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‘Salumi’ Category

  1. Su su sui monti – Spätzle agli spinaci con panna e speck

    marzo 17, 2013 by Giulietta

    Spatzle agli spinaci con panna e speck blog

    Ebbene sì, ormai mi sono assuefatta al ricordo della montagna… e così, complici la memoria montana, la voglia di Alto Adige (sempre più forte), il clima invernalissimo di questi giorni e sull’onda del verde che oggi impazzerà su tutta la rete (San Patrizio vi dice qualcosa?!) cedo ad un altro piatto di montagna, questa volta dichiaratamente altoatesino.

    Certo, anche sull’onda di un recente ed imperdibile acquisto (la grattugia per spatzle), eccovi i miei spatzle agli spinaci, con uno dei condimenti più classici, panna e speck (ma sono buonissimi anche semplicemente burro e salvia).

    Ricetta semplicissima, veloce e decisamente ottima!

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  2. I (tre) risotti dell’arrivederci, una pavlova e cinque maiali

    febbraio 29, 2012 by Giulietta

    Risotto giallo nel tomino blog

    Questo post racconta una serata, una cena per dare l'arrivederci ad un caro amico, che è partito proprio oggi e che tornerà fra qualche mese. È il racconto di come una semplice richiesta (che io avevo completamete perso… ma c'è sempre qualcuno più attento di me, per fortuna) si sia magicamente trasformata in una serata di cibo, vino, birra, discorsi sensati ed insensati e risate.

    Quando un amico dice di voler mangiare qualcosa prima di partire non si può non accontentarlo. E, se l'amico in questione vi richiede un risotto, voi gliene preparerete tre, è la legge della giungla.. anzi, in verità è la legge dell'amica che ha organizzato questa fantastica cena. Io questa volta non ho pensato, studiato, organizzato niente, ma ho meramente realizzato le ricette insieme a lei, ma è a lei che va tutto il merito, vero Totta?

    E prima di quei risotti ci saranno almeno 3-4 antipasti (compresa la carne cruda, che qui in Piemonte non può proprio mancare) e una dose abbondante di cetriolini sottaceto (di quelli non si può fare a meno), mentre a seguire un'insalata (che, come si sa, sgrassa, e che quindi verrà rigorosamente saltata) e un dolce (assolutamente iper-calorico)… certo, sono necessarie anche almeno 5 buone forchette.

    Quando un amico parte, non lo si può certo lasciar partire con la fame, e non lo si può di certo salutare a stomaco vuoto.

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  3. I piaceri della carne: medaglioni di bovino abbracciati (dal lardo)

    gennaio 31, 2012 by Giulietta

    Medaglioni di bovino lardellati

    Non sono una consumatrice vorace di carne, non mi abbuffo di bistecche, spezzatini, hamburger, polli e polpette, non perché non mi piacciano (anzi, tutt'altro), ma semplicemente perché mangio molte più verdure rispetto a proteine o carboidrati. Oh, che ci posso fare se le verdure, di ogni tipo e forma, mi piacciono da impazzire?!

    Però (e ve l'ho già detto che c'è sempre un però) non so dire di no ad un signor pezzo di carne cucinato come si deve, cioè rigorosamente non troppo cotto. Credo che, nelle giuste condizioni d'umore, sarei capace di uccidere per una Fiorentina come Dio comanda, o per una bella bisteccona di Frisona.

    Ma mi accontento anche di "meno", per esempio di un bel pezzo di controfiletto, cucinato poco e con semplicità. Ecco, se cercate un piatto che risponda a queste due ultime caratteristiche, i medaglioni di bovino abbracciati (dal lardo) fanno proprio al caso vostro.

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  4. Danubio: da dovunque arrivi, sei perfetto così

    gennaio 7, 2012 by Giulietta

    Danubio

    Come già vi dissi qualche tempo fa, ho la mania di orecchiare (neologismo che sta ad indicare quando, leggendo un libro o una rivista di cucina, si fa il fantomatico "orecchio" alla pagina) o di segnarmi su post-it volanti (che si accumulano irrimediabilmente e si mescolano agli altri memorandum che mi ritrovo sparsi per la scrivania) un'interminabile lista di piatti che prima o poi nella mia vita dovrò assolutamente provare. Da quando ho aggiunto anche in Google Reader i feed dei miei blog preferiti, sto raschiando davvero il fondo del barile… nel mio reader ci sono più stelline (con cui si indicano i preferiti, NdA) che nella via lattea.

    Tra le ricette entrate da tempo immemore nella mia wish list culinaria figura il Danubio, che tutto ha, meno che origini nordiche (come il nome sembrerebbe suggerire): pare, infatti, che tale nome sia stato dato in onore della zia austriaca del pasticcere napoletano Mario Scaturchio, inventrice del lievitato in questione. Ci sono anche due altre storie legate a questo nome: la prima vedrebbe il nome del Danubio derivare dalla sua forma, simile a quella di una superficie increspata dalle onde (versione romantica); l'altra, invece, vedrebbe nel nome un riferimento all'arrivo di cuochi viennesi a seguito dei Borbone nella seconda metà del '700 (versione storica, un po' meno fascinosa, ma forse più veritiera). Indi per cui, nome a parte, questa è una bella ricetta meridionale, nello specifico campana, una di quelle ricette ricche, guduriose (ve lo ricordate il babà rustico, vero?), assolutamente adattabili ad ogni vostro gusto e preferenza (tra l'altro il Danubio esiste anche in variante dolce).

    Di sicuro c'è che questo lievitato è perfetto per una cena in compagnia, in cui ogni commensale può staccare la sua pallina di Danubio e mangiarla con le mani (il genere di finger food che tutti amano), accompagnandola ad un buon prosecco, ad un'ottima birra o a quel che più preferisce. Io ho preparato il Danubio (anzi, i Danubi) a Capodanno, e devo dire che non ha deluso nessuno.. sarà che ho seguito l'infallibile ricetta di Tery?!

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  5. Ho scoperto l’acqua calda (ovvero “l’idea stupida del martedì”): crostini rustici con battuto di lardo al pepe nero

    dicembre 20, 2011 by Giulietta

    Crostini con battuto di lardo e pepe nero

     

    Il week-end da poco passato potrebbe essere senza dubbio rinominato “paura e delirio in cucina“… un sabato intero (e per intero intendo intero) trascorso fra le quattro mura della cucina alle prese con cinque preparazioni natalizie diverse, con un multi-tasking esagerato e, ovviamente, con gli inevitabili sbagli da ansia da prestazione (non posso ancora rivelare il mio errore, ma sappiate che comprende della carta stagnola ed una lunghissima serie di improperi). Ma, quando si condivide tutto ciò con una buona amica, e lo si condisce con una gran dose di ironia (e vi assicuro che è stata assolutamente necessaria), anche le cavolate si trasformano in una risata e tutto passa, anche la stanchezza per una 12 ore di delirio culinario.

    E poi, la domenica, un’epica polentata in montagna, con tanto di turni per girare la polenta sulla stufa, uno spezzatino come Dio comanda, funghi, formaggi e un buon vino rosso.

    Ed è così che, in una cucina o intorno ad una tavola, con amici vecchi e nuovi, credo che tutto trovi il proprio equilibrio, che tutto torni al giusto posto.

    Il prossimo week-end sarà Natale, molti di noi passeranno questa settimana a cucinare piatti elaborati, lunghi, corposi, e a digiunare (tranne che nelle immancabili cene/merende/dopo-cene per scambiarsi auguri e regali.. ok, quindi in fondo non si digiunerà mai) per prepararsi agli imminenti bagordi. Oggi non vi propongo una ricetta della tradizione (anche se in realtà in alcuni luoghi dell’astigiano si annovera tra gli antipasti più o meno tipici) nè una ricetta elaborata ma, appunto, una ricetta tanto stupida quanto efficace, velocissima e di sicuro impatto.

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