Tiramisù al bicerin [ovvero come ti tiro su l’atmosfera, in stile piemontese]

La sensualità è quanto di più soggettivo esista al mondo, quanto l’attrazione fisica stessa… per questo è così difficile definire qualcosa di oggettivamente ed unicamente sensuale.

Ognuno può trovare scampoli di sensualità dove mai si aspetterebbe ed è per questo che, quando la travolgente Susy aka Coscina di pollo ha proposto come tema dell’MTC n. 61 l’abbinamento fra tiramisù e sensualità cinematografica, mi sono spremuta le meningi per giorni, ma tutti i riferimenti sexy che mi venivano in mente in realtà avevano a che fare con film tristissimi o con cose “oltre”.

[Per esempio, giusto due giorni prima che uscisse il tema della sfida, ho scoperto per caso, grazie ad un errore di Googlata (cercavo un libro di cucina, di cui ricordavo male il titolo), un progetto di pornografia d’autore meraviglioso, ma poiché internet non ha le fasce protette ho dovuto auto-censurarmi.. anche se lì, vi assicuro, ce n’era da sguazzare].

Ma, anche escludendo quello, i soli film a cui riuscivo a pensare erano impresentabili. C’era il troppo “scontato”  Secretary, volutamente sexy, anche se in modo decisamente anti-convenzionale.

Non potevo mica proporre un Jared Leto in “Requiem for a dream”, nonostante il celeberrimo split screen con Jennifer Connelly, un capolavoro di regia cinematografica, oltre che di seduzione.. ma per Dio, ci son più tragedie e morti lì che in un film di guerra!

C’era il divino Guy Pearce in “Memento”.. volevo persino scrivere la ricetta su un petto maschile, in memoria dei suoi tatuaggi, ma poi l’idea di lui che cerca l’omicida della moglie senza aver la memoria mi metteva angoscia.

https://www.youtube.com/watch?v=Zt1SEOORGFU

Certo, lui era divino anche in “Priscilla la regina del deserto”, uno dei film cult della mia adolescenza… ma, ecco, non era al suo massimo di virilità (si prega di confrontare video sopra con quello sotto).

In periodi più recenti, mi aveva colpito moltissimo la sensualissima coppia di “Alabama Monroe” (un film bellissimo e con una colonna sonora spettacolare), ma anche lì maronna che tragedie.. uno dei film che mi ha prosciugato le riserve casalinghe di Kleenex!

… Niente, era tutto impresentabile.

Dicevo che la sensualità è quanto di più soggettivo esista al mondo, e non è un caso se nessuno dei film a cui mi sia venuto da pensare non fossero film minimamente sensuali, sulla carta. Perché i film cosiddetti sensuali a me mettono sempre una tristezza infinita: quei vedo-non vedo forzosi (cioè, chi è che si spoglia con la porta del bagno mezza aperta e davanti ad uno specchio quando si ha uno sconosciuto in casa – e non si è sul set di un film porno-?), quello sguardo esageratamente ammiccante (che tipicamente avviene in un bar affollatissimo, in cui tutto ciò a cui io riuscirei a pensare è “mariiiia che musica di merda”), quelle scene di sesso in cui solo a spogliarsi ci mettono 37 minuti (che manco con i 12 strati di morbidezza che si portano d’inverno in Canada ci metterebbero tanto).

Così la mia mente è partita (per la tangente), pensando a tutti quei film che vorrebbero essere sexy e che non ce la possono fare… la cosa gli riesce così male che in confronto un film splatter ha sensualità da vendere.

E, quando si parla di sensualità orrendamente espressa, più che ad un film ho pensato a Lei, the one and only, il mio mito di giovinezza, capace di rovinare ogni aspettativa romantica per il futuro: la Telenovela Piemontese (che vi linko in versione INTEGRALE con commenti della Gialappa’s Band: un’ora e 5 minuti che potrete spendere per rendere onore al meglio del peggio del trash italiano)

https://www.youtube.com/watch?v=XD4Ss2DxPl0

Questa telenovela, infatti, mette subito le carte in tavola, in quanto a trash: comincia con la fidanzata che presenta il futuro marito ai genitori, e la madre accoglie il pretendente IN BIGODINI (anche messi male). Perché, si sa, iniziare col piede giusto è tutto, nella vita!

L’unica telenovela al mondo in cui il padre della sposa porta A PERIPATETICHE (un termine che nessuno più aveva usato dai filosofi greci in poi) il fidanzato per capirne le capacità sessuali (mica per testare la fedeltà alla figlia come noi babbei potremmo pensare).

La telenovela piemontese è l’unica a godere della presenza del Mago Gabriel, che per l’occasione parla di corna (ipotizzo ciò dai gesti apotropaici, perché di quel che dice non si capisce una fava).

La sola telenovela in cui la scena della prima notte di nozze, invece che riscaldare i bollenti spiriti, fa venir voglia di dar fuoco al tavolino da caffè del salotto, per alzare almeno di un grado la temperatura.

Insomma, una tragedia assoluta.

Così, ho pensato che per tirar su l’atmosfera di questa frigidissima telenovela, ad un piemontese non potesse che servire un bel bicerin. Ed è così che è nato il mio tiramisù al bicerin: savoiardi al cacao con bagna al caffè, crema tiramisù al cioccolato fondente, savoiardi classici con bagna al caffè e cioccolato, crema tiramisù classica, il tutto al bicchiere, per ricordare la classica bevanda torinese.

PS. Il tiramisù è divino, e vi consiglio di provare tutte le ricette, anche singolarmente. Per l’occasione le ho anche “condite” di note d’uso e dei racconti delle mie varie sfighe (in rosso).

MASCARPONE FATTO IN CASA

Per circa 300g di mascarpone, ricetta di Francesca, presa da qui

Ingredienti:

  • 500 ml di panna fresca al 35% di grassi
  • La punta di un cucchiaino di acido citrico oppure 1 cucchiaio di succo di limone [NB: acido citrico = E330, diverso da sodio citrato trisodico biidrato = E331. La farmacista a cui ho chiesto il primo prodotto, mi ha venduto il secondo; io non ho pensato di controllare il lavoro altrui e l’ho utilizzato. Non ha fatto una fava, quindi ho utilizzato quella panna per altro, e rifatto col vecchio e caro succo di limone. Venuto perfetto, non so se per merito del limone o per la caterva di improperi lanciati alla farmacista, di cui non si hanno notizie dalla scorsa settimana]

Cosa vi servirà:

  • un pentolino per cuocere a bagno maria -> evitabile!! Leggete il procedimento
  • una ciotola di vetro o un pentolino [io ne ho usata una di Pirex e a metà cottura della panna si è crepata in due; altri improperi, ma sono riuscita a salvare la panna, prontamente messa in un pentolino] -> evitabile!! Leggete il procedimento
  • una frusta da cucina
  • un termometro
  • un colino a maglie fitte
  • un canovaccio da cucina non trattato con detersivo o ammorbidenti; oppure garza

Procedimento

Versate la panna fresca in una ciotola di vetro o in un tegame di acciaio inox e fate cuocere a bagno maria fino a che non raggiunge la temperatura di 85°C. Fra il primo e il secondo tentativo ho letto un articolo di Bressanini e lui scalda la panna direttamente sul fornello, a fuoco basso. Ho fatto anche io così, ed effettivamente riesce alla perfezione.

A questo punto, unite il succo di limone e mescolate bene: la panna inizierà ad addensarsi. Continuate a cuocere a 85°C per circa 5 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Togliete la ciotola dal bagno maria (o il pentolino dal fuoco), coprite e fate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigo, per 12 ore: al termine di questo riposo, la panna si sarà ulteriormente addensata. Trasferitela in un colino a maglie fitte, rivestito di un canovaccio o garza e posto sopra ad una terrina.

Chiudete il canovaccio legando i quattro lembi e appendetelo ad un cucchiaio di legno, mettendo questo in sospensione su un contenitore dai bordi alti (in modo che resti appeso), dove si raccoglierà il siero che colerà durante il riposo.

Lasciate riposare altre 24 ore in frigorifero: alla fine la parte solida restante sarà il vostro mascarpone. Mettetelo in un barattolo di vetro sterilizzato e a chiusura ermetica e conservatelo il frigo fino al momento dell’uso (non oltre i tre giorni).

NB: è decisamente più lungo a dirsi che a farsi. Eccetto i tempi di riposo, è veramente semplice da fare, e il gusto non ha nulla a che vedere con quello acquistato al supermercato.

mascarpone-blog

SAVOIARDI di Iginio Massari

per circa 60 biscotti (ricetta da qui)

  • 100 gr di tuorlo d’uovo
  • 45 gr di zucchero
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 145 gr di albumi
  • 40 gr di zucchero
  • 70 gr di farina 00
  • 23 gr di fecola di patate
  • zucchero a velo per lo spolvero

Procedimento

Preriscaldate il forno a 220° C.

Montate i tuorli con 45g di zucchero e i semi della bacca di vaniglia. Montate quindi gli albumi  con 40g di zucchero. Setacciate la farina con la fecola, per eliminare eventuali grumi e areare le polveri.

Incorporate 1/3 degli albumi montati a neve nei tuorli e mescolate con una spatola dal basso verso l’alto. Aggiungete metà delle polveri, 1/3 degli albumi e mescolate con delicatezza, poi l’altra metà delle polveri e quindi l’ultima parte di albume.

Trasferite il composto in una sac à poche con bocchetta da 1cm, formate i savoiardi su una placca coperta di carta forno, spolverate con zucchero a velo. Attendete 3 minuti, quindi spolverate nuovamente e cuocete in forno già caldo per 6-7 minuti, incastrando un cucchiaio di legno tra il forno e lo sportello.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di sformare.

[la mia planetaria è morta facendo questi savoiardi, forse perché ho peccato di Ubris fornendo la ricetta dei savoiardi a tutta la community MTC e poi provandone un’altra. Tutto ciò che seguirà, quindi, è stato fatto con un frullino manuale, di quelli che richiedono di tenere pigiato un bottone per funzionare. La mia gioia la potete immaginare]

SAVOIARDI AL CACAO

Per circa 300 g di savoiardi (ricetta del Cucchiaio d’Argento, presa da Mapi)

Ingredienti:

  • 3 uova medie
  • 80 g di zucchero semolato
  • 45 g di fecola di patate
  • 25 g di farina 00
  • 20 g di cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • qualche goccia di succo di limone
  • zucchero a velo q.b. (circa 60 g)

Procedimento

Preriscaldate il forno a 200 °C in modalità statica.
Foderate la placca del forno con un foglio di carta forno.
Preparate una sac-à-poche con bocchetta liscia del diametro di 1 cm.

Separate i tuorli dagli albumi.
Versate gli albumi in una ciotola insieme a qualche goccia di succo di limone, che servirà a facilitarne la montatura e a renderla più stabile.
Setacciate insieme un paio di volte la fecola, la farina e il cacao, in modo da sciogliere i grumi di cacao e ottenere un composto uniforme.
Mettete in una ciotola lo zucchero semolato e il sale.

Montate gli albumi a neve ferma (stadio dei becchi morbidi); unite a pioggia lo zucchero semolato e  il sale e proseguire fino ad avere una montata ferma e lucida.
Aggiungete i tuorli e amalgamateli continuando a montare con la frusta. Unite la farina a pioggia a poco a poco, incorporandola delicatamente con una spatola di silicone e un movimento dall’alto verso il basso.

Trasferite l’impasto nella sac-à-poche e formate sulla placca dei bastoncini lunghi 10 cm, distanziandoli di circa 3 cm l’uno dall’altro. Spolverizzateli con zucchero a velo e fateli riposare per 5 minuti, finché completamente assorbito. Rispolveterli con zucchero a velo e infornate per 10 minuti circa, finché cominceranno a scurirsi. Sfornare e attendere che si raffreddino completamente prima di staccarli con delicatezza dalla carta forno.
Si conservano in una scatola di latta per 2 o 3 settimane.

PATE A’ BOMBE

(ricetta di Luca Montersino)

Ingredienti:

  • 87,5 g di tuorli (4-5 circa)
  • 170 g di zucchero semolato
  • 50 g di acqua
  • 1/2 bacca di vaniglia

Procedimento

Versate l’acqua in un pentolino d’acciaio, aggiungete lo zucchero semolato e accendete il fuoco: lo sciroppo dovrà raggiungere la temperatura di 121°. Nel mentre, con le fruste elettriche (o la planetaria, meglio ancora) fate schiumare leggermente i tuorli con i semi della bacca della vaniglia.

Quando lo sciroppo raggiunge la temperatura prevista, versate velocemente lo sciroppo sui tuorli, facendo scivolare il liquido sulle pareti della ciotola e a debita distanza dalle fruste (rischio ustioni alto). Montate quindi il composto fino a raffreddamento e tenete da parte.

Poiché metà della crema che servirà per il tiramisù al bicerin dovrà essere al cioccolato fondente, dividete a metà la pate à bombe, metà vi servirà invece al naturale.

PATE A’ BOMBE AL CIOCCOLATO

(ricetta di Luca Montersino)

Ingredienti:

  • metà dose della pate à bombe appena fatta
  • 35g di cioccolato fondente al 70%

[NB: la dose giusta è questa, io distrattamente ho dimenticato di dividere la dose da lui indicata per due (la sua dose era doppia alla mia originale- e ancora a metà -siccome qui è solo metà pate à bombe) e ho usato 150g di cioccolato fondente. A dopo per le osservazioni]

Procedimento

Sciogliete a bagno maria il cioccolato ad una temperatura di 45°C. Nel frattempo, portate a 45°C la pate à bombe precedentemente preparata, quindi unite i due composti alla stessa temperatura. Lasciate da parte.

[NB: a causa dell’errore di cui sopra, mi sono ritrovata con una palla solida al cioccolato, che fortunatamente sono riuscita a recuperare aggiungendo una tazzina di latte intero e mescolando vigorosamente (questo dopo aver bestemmiato in ogni lingua conosciuta e non contro Montersino, le cui ricette a me in media non vengono mai; inizio a pensare che forse ho anche io qualche colpa. Scusa Luca, per tutti gli improperi che ti ho mandato -e Caris mi è testimone) Quindi ho proceduto con la ricetta, ottenendo come nei migliori casi di errori fortunati, una crema molto più simile a quella che volevo, con un sapore deciso di cioccolato e una consistenza più solida, come quella di una mousse ganache]

CREMA TIRAMISU’ CLASSICA E AL CIOCCOLATO

Ingredienti:

  • la pate à bombe lasciata al naturale e quella al cioccolato
  • 250 g di mascarpone
  • 250 di panna fresca

Procedimento

Lavorate il mascarpone con una frusta fino a renderlo una crema.

Montate la panna (non troppo, mi raccomando).

Unite metà del mascarpone alla pate à bombe che avete lasciato nature, amalgamando i due composti. Aggiungete quindi metà della panna e mescolate dal basso verso l’alto con una spatola, molto delicatamente. Tenete da parte.

Unite metà del mascarpone alla pate à bombe al cioccolato, amalgamando i due composti. Aggiungete quindi metà della panna e mescolate dal basso verso l’alto con una spatola, molto delicatamente. Tenete da parte.

… dulcis in fundo… 

Tiramisù al bicerin

(pensavate che questo momento non sarebbe mai arrivato, eh?!)

Ingredienti

  • savoiardi al cacao
  • savoiardi classici
  • 3 moke da 3 caffè
  • 50g di cioccolato fondente
  • crema tiramisù classica
  • crema tiramisù al cioccolato
  • cacao amaro (per guarnire)

Procedimento

Dividete il caffè a metà. Una metà vi servirà così com’è, all’altra aggiungerete 50g di cioccolato fondente fuso, mescolando vigorosamente.

Preparate 6 calici, quindi mettete sul fondo un velo di crema tiramisù al cioccolato.

Inzuppate i savoiardi al cacao nel caffè normale, quindi create uno strato sul fondo del bicchiere (io ho inzuppato i savoiardi, li ho divisi a metà e poi li ho disposti).

Disponete un generoso strato di crema tiramisù al cioccolato in ogni bicchiere.

Inzuppate i savoiardi classici nel caffè al cioccolato, quindi create uno strato sul fondo del bicchiere (io ho inzuppato i savoiardi, li ho divisi a metà e poi li ho disposti).

Disponete un generoso strato di crema tiramisù classica in ogni bicchiere.

Lasciate riposare qualche ora in frigorifero, quindi guarnite con il cacao amaro e servite.

BICERIN TIRAMISU’–> DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE

 

PPS. questa ricetta è stata una sfida con me stessa, perché da anni volevo fare un tiramisù “da zero” e perché ho voluto provare la ricetta dei maestri pasticceri, con base di pate à bombe. Rifarò sicuramente il mascarpone, rifarò i savoiardi, ho amato alla follia questa ricetta, ma il tiramisù di mammà, con uova crude, albumi montati a neve e zucchero contato a cucchiai, continua ad avere un posto speciale nel mio cuore.

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 61

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PPPS. Se siete arrivati fino a qui meritate una bonus track che fa il pari con il mio inno alla sensualità trash: Tiramisù la banana col bacio di Gianni Drudi.

39 pensieri su “Tiramisù al bicerin [ovvero come ti tiro su l’atmosfera, in stile piemontese]

  1. Grande prova di coraggio e di stakanovismo, ai numerosi dettagli non hai indicato i tempi totali 😉
    Però tra i riferimenti potevi fermarti anche al film di Fabio De Luigi ahahahaah
    La prossima volta se vuoi strafare, puoi sostituire una parte di zucchero col destrosio così il mascarpone sarà più morbido (spatolabile) e non tenderà a solidificare/impaccare in frigorifero.
    Spolverare esclusivamente prima di servire.

  2. Favoloso e molto goloso questo bicerin tiramisù, le ricette che ci sembrano semplici alla fine hanno sempre degli intoppi che ci mettono a dura prova ma noi non desistiamo e tu ne sei la conferma bravissima

    1. Grazie Manu!!
      Gli intoppi in cucina sono all’ordine del giorno.. ma bisogna sempre resistere e, soprattutto, consolarsi con i risultati (specialmente se sono sotto forma di gigantesche coppe di tiramisù)!
      Uh, mi sono accorta di aver dimenticato una ulteriore disavventura.. urge correzione!

  3. riderò per un mese…. anche io stesso problema della sensualità da film triste e cupa, mamma mia…. vorrà dir qualcosa? Meglio la telenovelas frigida che almeno due risate ce le facciamo. Che spettacolo questo bicerin, da podio assoluto.

    1. Oh, d’altronde amore e morte son sempre stati intimamente collegati.. io mi sa che son rimasta segnata dal liceo classico e da Eros e Tanathos, perché in tutti i film che mi venivano in mente per il tema c’eran sempre più morti che con Jessica Fletcher nei paraggi 😀
      Felice che ti sia piaciuto, Lara 🙂

  4. Giulia ho trovato il tuo post fantastico,divertente ma anche cinematograficamente colto! Mi è piaciuto tanto leggeri e la tua versione di tiramisù è una tra le poche alternative alla classica che mi viene davvero voglia di provare a replicare!

    1. Grazie mille, Francesca! Amo da sempre e molto il cinema, grazie anche a mia mamma che mi ha trasmesso questa passione (per dire, “Requiem for a dream” lo vidi al Cinema Giovani -l’ex Torino Film Festival- che facevo credo la 2^ media.. siccome i film non passavano per la censura i miei dovettero firmare uno scarico di responsabilità per farmi entrare al cinema.. e, se hai visto il film, sai che non è proprio una passeggiata di salute). Uno dei rimpianti maggiori degli ultimi anni di ritmi intensi e poco tempo è la rinuncia a vedere film (in favore delle più brevi serie tv, che adoro). Magari prima o poi ricomincerò …
      E per il tiramisù.. te lo preparo quando vuoi.. basta saperlo un paio di giorni prima 😉

  5. La telenovela piemonteseeee! 😀 😀 😀 Ma come ti vengono…
    Questo tiramisù è una bomba, il post pure, e le annotazioni tecniche utilissime, oltre che divertenti che solo tu le puoi rendere. Ora non mi resta che fare sto mascarpone in casa che da quando lo vedo in giro mi è rimasta la voglia.
    Bravissima Giulia, come sempre! 🙂

    1. La telenovela piemontese è un cult di cui non potevi assolutamente fare a meno! L’ho scelta per rendere pubblica questa chicca anche per chi non la conosceva 😀
      Devi assolutamente provare il mascarpone homemade.. perché non ci sono proprio paragoni!!

  6. Io ho seguito la ricetta che hai messo su MTC e tu fai quella di Massari? Birbona!
    Comunque il tuo tiramisù è da urlo, mi fa una gola!

    1. Grazie mille, Cecilia!
      Eh eh, ma l’ho fatto per la scienza.. dovevo provarla!
      Però se ti può consolare la planetaria è morta facendoli.. avrò peccato di Ubris? 😀

  7. Muoro 😀 Tra i riferimenti cinematografici e le tue sfighe nel preparare questo dolce, ho riso dall’inizio alla fine del post. Il risultato però è splendido. Grande donna 🙂

    1. Grazie Dani!
      Ovviamente ho dimenticato di dire che la planetaria è morta facendo i savoiardi, quindi tutto ciò che è stato fatto dopo (pate à bombe compresa) è frutto di un bel frullino a mano, di quelli dove devi tenere pigiato il bottone.
      Ah, che merDaviglia!

  8. La farmacista scomparsa mi mette ansia…
    Spero per lei che abbia deciso di fare l’eremita appena si è accorta del suo errore.
    Passando alla ricetta e al lato sexy, la prima voglio rifarla subito (a marzo, scusa ma non trovo giusto che mio marito possa assaggiarlo subito e io no, quindi rimando a dopo il parto) il secondo… domani o al massimo venerdì me lo vedo, non voglio perdermi questa perla di telenovela! :)))

    1. Diciamo che io non sono più passata dalla farmacia.. è come il gatto di Schrödinger: finché non ripasso di lì non si può sapere se è viva o morta [ma in questo caso se passo di lì ci sono buone probabilità che passi da uno status all’altro :D]
      Devi assolutamente aspettare marzo, perché tuo marito non può godere alle tue spalle.
      La telenovela, invece, devi vederla subito subito.. dicono anche che faccia bene al bambino 😀 😀

  9. Sono qui ribaltata per la tua scelta. Non mi sono ancora affacciata alla soap ma lo farò, quando mi sento più forte. In compenso mi hai fatto ridere. Tanto. In primo luogo guardando la lista di film che reputi sexy, e che mi fanno capire che senza una buona dose di masochismo tu non ti ecciti. Due, perché alla fine come me, la prendi sul ridere, perché di troppe smancerie non siamo capaci, non ci hanno disegnato così. Tre, perché questo tiramisù è un apoteosi. E’ l’unica versione eretica che potrei accettare di chiamare Tiramisù, tanto l’insieme è convincente e irrinunciabile.
    Sei una grande ed ovviamente non posso che adorarti.
    Un bel bacione.

    1. La soap DEVI godertela.. perché accenti piemontesi così non ne sentirai più nella vita 😀
      Oh, amore e morte, amore e sofferenza, son coppie che mica ho inventato io! Il sano masochismo (nelle coppie altrui) ci sta tutto.. anzi, proprio me lo gusto 😀
      Io e le smancerie siamo su due pianeti diversi, fin troppo, mi sa.. ogni tanto magari una smanceria potrei pure concedermela! E pensare che sotto sotto ho una vena romantica.. chi lo direbbe!
      Anche io ho dovuto combattere molto con me stessa per cambiare il tiramisù, che per me è già assolutamente perfetto così! Alla fine ho optato per una cosa che cambiasse un po’, ma non troppo.. e ho trovato la risposta in casa!
      Grazie mille, Patty.
      “Tu mi adori?” “Allora lo vedi che è reciproco” (CIT)
      Un abbraccione

    1. Grazie mille, Lisa!
      Il bicerin è uno dei grandi piaceri della vita, rigorosamente bevuto nel bar storico di Torino che pare una bomboniera, con tanto di boiserie in legno, candele e tavolini in marmo. Da provare 🙂

  10. Intanto mia cara ti ringrazio per aver usato AKA e non ALIAS è stata una finezza che ho apprezzato… il tuo tiramisù/Bicerin è SPETTACOLARE e non aggiungo altro.
    Solo le peripezie che hai dovuto affrontare per farlo, meritano una standing ovation e se la farmacista è sparita…non stiamo mica a guardare il capello vero? Alla fine sono solo inutili dettagli ahahahaha!!!.
    Le citazioni cinematografiche sono meravigliose e mi metto in punizione da sola per non aver visto “Requiem for a dream” appena posso rimedio….ma film come “Secretary” e “Priscilla” e “Memento” sono capolavori che porto nel cuore.
    Ma ora tocca alla telenovela Piemontese, questa sconosciuta, un’opera del trash italiano che mi era sfuggita, una recitazione che neppure in “gli occhi del cuore” di BORIS siamo arrivati a tanto.
    Mi hai fatto ridere da morire!
    Adesso il tuo bicerin è diventata una necessità dopo aver visto questa telenovela….
    Sei stata GENIALE e siamo davanti ad un CAPOLAVORO di erotismo culinario necessario per tirarsi su appunto.
    SEI STATA GRANDIOSA, FAVOLOSA, COERENTE CON IL TEMA DELLA SFIDA, UN TIRAMISU’ ECCELLENTE, PORCA PUPAZZA MI HAI COLPITA ED AFFONDATA!.
    TI LOVVO.

    1. Grazie mille, Susy! In primis per questa sfida che ho trovato molto (troppo?) stimolante!
      Della farmacista non si hanno notizie, ma magari è solo andata a fare una luuuunga vacanza 😀
      Lo scrivevo in qualche commento, mia mamma mi ha trasmesso l’amore per il cinema (che ora sto trascurando causa mancanza di tempo, e mi dispiace).. ho visto “Requiem for a dream” in anteprima al Cinema Giovani (il Torino Film Festival di una volta) prima che passasse alla censura, e avevo 12 anni (i miei dovettero firmare lo sgravio di responsabilità). Quando lo vedrai capirai perché te lo sto dicendo.. ma diciamo che non è una passeggiata di salute!
      “Secretary” mi è venuta una gran voglia di rivederlo, “Priscilla” lo so a memoria (due anni fa ho anche visto a teatro la versione italiana.. meravigliosa!!) da tanto l’ho visto, e “Memento” ricordo mi sconvolse.. tutti visti veramente un secolo fa!
      La telenovela piemontese è moooolto peggio de “Gli occhi del cuore”, perché è vera 😀 😀
      Intanto devi assaggiare il VERO bicerin, quello che proprio solo nel locale storico si può bere.. e poi così potrai giocare a “trova le differenze” e ad “annega nel mascarpone” 😀
      Grazie grazie per i tuoi complimenti, che sono super-graditi! Ti lovvo anche io (presto anche live) 😀

  11. Sarà che ora ce l’ho ben presente il Bicerin 😀 leggevo il post (ridendo :-D) però volevo arrivare alla ricetta per capire quale maialata avessi fatto!
    Certo è che appena trovo un po’ di tempo, questa telenovela piemontese è assolutamente da vedere! 😀

    1. E ci credo che hai ben presente il bicerin: ci hai vissuto DENTRO, praticamente 😀
      Guarda, Fabio, tu dalla telenovela piemontese puoi tirare fuori battute per una vita e mezza .. è una cosa di un trash inimmaginabile!!
      Ovviamente ho fatto una Signora Maialata 😀

  12. ma è troppo buono! Il bicerin è golosissimo e anche il tuo Tiramisù! nonostante tutti gli inconvenienti (soprattutto la planetaria, che tragedia) sei riuscita a fare un piccolo capolavoro (piccolo perché sta in un bicchiere). E poi il post è un condensato di storia del cinema, per una appassionata come te non è semplice scegliere, ma sai che me la ricordo quella trasmissione con la Gialappas e la telenovela piemontese? un concentrato di sensualità 😀

    1. La planetaria morente ha segnato il momento più basso di questi due giorni folli di tiramisù.. ma è stata prontamente sostituita dalla Roscia, che arriverà ormai a brevissimo (è partita oggi, e mi sento in ansia come dovesse arrivare l’amor lontano)!
      Devo dire che quello nella foto non è così piccolo, infatti dopo averne mangiato uno intero, ho pensato che le dosi che ho fatto per 4 potessero bastare ampiamente per 6, per non rischiare la morte. Io, comunque, me lo sono pappato tutto (per la scienza, ovviamente)!
      Ohhhh, finalmente qualcuno che come me ha vissuto i bei tempi della telenovela piemontese e del conturbante Mario 😀 😀

  13. Non vorrei essere nei panni della farmacista lo ammetto, ma mentre leggevo avevo le lacrime agli occhi! Dal mio trasferimento in quel di Torino solo una volta ho avuto il piacere di bere il vero Bicerin e non sai quanto mi incuriosisce ora questo tiramisù! Ma una porzioncina per me?! No??

    1. Quando, dopo 12 ore di frigorifero, ho versato la panna nella garza sul colino e mi sono ritrovata tutta la panna drammaticamente di sotto, credo alla farmacista siano fischiate *un filino* le orecchie. Fortunatamente sono poi riuscita a risolvere col vecchio e caro acidissimo limone, ma mamma mia che momenti (di sabato mattina al telefono con la Carloni)!
      Mi auguro che, seppur bevuto una volta, sia stato nel posto giusto! Io non vedo l’ora di tornarci.. anzi, mi è proprio venuta una gran voglia di riassaggiarlo.. possiamo sempre sacrificarci insieme!
      E poi così (sempre per spirito di sacrificio) confrontiamo col tiramisù 😀

  14. Noooooo, ma quanto mi hai fatto cappottare?
    A parte la scelta della soap, che è divina, mi hai fatto piegare dal ridere con tutte ste sfighe, c’è proprio da dire “eppure pensavo di non aver fatto niente di male”.
    Nonostante tutto, te la sei cavata in modo egregio, pensa alla penicillina e poi riparliamo delle sfighe.

    1. Felice del cappotto 😀
      In effetti è la degna prosecuzione del post di Susy.. pensavo di non aver fatto nulla di male 😉
      A proposito di penicillina, non lo avevo detto che il tiramisù è anche curativo? 😀

  15. nessun altro, all’infuori di te, sarebbe stata in grado di interpretare il tema cosi e di sviscerarlo in questa apoteosi, col culmine di uno dei cult dei miei tempi, che ora mi sto godendo all’inverosimile (sono al ” con quell’affare sempre dritto”, per darti la prova che sto rivedendo la versione integrale 🙂
    E ci voleva il tuo tiramisu al bicerin, per eguagliare certe vette 🙂
    Rido alle lacrime 🙂

    1. Non potevo! Non potevo esimermi dalla citazione di un capolavoro della televisione moderna, dove la sensualità fa capolino in ogni fotogramma, insieme ad accenti piemontesi che manco mia nonna e a pettinature drammaticamente anni ’90 😀
      Almeno col tiramisù ci si consola 😉

  16. Te l’ho detto, “tiramisù la banana col bacio” mi ha fatto stramazzare sulla tastiera, che quasi mi soffoco col singhiozzo… ho riso per mezz’ora anche dopo, ripensando alle tue peripezie con l’acido citrico, e ti ho “sentita” mentre dici -mariiiiiia che musica di merda- con la voce di Aldo… credo che tornerò a leggere qui tutte le volte che mi viene lo spleen…. e che dire del tiramisù? Adoro il bicerin, come posso non apprezzare il tuo dolce?

    1. “Tiramisù la banana col bacio” era proprio una bonus track per premiare i coraggiosi che avessero osato arrivare fino in fondo 😉
      L’acido (finto) citrico è lì che fa bella mostra sul mio microonde.. spero almeno di trovargli un uso per le pulizie domestiche, così non mi sembrerà di aver buttato 5€ nel gabinetto!
      Ahah, sono onorata di essere un rimedio allo spleen.. in cuor mio ho sempre avuto l’ambizione di riuscire a far ridere le persone 🙂
      Beh, se ami il bicerin bisogna andare a berne uno insieme.. a Torino, ovviamente!

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