Il comfort food perfetto – Pasta e ceci

Ci sono gli antipasti, i primi piatti, i secondi, i contorni e i dolci.

E poi ci sono quei piatti che, a prescindere dalla portata, riescono a risollevare il tuo umore dopo una giornata nera, o a riscaldarti al primo assaggio quando torni a casa infreddolito e tutto ciò di cui hai bisogno è un piatto fumante.

Sono quei piatti che profumano di casa, di famiglia, di tradizione.

Si chiamano comfort food, e non a caso, perché la loro capacità di conforto (nostro e del nostro stomaco) è semplicemente innata.

Uno di questi piatti, almeno per me, è la pasta e ceci, preparata nel modo più semplice possibile, in modo da apprezzare i legumi nella loro bontà.

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Un passato di zucca per tutte le stagioni

Un passato di zucca per tutte le stagioni.. e ovviamente si tratta di tutte le stagioni in cui si può trovare la zucca: siccome sarà  sui banchi dei nostri mercati ancora per pochissimo tempo, approfittiamo dell’occasione per farne un bel passato, in assoluto il mio preferito (secondo in classifica quello di porri), quello di cui sono in grado di riempirmi a tal punto la pancia, che lo si può proprio vedere (non riesco MAI, salvo rari casi di grave malattia, a mangiarne meno di due piatti). Metto però le mani avanti con un’immediata precisazione: questa è una ricetta molto semplice, che si prepara in poco tempo, con la pentola a pressione e un frullatore a immersione.

Non è quindi niente di ricercato, nè di tipico, ma è una ricetta di casa (la mia), la mia preferita nelle fredde e buie serate invernali, propinata in tutte le sue forme e varianti (che indicherà in calce alla ricetta), perché anche una sola cucchiaiata bollente di questo fantastico passato arancione è capace di scaldarmi pancia, anima e “core” (scusate la banalità , ma il connubio “anema e core” è stato istintivo, quasi automatico). Eccovi, quindi, la ricetta per preparare il passato di zucca.

Io amo molto questo passato anche così, in purezza, al limite con l’aggiunta di una generosa spolverata di parmigiano ma, come dicevo, le varianti sono moltissime: spesso ci abbino dei crostini rustici (ovvero il pane casalingo un po’ secco, tagliato ad hoc e passato in forno condito con olio e sale, a volte qualche rametto di rosmarino), un tocco di classe è un cucchiaio di panna fresca nel centro del piatto, da mescolare al passato. Per un piatto più sostanzioso si può, ovviamente, aggiungere della pasta o dei cereali, fatti cuocere nel passato oppure preparati a parte (e lasciati al dente) e aggiunti in seguito alla minestra. Sappiate che, se ci volete aggiungere qualcosa, per me la “morte sua” è l’orzo perlato: semplicemente fantastico, perchè rustico, croccantino, sostanzioso e comunque leggero.

In qualsiasi modo decidiate di gustarvelo, sarà  di sicuro un ottimo piatto per scaldare via questi (si spera) ultimi rigurgiti di inverno.