Infilare il pollo nell’agenda, racconto di un dramma moderno – Pollo ripieno pancettato con gravy allo sciroppo d’acero per l’#MTC51

Quando è uscito il tema di questo MTChallenge, ho tremato. No, non perché Patty ci ha sfidato sul pollo ripieno, perché istintivamente mi sono chiesta: ma quando lo faccio? E quando me lo mangio, un pollo ripieno??

Allora, agenda alla mano, ho cercato di infilare il pollo da qualche parte.. sì, prima di infilare il ripieno nel pollo, dovevo infilare il pollo! Casca immediatamente l’occhio sul compleanno di mammà.
“Mamma, ma se vi invitassi a cena per il tuo compleanno? Cucino io”
Ma io volevo andare al ristorante a mangiar pesce
“Lascia stare, non stare a spendere soldi, cucino io, faccio il pollo ripieno”
… e il primo passo era fatto. Al 22 del mese, segno il pollo ripieno.

Ma il pollo (ché siamo all’MTC, mica ad un concorso per chi ha le sopracciglia a gabbiano più definite – per inciso, che orrore) va anche disossato. Beh, giusto, va prima comprato.

E allora al giovedì precedente ci metti la prenotazione del pollo, al sabato mattinala spesa e il disosso, poi si congela. Altre due date le abbiamo segnate, e si va di disosso. Oltre alla spiegazione che farò nella ricetta, e oltre alle mie (poche) foto, rimando all’esaustivo post della Patty e alla relativa infografica preparata da Dani Pensacuoca.

Pollo ripieno MTC

Al 20 segna di comprare quel che manca per il ripieno: le castagne le ho, il burro e lo sciroppo d’acero per ripassarle anche, ma devi andare dal tuo spacciatore di frutta secca per prugne, fichi e uvetta e dal macellaio per la salsiccia e la trita di manzo. Al 21 segnati di scongelare il pollo e di preparare il ripieno, che è meglio. Il giovedì è già segnato con un cerchio rosso e la scritta “pollo ripieno”, che quasi a guardar l’agenda mi scordo di fare gli auguri a mia madre, tanto che sono proiettata sul volatile.

E, quando arriva il giorno X, è tutto pronto: basta riempire (a posteriori posso anche dire che ho riempito un po’ troppo), cucire (malissimo, che io ci son negata), spalmare una bella cremina al burro, miele ed erbe e pancettare, legare.. e via fino a sera.

Pollo prima della cottura

Poi la cottura si fa da sé, il contorno di patate, patate dolci e zucca sabbiose (con Parmigiano e pangrattato) cuoce in contemporanea al pollo, e non resta che preparare il gravy allo sciroppo d’acero quando i commensali sono seduti a tavola a mangiare l’antipasto. Certo, se poi evitate di fare come me e rovesciare metà del gravy per terra grazie ad un pentolino in bilico, tanto meglio.. eviterete di dover pulire in fretta e furia prima che il cane ci si rotoli dentro dalla gioia.

Insomma, per tutti quelli che pensano che disossare un pollo e riempirlo, e cucirlo e cuocerlo non sia possibile, sappiate che si può, magari basta solo tenere l’agenda alla mano per incastrare tutto.

Ma quando vedrete questa meraviglia uscire dal forno, vorreste aver comprato invece di una Moleskine o di una QuoVadis l’Agenda Pollastro 2015, perché vorreste mangiarlo tutti i giorni.

Pollo ripieno dopo la cottura

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE

Pollo ripieno finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 51

MTC51

“Cosa resterà di questi anni ’80?” – Cocktail di gamberetti per il #GFFD

Anni come giorni son volati via, brevi fotogrammi, un treno in galleria, è un effetto serra che scioglie la felicità… Delle nostre voglie, dei nostri jeans, cosa resterà? […] Cosa resterà di questi anni ’80?

Tutti insieme, su con le mani!

No, non sono impazzita (so che avete dei dubbi, ma fidatevi), è solo il mio modo musicale “da venerdì” di dirvi che la ricetta che vi presento oggi rappresenta un tuffo nel passato, nei gloriosi anni ’80. Su, ammettiamolo che gli antipasti ricchi di maionese, così come i primi piatti con panne e affini (pennette panna e vodka su tutti), fanno un po’ menù anni ’80, con quella simil-eleganza in realtà un po’ cafona, fatta di salsa rosa industriale e gamberetti surgelati.

Ma, devo ammetterlo, il cocktail di gamberi a me  piace, è un po’ quel guilty pleasure che non ammetti apertamente, ma che ami di nascosto, in sordina. Se poi hai spesso a che fare con un drogato di maionese (ogni riferimento è puramente casuale), alla fine ci prendi persino gusto a concedertelo ogni tanto (con la scusa di farlo felice).

E così, ecco qui la mia proposta anni ’80 di cocktail di gamberetti in salsa rosa, fatto però con tutti i crismi: maionese fatta in casa (anche se in 30 secondi), un buon ketchup (o salsa rubra), un paio di cucchiaini di brandy e dei bei gamberetti (di allevamento, non mi dimentico certo degli insegnamenti di  ConsuMare giusto) sgusciati e sbollentati.

Aggiungiamo al quadretto un gambo di sedano e un vermouth con fetta di arancia, e l’aperitivo del venerdì è assicurato!

Cocktail di gamberetti blog

Cocktail di gamberetti finale blog

Con questa ricetta partecipo al Gluten Free (fri)Day

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Mesdames et messieurs… Clafoutis di ciliegie

La breve, brevissima stagione delle ciliegie, quel bel frutto rosso e succoso da cui ci si stacca con notevole difficoltà (alzi la mano chi non ha mai pensato che davvero una ciliegia tiri l’altra?!), sta per finire, e esse meritano, come requiem, una bella ricetta che ne valorizzi la loro aspra dolcezza (amo gli ossimori).

Pertanto, ho scelto il dolce per eccellenza che si possa preparare con le ciliegie, tanto che questo dessert cambia nome a seconda che lo si prepari con questo frutto o con altri. Infatti, mentre il dolce con le ciliegie si chiama clafoutis, se lo preparate con identico procedimento, ma con frutta diversa, si chiama invece flognarde.

La ricetta in questione è una ricetta francese, in particolar modo tipica della regione limosina (che, prima di questo momento, mi era nota soprattutto per smalti e miniature… deformazione professionale), e la sua preparazione è facile e veloce. Il nome deriva dal dialetto, in cui clafir significa guarnire, riempire, poiché si tratta di una preparazione in cui si riempie una teglia di ciliegie e le si ricopre di una morbida pastella, simile a quella che si utilizza per fare le crêpes o le frittelle. È un dolce di tradizione povera, che i contadini portavano con loro nelle giornate di lavoro, ed era preparato con ciliegie selvatiche non private di nocciolo e di picciolo, cosa che si diceva conferisse un gusto maggiore al dolce stesso (anche perché, in questo modo, le ciliegie perdono meno acqua). Io in questo, per comodità di chi mangia, non sono stata fedele a questa antica tradizione.

Su tutt’altro piano… è di nuovo ora di awards!!!

Infatti, durante questo weekend ho ricevuto questa montagna di awards

Da Manuela di Manu’s Menu, che ringrazio per la sua costante attenzione al mio piccolo blogghino e per il suo sostegno. E vi consiglio caldamente di fare un giro sul suo blog, pieno di bellissime ricette italiane tradotte in inglese!

Inoltre, ho ricevuto questo award

da parte di Katherine Martinelli, newyorkese trasferita in Israele che ha la fortuna di scrivere per vivere, e lo fa anche assai bene! Grazie mille, Katherine!

Le regole per accettare gli awards sono sempre le stesse, quindi vi snocciolo subito le 7 cose che forse non sapete di me:

  1. Sono un’appassionata di lettura e di libri cartacei, ma da quando mi hanno regalato un e-book reader, non riesco più a starne senza… crea dipendenza!
  2. Fino a qualche anno fa avevo un’insana passione per Winnie the Pooh, con tanto di pupazzi sul letto e molti regali a tema. Poi, da un giorno all’altro, ho messo tutto in una scatola e non ne ho più voluto sapere.
  3. È da tempo che guardo molte più puntate di serie tv rispetto ai film, ma adoro la cinematografia e la sua storia. E stasera mi guardo un film, tiè!
  4. Tra poco il mio cane compirà 10 anni, e oggi mi è sfiorata l’idea di sfornare dei biscotti (da cane) per il suo compleanno. Forse sto diventando pazza.
  5. Non guardo mai la tv, se non per vedere il telegiornale (e a volte nemmeno quello, e mi informo via radio oppure on-line).
  6. Tutta la scorsa settimana sono stata convinta di aver perso le mie due pen-drive, contenenti molto materiale di studio, per poi trovarle appese alla scrivania, dove sono da mesi. Ripensando al punto 4, forse sto davvero impazzendo.
  7. Non sono un’appassionata di videogiochi, ma mi diverto molto a giocare a Guitar Hero (e giochi affini) oppure a giochi Platform, come Super Mario o, lo ammetto, Diner Dash.

E ora è il momento di passare tutti questi awards a 15 food blogger, che curano siti in lingua inglese (li trovate organizzati in ordine alfabetico per nome del blog)

  1. Meagan di A zesty bite
  2. Pola di An Italian cooking in the Midwest
  3. Jenny e Shilpa di Baking Devils
  4. Heater di Basilmommy
  5. Cooking Rookie
  6. Mary di Delightful Bitefuls
  7. Shannen di Fish and Melons
  8. Adriana di Great Food 360°
  9. Beth di Of Muses and Meringues
  10. Mary di One Perfect Bite
  11. Sarah di Pearl and Pine
  12. Sandra di Sandra’s easy cooking
  13. Lyndsey di Vanilla Clouds and Lemon drops
  14. Lin Ann di Vittles and Committals
  15. Sissi di With a glass