Anno di grandi soddisfazioni con i grandi lievitati. E se a Natale vi ho proposto il Panettone non potevo mancare a Pasqua con la Colomba.
A questo punto potrei parlarvi dei significati cristiani della colomba, della pace, dei rami d’ulivo.. ma, siamo onesti, la cosa non fa proprio per me, dal momento che la mia religiosità e la mia vicinanza alla religione cristiana in particolare sono assai scarse. Pertanto, mi pongo verso la Pasqua come verso una qualsiasi altra festività, in un modo molto laico e festoso, quello che si addice a qualche giorno a casa dal lavoro, di relax, di film da vedere, di ore da passare con gli amici, di un po’ di tempo a disposizione per cucinare.
Pertanto, quando mi si dice “colomba“, non penso ad un simbolo della cristianità (non me ne vogliate, e spero che nessuno si senta offeso da questo mio spirito, o mancanza di spirito, a seconda dei punti di vista), ma penso a questa canzone (e no, nonostante il riferimento anni ’50, vi giuro che non ho 80 anni… e comunque, se ne avessi 80, ammettereste che me li porto splendidamente) e penso a quel lievitato immancabile sulle nostre tavole, in questi giorni.
Così, per lo stesso spirito laico e festoso di cui sopra, per me festeggiare la Pasqua è stato prendermi due giorni di tempo, fare la spesa e rinchiudermi in cucina con una buona amica a preparare la colomba, fra una risata, uno sguardo a qualche libro di cucina, una chiacchiera e qualche altra sperimentazione (riuscendo, fra una lievitazione e l’altra, a fare delle squisite pite, di cui vi parlerò in un altro momento), riuscendo persino a ritagliarci il tempo per una birretta serale. E, a differenza della preparazione del Panettone, non abbiamo nemmeno imprecato tanto.. forse, in qualche modo, lo spirito pasquale da qualche parte si è manifestato, di sicuro nel miracolo di questa colomba, che è strepitosa.
Vi metto la ricetta oggi (invece del mio consueto post del sabato), così ce la fate ancora a farla per il giorno di Pasqua, se vorrete.
(continua…)