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‘Pani e pizze’ Category

  1. Esperimenti con la pietra refrattaria – pizza al piatto con metodo poolish

    settembre 26, 2012 by Giulietta

    Pizza con pomodorini, stracchino e rucola

    Non è la prima (né l’ultima) volta che su questo blog si parla di pizza, uno dei Grandi Amori (le maiuscole sono d’obbligo) italici: possiamo combattere fin che vogliamo gli stereotipi sugli Italiani tutti pizza, pasta e mandolino, ma io ammetto candidamente che alla pizza non potrei proprio rinunciare. Un po’ di tempo fa vi avevo parlato della pizza di Gabriele Bonci (e anche su questa pizza non ho terminato gli argomenti, visto il suo bellissimo libro con abbinamenti stagionali tutti da provare), una pizza ad alta idratazione da preparare in teglia.

    Ciò non toglie che io sia sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni riguardanti la preparazione casalinga della tanto amata pizza.

    Immaginate, poi, se per il compleanno vi arrivasse fra capo e collo (beh, non letteralmente, per fortuna) una pietra refrattaria da forno (nota anche come pizza stone), oggetto del desiderio da lunghissimo tempo: come non darsi quindi alla ricerca di qualche ricetta di pizza appositamente nata per questo aggeggio (che in realtà non è altro che una pietra/mattonella refrattaria da forno, solitamente acquistabile presso un qualsiasi rivenditore di materiale edile)?!

    Certo, si è sfiorato il dramma quando abbiamo scoperto, poche ore prima dell’esperimento, che la pietra per appena 1 cm non permetteva la chiusura del forno, ma grazie al pronto intervento di MacGyver (aka mio padre) e del suo taglia-mattonelle siamo riusciti ad evitare la strage. E da allora, chi mi ferma più?

    La ricetta che vi propongo è quella di Adriano di Profumo di lievito, una ricetta che ho visto tante volte in giro per la rete, e di cui posso confermare la magnificenza. Continuerò a sperimentare ma, con un inizio così esaltante, non si può che migliorare!

    Avviso solo, prima dell’inizio della ricetta, che per questa preparazione è necessario un giorno: si comincia la sera precedente rispetto a quella in cui si desidera consumare la pizza (se si esclude la soluzione congelamento, che vi lascio in calce alla ricetta). (continua…)


  2. Sciué sciué – friselle con pomodorini Pachino e mozzarella di bufala

    luglio 26, 2012 by Giulietta

    Friselle

    In diretta dalla Calabria (ve lo dicevo che avrei scritto da un altro posto, no?!), in piena modalità marittimo-vacanziera, vi lascio un post sciué sciué come il piatto che ho preparato, con pochi (ma buoni) ingredienti, senza cottura, senza strumentazione particolare (basterà un piatto, una terrina e un coltello), ma di grande gusto.

    Inoltre, questo semplice piatto mi riporta alla mente echi lontane, di quel pane e pomodoro che mia nonna preparava per me e mio cugino a merenda, poi consumata sull’amaca all’ombra del pruno e, ancor più, mi ricorda le miriadi di pranzi estivi a suon di friselle che io e mio padre abbiamo mangiato negli anni, quando proprio di avvicinarsi ai fornelli non se ne aveva alcuna voglia. Sarà che semplicemente pane (o frisella), pomodoro, sale, olio e origano (oggi con un aggiunta un po’ più sofisticata) sono un mix tanto semplice quanto azzeccato, saranno questi ricordi d’infanzia teneri e sfumati o quelli che d’ora in poi aggiungerò, legandoli a questo piatto, ma la frisella per me è e rimarrà un must estivo al quale difficilmente rinuncerò… e perché mai dovrei, poi?!

    (continua…)


  3. Pizza party con la pizza di Gabriele Bonci

    ottobre 30, 2011 by Giulietta

    Impasto blog

    Alzi la mano chi non ama la pizza! Scommetto che nessuno ha osato alzare la mano… ammettiamolo, è impossibile non amare la pizza, e non solo in quanto italiani, ma in quanto esseri umani dotati di stomaco e papille gustative.

    La pizza è una delle meraviglie del mondo, una delle cose che mette d'accordo un po' tutti, data la sua incredibile versatilità. Questo è sempre stato il mio pensiero, ma ne ho avuto ulteriore conferma da quando ho scoperto la pizza di Gabriele Bonci (scoperta grazie all'amica Elisa del blog Kitty's Kitchen), notissimo mastro pizzaiolo romano, la cui pizza è ormai leggenda. Purtroppo non ho ancora avuto il piacere di assaggiare la pizza fatta di suo pugno, ma ho in mente di rimediare con un giretto da Pizzarium la prossima volta che passerò nuovamente da Roma (momento che non dovrebbe essere poi così lontano).

    In realtà, però, grazie a degli ottimi video trovati su Dissapore e ai consigli reperiti grazie ad alcune foodblogger, mi è stato possibile tentare di imitare la pizza del Maestro, con il grosso vantaggio di non aver mai assaggiato l'originale… in questo modo non potrò mai sapere se rispecchia davvero la sua. Ciò detto, io mi sono proprio innamorata di questa pizza, molto idratata (come vedrete, contiene un'altissima percentuale di acqua), molto lievitata (ma molto lentamente) e molto, molto leggera. Così non dovrete sentirvi in colpa quando ne mangerete una fetta in più… e credetemi, lo farete, ah se lo farete!

    Ma fate come me, organizzate un bel pizza party, così dividerete la vostra colpa con i vostri commensali.

    (continua…)


  4. Oktoberfest fai-da-te: brezel

    settembre 25, 2011 by Giulietta

    Brezel

    Siamo in pieno periodo di attività dell’arcinoto Oktoberfest di Monaco di Baviera: chi ci va, chi lo brama, chi pensa che in fondo in fondo può pure farne a meno, chi si accontenta di uno dei tanti Oktoberfest che, da qualche anno a questa parte, invadono ogni borgo italico.

    Io per il momento mi situo nella schiera di chi, in fondo in fondo, ne può anche fare a meno… certo, almeno una volta nella vita vorrei andarci, ma non ne faccio una malattia o una questione di vita o di morte.

    La vera questione, per quanto mi riguarda, è cercare avere a portata di mano quegli elementi che per me sono l’essenza della Baviera o, più in generale, della Germania, in modo da poter godere di un piccolo Oktoberfest un po’ quando mi pare.

    Questi elementi sono principalmente tre:

    1. Una bella birra, possibilmente una Weissbier (la birra di frumento, la mia preferita tra le tedesche e tipica della Baviera) che, fortunamente, trovo di ottima qualità in un discount fra i più noti.
    2. I cetriolini sottaceto. Sono una mia fissazione: quando li scorgo tra gli scaffali non posso fare a meno di prenderli, mi rimangono proprio attaccati alle mani. E, se siete mai entrati in un discount, sapete benissimo quanto confezioni di cetriolini giganti vi ammicchino di continuo, e quanto siano infinitamente più buoni di quelli di qualsiasi marchio conosciuto.
    3. I brezel (in italiano, brezn in bavarese): un pane croccante fuori e morbido dentro che è un’assoluta goduria (ancor più se tagliato a metà e spalmato di burro). Venduto in ogni angolo di strada in Germania (ve lo ricordate l’uomo che trasporta i brezel nelle mie foto di Berlino?!), ma introvabile in Italia. E se ci fosse il modo per aggirare l’annosa piaga dell’irreperibilità del bretzel?!

    (continua…)


  5. Una formaggiosa bontà… la focaccia di Recco

    giugno 27, 2011 by Giulietta

    Focaccia blog

    Se passate per Recco, o per altre città vicine della Riviera di Levante ligure, non potete non assaggiare la famosissima focaccia di Recco. Ciò a patto che amiate alla follia lo stracchino, visto che dentro ad una focaccia di Recco c’è più o meno la quantità di stracchino che potreste mangiare in un anno o due della vostra vita.

    Uno dei grossi inconvenienti della focaccia di Recco è che è pressoché impossibile da trovare al di fuori della sua zona d’origine. Quindi, per ovviare all’astinenza da focaccia stracchinosa, perchè non provare a farne una versione casalinga?! E, ancor prima che mi impegnassi nella spasmodica ricerca di una ricetta efficace, quest’ultima mi è letteralmente caduta addosso, e io non ignoro mai un chiaro segno del destino, soprattutto in fatto di cibo!

    Così, mentre navigavo fra i miei soliti food blog amici per informarmi sulle novità, mi sono imbattuta nell’efficacissima ricetta di Manuela di Manu’s Menu per preparare l’amatissima focaccia di Recco.

    La ricetta è molto semplice da preparare, non richiede lunghi tempi di attesa (la pasta non è lievitata), ma solo grandissime quantità di stracchino (la ricetta originale su cui Manuela si è basata prevedeva l’utilizzo di 1 kg di stracchino per 500 g di farina; sia lei che io abbiamo dimezzato -o quasi- le dosi… sappiatelo). Siete pronti?

    (continua…)