aggiungetene, se nel frattempo è diminuito troppo) aggiungete la cipolla tritata e fatela appassire. Aggiungete quindi i pomodorini e lasciate cuocere per una decina di minuti, finché si restringa. Aggiungete quindi i pinoli e l’uvetta con tutto il vino. Cuocete ancora 5 minuti, fino a far ridurre di nuovo i liquidi.
  6. Incorporate il baccalà, copritelo bene con il sugo, mettete il coperchio e lasciate cuocere per altri 5 minuti. Spegnete il fuoco e servite con un pochino di pane fritto sbriciolato grossolanamente.

Tapas del pittore - montaditos

Montadito

(Finto) Baccalà al pil pil

PS. Il baccalà al pil pil, ricetta basca, è una preparazione in cui il baccalà viene prima fatto sobbollire, poi cotto in un tegame di terracotta, aggiungendo via via dell’olio extra-vergine aromatizzato all’aglio e peperoncino. La sostanza gelatinosa rilasciata dalla pelle del baccalà forma insieme all’olio una sorta di salsetta, che serve poi a nappare il baccalà, che si spezzetta, diventando così simile al nostro baccalà mantecato. La sfortuna vuole che il mio baccalà avesse pochissima pelle quindi, nonostante le migliori intenzioni, ho dovuto cambiare in corsa la ricetta, e improvvisare un finto pil pil.

Ingredienti (per 15-20 crostini)

  • olio extra-vergine
  • 15-20 fettine di pane (tipo baguette)
  • 300 g di baccalà tagliato in pezzi di 10 cm per lato (precedentemente ammollato; per me ammollato 3 giorni, cambiando l’acqua 3 volte al giorno)
  • 100 ml di olio extra-vergine di oliva
  • 1 spicchio d’aglio tagliato a fettine sottilissime
  • 1 pizzico di peperoncino secco
  • prezzemolo tritato
  • paprika dolce q.b.
  • scorza di limone q.b

Procedimento

  1. Per prima cosa preparate i crostini, friggendo le fettine di pane in olio extra-vergine. Lasciatele su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
  2. Fate sobbollire in acqua il baccalà per 10 minuti. Scolatelo e ponetelo su un canovaccio, quindi privatelo della pelle e delle spine.
  3. In un pentolino scaldate a fiamma bassa l’olio, l’aglio e il peperoncino. Quando l’aglio è dorato, rimuovetelo e tenetelo da parte.
  4. Mettete il baccalà in un contenitore dai bordi alti e frullatelo, aggiungendo via via l’olio per aiutare l’emulsione. Quando il baccalà avrà assunto la consistenza di una mousse, il lavoro è finito.
  5. Disponete un cucchiaio di baccalà su ogni crostino e guarnite con prezzemolo, paprika, scorza di limone. Potete anche lasciarne qualcuno nature, o guarnito con l’aglio dorato o il peperoncino.

Tapas del pittore - pinchos

Pinchos

Bunyols de bacalla (ricetta di Mai)

Ingredienti (per circa 14 bunyols)

  • 1 uovo
  • 40 g di farina
  • 120 g di baccalà (precedentemente ammollato; per me ammollato 3 giorni cambiando l’acqua 3 volte al giorno)
  • prezzemolo tritato finemente
  • 1 o 2 cucchiai di latte
  • 2 g di lievito chimico in polvere (per torte salate)
  • ½ spicchio di aglio ridotto in pasta
  • sale q.b.
  • olio per friggere (per me di semi)

Procedimento

  1. Fate sobbollire il baccalà in acqua calda per una decina di minuti. Scolatelo, fatelo raffreddare per qualche minuto, quindi privatelo di spine e pelle e poi sminuzzatelo grossolanamente (io l’ho fatto con le mani). Assaggiate un pezzetto di baccalà per sapervi regolare col sale, dopo.
  2. In una terrina sbattete l’uovo con il late, il prezzemolo tritato, l’aglio ridotto in pasta. Unite il baccalà e aggiungete la farina ed lievito, quindi se necessario aggiustate di sale. Amalgamate tutto.
  3. Scaldate l’olio di semi finché, inserendo uno stuzzicadenti nell’olio, intorno si formano delle bollicine.
  4. Con l’aiuto di due cucchiai prelevate porzioni di impasto (regolatevi voi sulla misura), formate delle quenelle (a me serviva per la forma della punta del pennello, ma voi potete anche solo fare delle cucchiaiate irregolari) ed appoggiatele con delicatezza nell’olio bollente. Giratele di quando in quando, per favorire un colore uniforme. Una volta ben dorati (ma non fateli colorire troppo), toglieteli dall’olio e lasciateli su piatto coperto di carta da cucina per assorbire l’eccesso d’olio.
  5. Salate e servite ben caldi, infilzandoli sulla punta di un grissino, o su degli stuzzicadenti, come finger food.

Tapas del pittore - pinchos e montaditos

Le tapas del pittore –> Painter’s tapas – download the English recipe by clicking here

Con queste ricette partecipo all’MTC n. 60

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33 pensieri su “Le tapas del pittore per l’MTC 60 – Le mie tapas a filo triplo per Mai

  1. E mi avete stesa!!! Ma che figata avete prodotto assieme tu e il pittore?? I crostini col finto pil pil li prendo tutti io e poi anche quelle crocchette lì!!
    Questo mese voto Alterkitchen!!!!!!

  2. Vorrei vedere la faccia di Mai quando passerà di qua.. wow
    ragazzi, che meraviglia!

    L’idea di partenza è bellissima, e vi invidio molto perché io
    con Marco non potrei fare nessuna delle cose che fate in cucina voi due
    insieme!

    E oltre alle ricette –belle, pensate, moooolto invitanti- c’è
    questo lavoro a 4 mani che è assolutamente l’ingrediente in più che fa la
    differenza.

    Strepitoso tutto.

    Un abbraccio ad entrambi!

    1. Grazie mille, cara! Speriamo che piacciano anche a Mai, allora!
      Diciamo che questa volta ci siamo proprio divertiti a condividere l’idea dall’inizio alla fine, cucina compresa.. e, se devo dirla tutta, il pittore reggeva anche i faretti durante le foto 😀

  3. Assolutamente un’idea bellissima, rappresentativa e con un filo conduttore mantenuto in tutto e per tutto.
    Le ricette sono fantastiche e mi dispiace solo non poter assaggiare queste bontà, sarei venuta fin su a Torino te lo giuro.
    Sei stata bravissima come al solito e credo che la vittoria sia dietro l’angolo mia cara.
    Ti lovvo….

    1. Grazie mille, Susy!!
      Per la vittoria vedremo.. ho già detto che se vinco mi butto dal balcone (che per fortuna è basso) 😉
      Guarda, venite quando volete.. basta saperlo in tempo per ammollare il baccalà!

  4. Che meraviglioso tripudio di sapori e colori. E’ tutto molto armonico e fantasioso, ma la sensazione più evidente è la golosità del piatto… ops della tavolozza. Complimenti!

  5. Mi avete stesa… dalle risate, pensando ad Ale che sporca con il colore tutto, dalle piastrelle a Olivia; dalla bravura, perché avete creato una ricetta più bella dell’altra; dalla creatività, perché ho adorato il tema sin dal primo istante e il modo in cui lo avete sviluppato è impeccabile; dalla sintonia che si respira tra voi due, che questo mese avete creato a quattro mani ma è impossibile dire quale sia il contributo di uno o dell’altra. Un post così mi rende felice di conoscervi di persona e di frequentarvi tutte le volte che riusciamo 😛
    Ragazzi vi adoro, per me questo è il vostro mese, vi voglio vincitori!!!

    1. Il bello è che per davvero ha colorato tutto ciò che ho elencato (ed era un elenco per difetto): ho trovato più volte Olivia con un orecchio giallo o la coda rossa, per non parlare di quella volta della chiappa azzurra, visto che il colore era caduto per terra e lei OVVIAMENTE ci si era seduta sopra 😀 .. certo, avere un cane bianco come la neve non aiuta!
      Ma le tende, il divano, il tappeto, le piastrelle, i termosifoni, i vestiti.. l’elenco è infinito per davvero!
      Sono felicissima che la realizzazione ti abbia convinta, anche perché tu sapevi i retroscena 🙂
      Guarda, il vero dispiacere di questo mese, già sai, è che siamo costretti a saltare il nostro appuntamento ormai mensile. Anche perché una bella cena a base di baccalà (tutto senza latte, qui) ci sarebbe proprio stata 🙂
      Un bacione.. e vediamo un po’ come andrà coi giudici 🙂

  6. Questo è un podio assicurato, anzi due fotografico e mtc
    Non so dirti quale tapas preferisco, sono tutte meravigliose e se non fossi così lontana verrei ad assaggiarle direttamente da te
    Non scherzo la vostra proposta è meravigliosa e racchiude il vero spirito spagnolo, gioia, colori e bontà ….. Mai non saprà resistervi
    Bravissima un abbraccio Manu

    1. Grazie mille, Manu! Sono felicissima che questa mia proposta sia piaciuta.. è stata un’idea immediata, poi pensata, poi ripensata.. e alla fine è venuta esattamente come l’avevo immaginata! 🙂
      Un bacione!

  7. Me li prepari, vero Giulia, questi 3 bei piattini con il baccalà che amo moltissimo anche io.
    3 realizzazioni che sprizzano competenza e simpatia in simultanea.
    Un bacio

  8. Giulia, sono le tapas più originali e creative che ho visto in questo gioco, questo mese.
    La tavolozza del pittore e il pincho-pennello sono a poco dire, meravigliosi.
    Il post mi ha fatto sorridere, i quadri del pittore mi piacciono tanto e le ricette…adoro il baccalà !! :))
    Come ha detto Federica altrove, se non vinci, faremo protesta e referendum.
    a presto!

    1. Grazie mille, Michael, anche per non aver desistito dal lasciare il commento, vista la sicurezza del mio blog 😉
      Ovviamente grazie per il bel commento e l’apprezzamento delle mie ricette.. devo essere onesta, non ne avevo mai provata nemmeno una prima di questi giorni, e ora diventeranno dei must della mia cucina. Le abbiamo adorate!
      Un abbraccio e a presto!

  9. Ma che bello il pincho-pennello con la tavolozza di montaditos! Le ricette le mangerei tutte subito, a merenda, perché il baccalà è una mia passione, ma invece conservo in me l’immagine di voi due che vi aggirate per la casa, tapeando e creando mentre Olivia vi segue curiosa e contenta per questa festa inattesa. Un’immagine bellissima, e ora che ho visto la casina mi pare che il tema che avete scelto vi si adatti perfettamente 🙂
    Un abbraccio!

    1. Anche qui il baccalà è assai gradito! Infatti, se in un primo momento mi ero disperata per aver erroneamente fatto comprare 1 kg di baccalà al pittore (per due persone), la disperazione è durata ben poco.. qualcosa nel baracchino, qualcosina nel freezer, ma il resto tutto in tavola 😀
      Olivia poveraccia si era rassegnata a stare sotto il micro-tavolino con sopra softbox e set fotografico.. col timore che buttasse giù tutto con la delicatezza che la contraddistingue. E invece è stata bravissima, meritando l’assaggio delle tapas, molto gradito 😉
      Eh eh, avendo visto casa nostra non è difficile immaginare quanto questo insieme si adatti.. e nemmeno quanto casino potesse esserci 😀
      Un abbraccio!!

  10. bellissima la tua tavolozza! un’idea molto creativa, tutti artisti a casa vostra, eh? 😀
    sapori decisi che conquistano!!!

    1. Grazie mille, Francesca! E meno male che avevo della carta paglia con cui coprire la tavolozza vera, sennò ci toccava mangiar colorato 😉

      Scherzi a parte, grazie mille per essere passata e per il tuo commento!
      Un abbraccio

  11. La cosa che mi incuriosisce di più è il legame strettissimo che c’è tra la cucina catalana (o spagnola) e la nostra. Il baccalà delle tapas ricorda quello romano, che poi ha influenze ebraiche; il montaditos, come dici tu, il baccalà mantecato o il brandacujun. Molto interessante…la vostra intrpretazione sono sicura farà felice Mai!

    1. C’è un legame fortissimo, anche se non so quale sia. Il pesce cucinato con sugo rosso, uvetta, pinoli e una sorta di mollica atturrata non poteva che riportarmi alla Sicilia, col pensiero. Il pil pil (seppur finto) è il baccalà mantecato denoantri, e le frittelle di baccalà non sono poi così diverse da tante assaggiate in giro per l’Italia di chiara derivazione ebraica (cucina romana compresa.. non per niente le frittelle di bacclà sono un must della cucina del nonno del pittore).
      In effetti è una cosa che mi incuriosisce non poco!

  12. Voi due siete una coppia davvero ben affiatata e che ho pure avuto la fortuna di conoscere. Si vede da tutte quello che fate e che progettate. Mi piace molto la tua/vostra tavolozza e i quadri, sempre più belli ed espressivi.

    1. Grazie Ilaria, sono complimenti bellissimi e molto graditi. Mi fa molto piacere che in men che non si dica saremo a Napoli a goderci un po’ di bel tempo insieme. 🙂

  13. Ecco… Non saprei quale scegliere. Deliziose, anche se forse i bunyols vincono. E che bella l’idea delle tapas del pittore. E poi il fritto mangiato in piedi appena scolato per me fa tanto vacanza o week end 🙂

  14. La collaborazione è quasi sempre l’inizio della creazione di un capolavoro. e così è stato, la collaborazione tra te e Alessandro è sinonimo di forza, intesa, spensieratezza, e fa niente i porconi, quelli ci vogliono ogni tanto, altrimenti sai che noia?
    Le tue tapas sono super fighissime.

    1. Alle volte, quando mi ripiglio dai porconi per il colore in ogni dove (e credimi, in ogni dove per davvero), mi guardo intorno e mi dico che è davvero una gran fortuna riuscire a trovare una persona con cui condividere creatività, passione, voglia di fare.
      Grazie mille, Chiara! E guarda, posso dire che le tue tapas sono fighe almeno altrettanto, se non di più!

  15. fatti mandare il commento di Mai, perche’ per fortuna li ha salvati tutti (saggia donna) e manca a questa carrellata di complimenti.
    A cui fatico ad aggiungere i miei, e non perche’ non c’e’ cosa che non sia stata gia’ detta, ma perche’ mi sto commuovendo parecchio, di fronte alla carica prorompente di una creativita’ che raddoppia e che si alimenta ogni giorno, nutrendosi di amore e di entusiasmo. Mi commuovo perche’ vorrei che foste tutti e due nel posto che meritate, che e’ in cima a qualsiasi strada decidiate di percorrere. Vorrei che Ale potesse vivere bene della sua arte e che tu potessi mandare sonoramente affanculo tutto quello che ti tarpa le ali. E non domani, ma subito, se non ieri. Mi commuove l’ingiustizia del mondo (sono vecchia, per arrabbiarmi) e la strada che dovrete ancora percorrere. io sono a bordo campo, da una parte e dall’altra, con pacche sulle spalle, acqua fresca e banchetti di tapas per il conforto (e si, volevo scrivere altro, al posto di “acqua”), con la frustrazione di chi sa di non bastare, ma il cuore di chi vorrebbe vedervi tagliare il traguardo, prima di tutti.
    Bravissimi

  16. Il commento della Mai
    tapas del pittore è già il filo conduttore mi arriva al cuore.
    Poi con “cattiveria sana spero…” mi proponi tutto a base di baccalà, ma non finisce qui… mi propini delle tapas e dei pinchos alla catalata, e montaditos alla basca…
    Questo cos’è?!!!!
    Guarda che svengo… e l’aiuto della tua dolce metà non è affatto d’aiuto, anzi!!!
    Mi avete messa k.O!
    Non credo che fino adesso ci sia stato un post più vivace, colorato e pittorico di questo,favolosoooo!
    Ma quante sofferenze mi procurate?
    Il pincho? Marròòòòòòò!!! Con i bunyols al posto delle setole del penello e quel grissino che lo infilza, sono una lancia nel cuore perché qui mi hai fatto proprio male… sai quel male che ne vorresti di più e ancor di più!!!??? (non sono masochista però…)
    E poi che spieghi il significato dell baccalà al pil pil, che proprio si chiama così perché questo pil-pil ricorda le boliccine che fa il baccalà quando sobbolle pian piano nell’olio, proprio perché come dici tu lascia andare una sostanza (albúmina) che sarebbe una specie di gelatina, quella con qui si va a condire poi il baccalà.
    Se poi sapessi quanto bene cucinava il baccalà mia nonna… quello con panses come hai fatto ti e anche quello alla llauna con carciofi o al miele!
    Dai non me la sono cavata male… non sono svenuta del tutto ma perché sono seduta, altrimenti non ti finivo il comento…
    Brutta bestiaccia che sei!… GRAZIEEE!!!!!

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