Siamo in pieno periodo di attività dell’arcinoto Oktoberfest di Monaco di Baviera: chi ci va, chi lo brama, chi pensa che in fondo in fondo può pure farne a meno, chi si accontenta di uno dei tanti Oktoberfest che, da qualche anno a questa parte, invadono ogni borgo italico.
Io per il momento mi situo nella schiera di chi, in fondo in fondo, ne può anche fare a meno… certo, almeno una volta nella vita vorrei andarci, ma non ne faccio una malattia o una questione di vita o di morte.
La vera questione, per quanto mi riguarda, è cercare avere a portata di mano quegli elementi che per me sono l’essenza della Baviera o, più in generale, della Germania, in modo da poter godere di un piccolo Oktoberfest un po’ quando mi pare.
Questi elementi sono principalmente tre:
- Una bella birra, possibilmente una Weissbier (la birra di frumento, la mia preferita tra le tedesche e tipica della Baviera) che, fortunamente, trovo di ottima qualità in un discount fra i più noti.
- I cetriolini sottaceto. Sono una mia fissazione: quando li scorgo tra gli scaffali non posso fare a meno di prenderli, mi rimangono proprio attaccati alle mani. E, se siete mai entrati in un discount, sapete benissimo quanto confezioni di cetriolini giganti vi ammicchino di continuo, e quanto siano infinitamente più buoni di quelli di qualsiasi marchio conosciuto.
- I brezel (in italiano, brezn in bavarese): un pane croccante fuori e morbido dentro che è un’assoluta goduria (ancor più se tagliato a metà e spalmato di burro). Venduto in ogni angolo di strada in Germania (ve lo ricordate l’uomo che trasporta i brezel nelle mie foto di Berlino?!), ma introvabile in Italia. E se ci fosse il modo per aggirare l’annosa piaga dell’irreperibilità del bretzel?!
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