Manco da questo blog da oltre 2 mesi, e non potevo che tornare ora, per annunciare il vincitore del mio MTC, quello col più alto tenore alcolico che si sia mai visto.

Intanto un plauso in generale alla gara: su 77 ricette pervenute sono stati proposti ben 52 cocktail diversi. Che vi siate impegnati all’urlo di “famolo strano” o per cercare di spingervi oltre i limiti del conosciuto, è una bella nota di originalità, che mi fa molto piacere.
Così, a fini statistici, sappiate che il cocktail più gettonato è stata la piña colada (un po’ un’offesa a me che amo i cocktail amari come la vita e forti come Iron Man) scelta per 5 ricette, al secondo posto White Russian (con Drugo annesso) e Negroni (tanto ammmore per voi, ovviamwente) con 4 ricette, e poi Bloody Mary, Cosmopolitan e Mimosa con 3 ricette ognuno (tutti cocktail molto femminili, per altro). 2 ricette per Paradise, Irish Coffee, Cuba Libre, Kamikaze, Vampir, Tequila Sunrise, Alexander, Margarita e Mojito. Cioè, davvero avete osato contravvenire alle mie prescrizioni e proporre il Mojito, che è il male assoluto.
Vi perdono solo perché l’alcool mi rende docile.

Per altro, non potevo che tornare su questi schermi con una ricetta, nello specifico una cosa mai fatta, la ricetta di un cocktail che, guarda caso, è stato studiato proprio da chi ci sarà dopo di me (per favore, cantiamo tutti insieme “chi ci sarà dopo di me, si prenderà il tuo armadio, ed il disordine che tuuuuuuu”) come giudice della gara di cucina più pazza del web, la nostra Greta, la barlady che tutti vorremmo avere nel locale sotto casa. Io vorrei averla direttamente come vicina di casa, così si fa prima.

Innanzitutto parto con lo spiegare il perché della mia scelta, anche se, diciamolo, non è che ci sia poi molto da dire, quando si ha che fare con un piatto perfetto.

Non ci sono altri termini, è dannatamente, schifosamente perfetto.

Mangia e bevi ovvero tartare di manzo e simil speck d’anatra con molecola di Sherry Cobbler e verdure croccanti

Avevo chiesto una destrutturazione eretica o ortodossa? Ecco, lei è riuscita a farle entrambe, creando una molecola di Sherry Cobbler (roba che me la sogno di  notte da settimane) e inserendola in un piatto soppesato nei minimi particolari e che trasuda tecnica da tutti i pori, visto che comprende uno simil-speck di anatra fatto in casa.. sapete, quelle robe lì che uno fa tutti i giorni, no?!
Una vittoria meritata da sempre, ma che qui era stra-meritata, e non solo per la sua ricetta da manuale, ma anche per tutta la generosità con cui ha dispensato aiuto e consigli agli altri partecipanti, grazie alle sue sconfinate competenze di mixology e di cucina… e nemmeno solo in questo MTC, ma in molti altri (io per prima ho beneficiato del suo aiuto e delle sue indicazioni in diverse occasioni).

Insomma, una vittoria che ci ha messo solo troppo ad arrivare, e che sono felice di annunciare con un cocktail che abbiamo studiato in questi ultimi giorni insieme; ovviamente il mio merito sta solo nell’aver dato qualche indicazione iniziale su cosa avrei voluto creare e poi aver colto a piene mani dall’albero della saggezza di Greta.

Volevo un cocktail che avesse il carattere forte del mio amatissimo gin (ad amarlo più di me ci sono solo le prostitute londinesi di fine ‘800) e il rosso del “mio” Negroni, ma che questo colore venisse da qualcosa di più gentile di Vermouth e Campari (diciamo che è il mio gesto gentile, un grazie per questa sfida che mi ha dato tanto), ed ecco quindi un fiore, nello specifico l’Ibisco. C’è il lime, perché sono pur sempre una stronzaccia acida, e lo zucchero per stemperare il sour, e un goccino del mio bitter alle amarene e agrumi, perché senza amaro non so proprio stare. A questo punto potete scegliere di fermarvi qui, con un MTC69 sour, più stronz… ops… strong, oppure potete aggiungere un top di tonica, per me all’ibisco (è stata una botta di culo, trovarla, ma potete usare una tonica al pompelmo rosa o, alle brutte, dell’acqua tonica normale o della soda), e avrete un MTC69 fizz. Buonissimi entrambi, provare per credere.

                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MTC69 sour e fizz

  • 3/4 oz gin
  • 1 fiore di ibisco
  • il succo di 1/2 lime
  • 1 cucchiaino di zucchero (meglio se finissimo, così siete sicuri che si sciolga per bene; meglio ancora lo sciroppo di zucchero)
  • 1 dash di bitter alle amarene e agrumi (trovate la ricetta qui)
  • top di tonica all’ibisco (opzionale, se volete la versione fizz)

Lasciate in infusione il fiore di ibisco per circa 2 ore nel gin. Filtrate.

Per il sour, mettete tutti gli ingredienti in un bicchiere basso e mescolate. Aggiungete 2-3 cubetti di ghiaccio.

Per il fizz, stessa cosa, ma in un bicchiere alto, in cui aggiungerete un top di soda e di nuovo il ghiaccio.

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Ora che avete il bicchiere fra le mani, potete mettervi comodi e “godervi” il resto del mio post, cioè il resto della mia TOP 5 di ricette preferite di questo MTC, altre ricette che mi hanno colpito al cuore e qualche menzione speciale.

Iniziamo dalla top 5:

  1. L’abbiamo già svelata, è la ricetta di Greta (consiglio di leggerla per benino, che vale almeno un paio di libri di cucina).
  2. Il Barely Legal dessert di Valeria, che è stato in lizza davvero fino all’ultimo. Valeria ha scelto un cocktail super-complesso, con tantissime variabili ed tanti ingredienti, ma lo ha scomposto con rigore e ricomposto in maniera egregia, riuscendo a governare tutto e, come se non bastasse, a creare un dolce ricco di tecnica, oltre che di gusto. Bravissima.
  3. Il tonno Torino-Milano-Livorno di Cristina. Mi stupisco ogni volta della maestria di Cristina nel governo degli ingredienti e delle tecniche: aggiunge solo quel tanto che basta a creare un piatto, in questo caso senza nemmeno cuocere, ma tutto quello che è nel piatto è lì per un motivo, ragionato, studiato e voluto, esattamente lì, esattamente così. Un piatto meraviglioso, per un cocktail del cuore.
  4. L’anatra in paradiso di Giuliana. Anche qui, siamo di fronte ad una persona che riesce sempre ad essere oggetto della mia stima, non solo culinaria, ma anche personale. Il suo garbo in cucina è pari solo a quello dei suoi toni, del suo modo di scrivere e di ciò che racconta, che è sempre personale e mai troppo.
    In una top 5 ben due anatre, e io manco ci vado pazza, per l’anatra… eppure, qui come nel piatto di Greta, l’anatra è esattamente quel che ci voleva, per rendere perfetto l’insieme di questo piatto. Sogno ravanelli e albicocche da quel dì, ed è tutta colpa sua.
  5. Il gelato all’Aviation di Elisabetta. Lei è stata il colpo di fulmine di questa gara, intanto perché molte delle righe del suo post sarebbero potute uscire dalla mia tastiera, e poi perché si è divertita, ha osato, ma con misura. Ha scelto un cocktail inusuale, affatto semplice, e ha cercato la via più sensata per trasformare quella strana bevanda a base di crema di violetta e gin (ah, mon amour) in qualcosa di sensato e piacevole, riuscendoci benissimo.

Tante altre ricette, però, sono riuscite a farmi battere il cuore,  e le cito in rigoroso ordine ad minchiam:

Da ultimo (e poi giuro che la smetto) un plauso al mio piccolo Negroni fan club:

Last but not least, un benvenuto alla super new entry Yan, che si è subito confrontato con la pazzia (e con l’affetto di questa community) e dando subito prova di esser degno di noi, con una Bloody Mary salad che è un’idea geniale. Benvenuto fra noi!

Io non posso che finirla qui (e lo sento che qualcuno sta dicendo “e sarebbe pure ora”) e ringraziarvi per questa sfida che mi ha tolto il sonno e messo una gran voglia di alcool.

CHEERS A TUTTI!

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