Terrina di coniglio al Marsala e nocciole per l’MTC64 … e la moria di conigli come voi, ben sapete!

Questo mese la sfida dell’MTChallenge è dedicata alle terrine, piatto meravigliosamente vintage come la mia gallina preferita, Giuliana (non è un’offesa, eh, è proprio il suo blog che si chiama “La gallina vintage“), che ci ha regalato un vademecum per la terrina perfetta da tenere a mente nei secoli dei secoli amen.

Ma un pensiero naturalistico, anzi, zoologico, fin quasi etologico, di grande portata si è palesato nella mia mente, da giorni. Quei pensieri per cui Charles Darwin e Konrad Lorenz ti porterebbero in trionfo  (solo per buttarti in un burrone alla prima occasione).

Ed ecco il pensiero (stupendo): meno male che i conigli trombano -per l’appunto- come conigli e come tali si riproducono, perché altrimenti ci troveremmo di fronte alla più grande morìa dei conigli come voi, ben sapete! (una quasi citazione che coglieranno solo i veramente vintage di voi, o quelli che condividono con me il destino di un genitore fissato con Totò; tutti gli altri dietro la lavagna, o a ripetizioni qui).

Con l’occasione, quindi, chiedo scusa a Roger Rabbit (mio personale mito d’infanzia), al piccolo Tippete (che ha comunque la fortuna di rimanere il personaggio meno sfigato di tutto Bambi), a Bugs Bunny (anche se mi stava simpatico solo in “Looney Tunes acchiappafantasmi”, stritolato da un adorabile Uomo delle Nevi) e anche al Bianconiglio, e non mi dilungo oltre perché è tardi tardi ormai.

Insomma, sappiate che se questo mese verrà registrato un calo drastico nella popolazione di conigli in Italia, è colpa dell’MTC e di Giuliana.

E questa è la degna risposta della CCI (Comunità Conigli Italiana): un sonoro “vaffanculo”.. con la speranza che la prossima volta tocchi, che so, alle quaglie.

Questo ovviamente come premessa al fatto che ho scelto anche io di preparare una terrina di coniglio, carne che trovo adattissima a questo genere di preparazioni, perché sufficientemente delicata, ma con un quid in più rispetto ad altre carni bianche come pollo e tacchino.

Ho scelto di utilizzare il coniglio grigio di Carmagnola, presidio Slow Food della mia regione, marinarlo in un profumatissimo Marsala e poi unirlo a salsiccia di coniglio, nocciole Piemonte IGP (le mie preferite, quelle dell’Azienda Agricola Altalanga), erbe fresche tritate (salvia, timo e rosmarino) e qualche listarella di pancetta affumicata, il tutto avviluppato da lardo pancettato e da una crosta di pate à foncer alle erbe (le stesse del ripieno). Insomma, una robetta veloce veloce!

Come accompagnamenti ho scelto una salsa all’aglio arrostito e un’insalata di cavolo rosso, mele ed uvetta.

Ora bando alle ciance e cominciamo con la ricetta che, come al solito, è lunghetta (per usare un eufemismo); io metto anche la mia tabella di marcia, così saprete orientarvi sui tempi, e metto i passaggi in ordine di esecuzione, comprese le ottimizzazioni per utilizzare il forno una sola volta (per venire incontro ai consumi casalinghi, da buona casalinga di Voghera wannabe).

Terrina di coniglio al Marsala e nocciole

Ingredienti e procedimento (per uno stampo da plumcake)

[3 sere prima rispetto a quando si vuole mangiare la terrina]

Per la crosta alle erbe aromatiche (sulla base della pate à foncer di Sandra)

  • 500 g farina 00
  • salvia, timo e rosmarino q.b, finemente tritati
  • 125 g di strutto
  • 1 grosso uovo
  • 150 ml di acqua
  • 8 g di sale

Mettete in una terrina farina, sale e erbe aromatiche tritate, unite lo strutto e lavorate brevemente con la punta delle dita fino ad ottenere delle grosse briciole; aggiungete l’uovo, impastate brevemente, quindi aggiungete l’acqua ed impastate fino ad ottenere una palla, che avvolgerete in pellicola per alimenti e lascerete riposare in frigorifero da qualche ora ad una notte.

Per il coniglio marinato al Marsala

  • 2 selle di coniglio medie
  • Marsala q.b
  • salvia, timo, rosmarino
  • pepe rosa in grani

Disossate le selle di coniglio (tenendo da parte le ossa, che sicuramente non riuscirete a spolpare perfettamente, per fare il brodo che servirà per la gelatina), quindi dividete la carne in pezzi di media dimensione, sistemateli in una terrina insieme alle erbe ed ai grani di pepe rosa, quindi coprite con il Marsala.

Coprite la terrina con pellicola per alimenti e mettete in frigorifero per una notte.

[la mattina successiva]

Il brodo

  • ossa di coniglio (il risultato del disosso non proprio perfetto della sera prima)
  • sedano
  • carote
  • sale grosso

Sistemate le ossa e le verdure mondate e tagliate grossolanamente in una pentola sufficientemente capiente, coprite di acqua fredda, salate, portate a bollore e fate bollire per 2-3 ore.

Filtrate e tenete da parte 500ml di brodo.

PS. se avete un cane, spolpate bene le ossa di coniglio dalla carne, mettete in una ciotola con le carote del brodo tagliate a pezzetti, riso soffiato, aggiungete qualche cucchiaio di brodo.. e lo farete felice. Olivia ha saltellato come un coniglio per 10 minuti, dalla gioia.

Per la terrina

Il ripieno

  • sella di coniglio disossata e marinata (circa 450-500g di carne)
  • 250g di salsiccia di coniglio
  • salvia, timo e rosmarino finemente tritati
  • un piccolo spicchio d’aglio, finemente tritato
  • 1 uovo
  • pepe rosa macinato sul momento
  • sale q.b.
  • 30 g di nocciole tostate e tagliate a metà, più 5 o 6 nocciole intere
  • 1 fetta di pancetta affumicata tagliata in 4 strisce

Guarnizione e crosta

  • 150g di lardo pancettato a fette sottili (ma non troppo)
  • pate à foncer preparata la sera prima

Scolate la sella di coniglio dalla marinata e asciugate accuratamente la carne tamponandola con della carta da cucina, quindi tritatela al coltello (non troppo finemente) e mettete in una terrina. Aggiungete quindi la salsiccia di coniglio estratta dal budello, le erbe e l’aglio tritati, il pepe macinato, il sale e le nocciole tagliate a metà, quindi mescolate accuratamente. Lasciate riposare un attimo.

Tirate fuori la pate à foncer dal friforifero e stendetela su un piano leggermente infarinato fino ad uno spessore di 4mm. Tagliate e lasciate da parte un rettangolo corrispondente al coperchio della terrina, quindi rivestite uno stampo da plumcake (precedentemente imburrato ed infarinato) con la sfoglia.

Rivestite quindi l’interno della terrina con le fette di lardo pancettato, che dovranno fuoriuscire dai lati di circa 1,5-2 cm. A questo punto, fate un primo strato con il ripieno di coniglio e compattatelo bene in modo che non rimanga aria all’interno. Ora disponete le 4 strisce di pancetta affumicata a creare un motivo (io ne ho messe due e due verso i lati), quindi mettete 5-6 nocciole in fila al centro. Create un secondo strato di ripieno, fino ad arrivare ad 1,5-2 cm dal bordo della pasta e compattate nuovamente. Richiudete le fette di lardo sopra il ripieno, quindi coprite con il coperchio di pasta e richiudete i bordi su di esso in modo da fermarli, aiutandovi con i rebbi di una forchetta.

Decorate la superficie della terrina come meglio preferite utilizzando i ritagli di pasta; io ho creato un coniglio e una scritta, come dire, auto-esplicativa, ma potete fare cose ben più raffinate (ve lo auguro); per fare aderire meglio le decorazioni, bagnate leggermente la zona sottostante con dell’acqua. Fondamentale è che creiate sulla superficie della pasta almeno 3 buchi, in cui andrete poi a sistemare dei conetti di alluminio: sono i cosiddetti “camini”, che aiuteranno i vapori che si creeranno in cottura a fuoriuscire dalla terrina (nel mio caso in corrispondenza di occhi e naso del coniglio).

Mettete la terrina finita in frigorifero a riposare per 2-3 ore e tiratela fuori dal frigo 30 minuti prima di infornare.

Scaldate il forno a 200°C e nel frattempo preparate l’aglio che vi servirà per la salsa; in questo modo, con una sola infornata, cuocerete tutto ciò che vi serve.

Aglio arrostito (per la salsa)

  • 3 teste di aglio
  • olio extra-vergine di oliva

Tagliate la calotta delle tre teste d’aglio, sistematele in una teglia coperta di carta da forno e condite con un filo di olio extra-vergine di oliva.

La cottura della terrina

  • 1 uovo
  • latte q.b

Spennellate la superficie della terrina con un uovo sbattuto insieme ad un goccio di latte; preparate 3 conetti di alluminio che inserirete nei buchi lasciati nella pasta, quindi infornate in forno già caldo la terrina e l’aglio.

Abbassate la temperatura del forno a 180°, quindi cuocete per 1 ora e 15 minuti; per l’aglio basterà 1 ora. Se la superficie della terrina dovesse scurirsi troppo, coprite con un foglio di alluminio.

[PS. la prossima volta proverò a cuocere la terrina ancora qualche minuto: la pasta era cotta, ma non come piace a me, ed è rimasta un po’ pallida sui lati. Temo che parte della colpa ce l’abbia lo stampo, che mi ha giocato questo scherzetto su altre preparazioni]

Sfornate e lasciate raffreddare completamente, lasciando i conetti di alluminio inseriti, perché vi serviranno ancora, innanzitutto per eliminare i liquidi di cottura. Quando la terrina sarà ancora calda, infatti, inclinate con delicatezza la terrina e fate fuoriuscire i liquidi; ripetete l’operazione 3 o 4 volte, o finché i liquidi non saranno esauriti.

La gelatina

  • 500 ml di brodo di coniglio
  • 12 g di colla di pesce in fogli

Una volta che la terrina sarà completamente fredda, preparate la gelatina. Ammollate la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti, quindi strizzatela ed aggiungetela al brodo, precedentemente scaldato. Lasciate intiepidire e rapprendere per una decina di minuti, quindi versate la gelatina utilizzando i camini di alluminio ed aiutandovi con un piccolo imbuto. Fate questa operazione in più volte e aspettando circa 10 minuti da una volta all’altra: quando sembrerà che la vostra terrina sia completamente piena, in realtà non sarà così. Abbiate pazienza e ripetete l’operazione fin quando non prenderà più gelatina (mi raccomando, non esagerate però, non voglio avere responsabilità di terrine scoppiate).

Lasciate raffreddare nuovamente, quindi coprite e mettete in frigorifero per 24-48h prima di consumare.

Al momento del servizio, tirate fuori la terrina almeno 30 minuti prima di mangiare, quindi utilizzate un coltello seghettato (di quelli da pane) per tagliare la parte della crosta, poi un coltello tagliente a lama lunga (io un Santoku)

E ora… gli accompagnamenti!

Salsa all’aglio arrostito e Marsala

(l’aggiunta del Marsala è tutto merito della solita Greta, che ormai è la mia musa quando si tratta di ricette per l’MTC)

Ingredienti 

  • aglio arrostito (vedi sopra)
  • 1 cucchiaio di miele millefiori (o altri di sapore più “neutro”, passatemi il termine)
  • 1 cucchiaio di aceto (di mele o di riso)
  • 2 cucchiai di senape di Digione
  • 2 cucchiai di Marsala
  • olio extra-vergine
  • sale
  • pepe bianco macinato sul momento

Procedimento

Lasciate raffreddare completamente l’aglio arrostito, quindi privatelo della buccia (sarà facilissimo), mettete gli spicchi in un mixer insieme a tutti gli ingredienti tranne l’olio e frullate. Aggiungete quindi a filo l’olio e continuate a frullare fino ad ottenere una crema omogenea e della consistenza desiderata. Assaggiate e, se necessario, aggiustate di sale e di pepe.

Insalata di cavolo rosso, mele e uvetta

Ingredienti

  • 1/2 cavolo rosso (di medie dimensioni)
  • 1 grossa mela Fuji
  • una manciata di uvetta
  • sale
  • olio extra-vergine
  • aceto di mele

Procedimento

Mondate il cavolo, quindi tagliatelo a julienne fine, ma non troppo. Pelate la mela, privatela del torsolo, quindi tagliatela a listarelle. Mettete in una terrina insieme ad una manciata di uvetta (se troppo secca fatela prima rinvenire un attimo in acqua tiepida), condite con sale, olio extra-vergine e aceto di mele e servite in piccole porzioni di accompagnamento alla terrina.

Con questo mi taccio, e con questa ricetta partecipo all’MTC n. 64 di Giuliana

45 pensieri su “Terrina di coniglio al Marsala e nocciole per l’MTC64 … e la moria di conigli come voi, ben sapete!

  1. Ma siamo anime gemelle !! Lo sapevo io…la stessa osservazione sulla pappa dei cani in mezzo alla preparazione della terrina!! Incredibile…
    È venuta benissimo e la salsa all’aglio abbrustolito la faccio questo fine settimana…fosse solo per accompagnare un petto di pollo ma la faccio !!!
    E hai ragione….trombare serve
    Baci,
    Marina

    1. Eheh, come non pensare anche alla quattrozampe di casa, con tutta quella ciccetta attaccata alle ossicina del pollo? E quel brodo buono? Qui non si spreca nulla 😀

      Allora, provata la salsa all’aglio? Quella con le carni è la morte sua.. certo, un po’ “intensa”, ma qui siamo abituati alla bagna caoda, mica a cosette leggere 😀

      Un abbraccio!

  2. Dopo questa tua proposta potrei tornare ad amare le terrine. Amo la carne di coniglio, le nocciole non te lo dico nemmeno.
    Mi piace il risultato che hai ottenuto all’interno, con quelle nocciole croccanti e immagino il profumo dello scrigno di pasta alle erbe.
    Mi incuriosisce moltissimo anche la salsa all’aglio arrostito, la prossima volta che faccio un arrosto la provo. Sull’insalata di cavolo e mele, così deutsch, non posso che applaudire, incontra proprio i miei gusti.
    E adesso mi ricompongo e torno a lavorare, perchè quel coniglio in primo piano mi ha fatto crepare dalle risate.

    1. Suvvia, che lo sappiamo che alla fine hai fatto pace con le terrine, con baci, abbracci e pure il bacio in bocca con la lingua!!
      Sono felice ti piaccia la mia terrina.. ho scelto un abbinamento forte del mio territorio e su quello ho giocato. Le nocciole sono un leit motiv, ma con la carne ci stavano proprio.
      L’insalata è una delle mie preferite, e quella salsa fa resuscitare qualsiasi pezzo di carne tristanzuolo, dal bollito al petto di pollo.. basta solo non avere poi incontri galanti 😀

  3. Leggerti, e ridere come due scemi, per poi rimanere ammutoliti dalla ricetta.
    Chissà se i conigli cel’hanno il dito medio… :))
    Moria di conigli a parte, la terrina è semplicemente favolosa, ci piace la scelta degli ingredienti e come li hai trattati e…la salsa…la salsa…la salsa!!!!
    Meravigliosa Giulia.
    Ele & Mich

    1. La domanda “i conigli ce l’hanno il dito medio?” me la aspetto da uno come Lolo.. ma d’altronde, tale figlio.. (il che mi ricorda che non ho mai risposto a quella tua/sua domanda su Facebook, chiedo venia) 😉

      Secondo me, comunque, se hanno il dito medio, sicuramente l’hanno alzato verso di me, e alla grande pure!

      Quella salsa DOVETE provarla.. mio padre si è praticamente finito la salsiera, salvo poi pentirsene amaramente, dato che non è propriamente leggerissima 😀

  4. Poveri coniglietti..ma a me piacciono tanto!! E ora scopro pure la salsiccia… 😀
    Splendida realizzazione, ingredienti di grande qualità e ottimi accostamenti, anche se non sta a me dirlo. Dico solo che me la mangerei subito perché ci sono tutti i sapori che amo! Ma quella salsa all’aglio arrostito?! Non avrò pace fino a che non l’avrò provata 😀

    1. Anche io mi dico sempre quanto sono carini i coniglietti.. ma quanto sono buoni?! 😀
      Amo molto la carne di coniglio, anche se ammetto di non utilizzarla moltissimo.. ma secondo me fra tonno di coniglio e civet, il coniglio in Piemonte ha già due grandi must.
      Prova quella salsa, e poi dimmi.. mi raccomando, NON prima di incontri galanti 😀

  5. Muoro! Potrei far parte della CCI come socio sostenitore onorario, non mangio coniglio da sempre, o almeno da quando ho iniziato a puntare i piedi decidendo cosa mangiare e cosa no ma, non condanno assolutamente chi lo mangia, anzi… Hai trasformato i malcapitati in qualcosa di veramente superlativo! Sei stata fantastica come sempre! Un grande abbraccio

  6. Noio, vulevan savuar dove cavolo trovi la salsiccia di coniglio! Mai vista nemmeno col binocolo qui…
    allora, a differenza di Alessandra, io amo la carne di coniglio, la trovo molto adatta per le terrine. Tu l’hai valorizzata con una preparazione da manuale, manco fosse la centesima terrina che fai. Profumata di Marsala, che le regala una nota particolare, le nocciole, “quelle” nocciole, per la parte croccante, per non parlare di quella salsa all’aglio che deve essere da sveno. Sì sì, ragazza, un gran bel lavoro, davvero. Grazie, leggerti mi rimette a posto la giornata, te l’ho detto, hai un gran dono. Ti bacio e bacio quella meraviglia pelosa di Olivia. P.S. – Dici che mi arrivano i carabinieri a casa per la moria di conigli? Promesso , la prossima volta: quaglie!

    1. Ma davvero niente salsiccia di coniglio? Non so se è perché qui il coniglio è particolarmente di casa, ma lo trovo dal mio macellaio di fiducia (ma pure da quelli di sfiducia, per dire), al mercato in quasi tutti i banchi di carne e tantissimo anche al supermercato. Ora mi metti la curiosità di capire perché qui sì e altrove no.

      Cooomunque.. arrossisco per il gradimento accordato alla mia terrina. E’ vero, era la mia prima, ma mi sono sentita subito a mio agio con questa preparazione, che è tanto nelle mie corde (amo tutto ciò che è in crosta, ma soprattutto amo le terrine di cui faccio incetta quando passo dai cugini francesi, anche se magari mi devo accontentare di quelle in vasetto). Io, patè e terrine siamo una cosa sola. Oh, il cognome francese lo porto mica ad UFO!!

      Mi fai davvero un piacere immenso con i tuoi complimenti, perché da una persona da cui ho tanto, tantissimo da imparare, valgono doppio.. che dico, triplo!

      Felice di farti ridere… e do un bacino ad Olivia da parte tua (anche se secondo me ha timore che la prossima volta tocchi a lei) 😀

  7. Sono Ligure e il coniglio lo mangio eccome!! Anche se ora in veneto faccio più fatica a trovarlo… la tua terrina è un capolavoro!!
    Complimenti davvero

    1. Fra Liguria e Piemonte i conigli non se la passano benissimo.. ma sono così dannatamente buoni!
      Ora comunque mi hai messo voglia di coniglio alla ligure..

  8. Poveri conigli… meno male che li ho salvati io, che non li mangio quasi mai (a meno che non li faccia la mamma)…
    Chiamatemi rabbit saver.
    Pero’ le nocciole…. ah.. le nocciole…

  9. “Fuck” riassume bene il mio pensiero più frequente, quando il Doc mi porta il coniglio. Morto, sì, ma giusto dieci minuti prima e ancora caldo, con tutto ciò che ne consegue. Che posso dirti? Ti vedo bene con la coccarda del vincitore 😉

    1. Troppo buona, Anna Laura!
      Caspita, ancora caldo non so se ce la farei.. quella parte mi manca (per qualsiasi animale), e ammetto che non so se sarei in grado di affrontarla..

  10. Io la citazione l’ho colta eccome,c’ho quell’occupante del letto appassionato di Totò. Comunque la terrina è invitante da morire con il coniglio che amo e quelle nocciole fantastiche. La salsa poi la spalmare sul pane a colazione. Maledettamente perfetto il tuo lavoro!

    1. Finalmente qualcuno che capisce il fatto di sapere mille e mille citazioni di Totò a memoria!!!
      Grazie mille, mia cara.. e giuro che prima o poi riuscirò a vedere la tua terrina rock (che son giorni che mi chiedo cosa siano quelle cose verdi, e devo scoprirlo)

  11. Ma invece devono solo ringraziare il cielo che questa sfida l’ho graziati: ho visto che in molti si sono fiondati sul coniglio e per una volta ho deciso di lasciarli in pace. Mi piace tutto, ma posso dirti che quella salsa mi ha steso?

    1. Ahah, in effetti mi hai molto deluso.. non hai preso parte a questa moria dei conigli 😀

      Eheh, quella salsa ho capito che ha colto nel segno per molti 🙂
      Grazie :*

  12. Io adoro la carne di coniglio, e non ci pensano manco per il piffero a farmi entrare nel CCI, perchè io ho la mia personale spacciatrice di conigli, che ad ognuno da un nome diverso e quindi lo mangio e lo rimangio. Bellissima Terrina, grandissima qualità degli ingredienti e ottimi accostamenti. La salsa all’aglio arrostito la DEVO provare.
    Ciao Erica

    1. La spacciatrice di conigli mi mancava 😀
      Beh, se hai chi ti rifornisce così bene, perché smettere? (per la serie “io e la droga”.. quando si tratta di cibo).

      La salsa è da provare.. io ce l’avevo in testa da un po’, ed è solo uscita al momento giusto!

  13. La mamma dei conigli e’ sempre incinta 🙂
    Noi Genovesi con la carne di coniglio ci facciamo lo svezzamento, per cui questa e’ forse l’unica carne che conosco bene. E allora mi e’ subito scattata la mod. mamma ansiosa 66 del “fammi vedere dove ha sbagliato, che la Giulia deve vincere in supremazia assoluta” (per lamentele, rivolgersi alla figlia vera, che ormai ha un Master in materia)
    Oh, non c’e’ mezzo errore.
    Neanche alla rilettura.
    E la terza te la abbono, perche’ qui il coniglio non lo trovo e sto gia’ soffrendo abbastanza cosi.
    Da podio, assolutamente. Brava!

    1. Se ho passato la rilettura di mammaansiosa66 qui parte la ola, a prescindere 😀
      Felice che non ci siano errori, o abbinamenti storti, o zoppie.. questa terrina è stato il mio primo pensiero, gli abbinamenti chiari fin da subito, le idee precise.
      Sarà che anche qui ci si fa lo svezzamento (carne digeribilissima e delicata, oltre che dannatamente buona), o forse ho qualche coniglio in paradiso!

    1. Grazie molte! E fammi sapere per la salsa.
      Io ho usato il Marsala per richiamare quello del ripieno, ma si possono usare anche altri sapori, a seconda di quel che si vuole ottenere!

  14. Certo che il tuo coniglio dev’essere buonissimo!!!
    Mica un coniglio qualsiasi!!!
    La tua terrina non può che piacermi per gli ingredienti che hai scelto!
    E quella salsa mi incuriosisce assai!!!
    ciao
    Elisa

  15. Mi hai fatto morire.
    Ho riso come una deficiente, e poi mi sono venuti i sensi di colpa, e poi ho ricominciato a ridere più forte quando mi sono accorta che la tua terrina in crosta con sopra l’effige del coniglio, assomiglia pericolosamente ad un feretro stavolta commestibile…e marò cosa mi fai dire! Però anche tu te la vai a cercare.
    Le risate sono immediatamente scemate durante la lettura della ricetta, che metterebbe zitto anche l’ultimo dei burloni, perché se c’è una cosa su cui non si scherza, è la cucina fatta con i contro attributi, e questa, signora mia, ce li ha proprio tutti, anche quelli che ha tolto al coniglio!
    GRANDISSIMA!

    1. Ahah, ma sai che non avevo pensato alla sovrapposizione terrina/sarcofago di coniglio? Sarò troppo influenzata (inconsciamente) dal Museo Egizio e ho creato una sorta di tomba di Tutankoniglio? 😀

      Grazie mille per i complimenti.. detti da te valgono tantissimo, visto che so di che meraviglie sei capace!
      PS. non andiamo a mettere in giro strane voci.. gli attributi al coniglio non loi ho tolti io, nè?? 😀

    1. Noto con piacere che la salsa è piaciuta a tutti.. vuol dire che fra stomaci forti ci si riconosce!
      Un abbraccio!

  16. E quando leggo post come il tuo l’inadeguatezza mi attanaglia alla giugulare senza speranza, ben scritto, ricco di citazioni intelligenti e “a proposito”, con una ricetta piena di ingredienti meravigliosi e bene assemblati a finire con la salsa di aglio arrostito… insomma ok, fortuna che l’ho letta solo oggi dopo aver già postato. Fortuna che partecipo per puro godimento personale. Complimenti.

  17. Sono giorni che mi riprometto di lasciarti un commento per ringraziarti. Ho letto il post un giorno in cui ero triste e incazzata. E tanto. Ma il dito medio e i vaffanculo dei tuoi conigli mi hanno fatto morire dal ridere. Poi ho pensato alle incazzature degli uccelli quando ha vinto la Patty e la giornata ha preso una piega migliore 😉 La terrina, ça va sans dire, splendida e terribilmente invitante. Nell’attesa che il piccoletto s’innamori dell’aglio, mi basterebbe spennellare ben bene di salsa la terrina per poterla avere tutta per me…

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