Fior di melighe alla nocciola per l’MTC

Nuovo mese, MTChallenge nuovo.

Questa volta la sfida si fa dolce, perché Dani e Juri di Acqua e Menta hanno deciso di farci “combattere” a colpi di biscotti di frolla: frolla classica, frolla montata, sablé e frolla all’olio. Insomma, il rischio, nella peggiore delle ipotesi, è il diabete!

E, mentre la community gioisce per la prima sfida dichiaratamente dolce dell’anno, io me ne sto in disparte preparando il mio outing: non ho mai amato preparare i biscotti!

Certo, mi piace mangiarli, specialmente a colazione o per godere al meglio di una pausa caffè, ma mi annoio a prepararli e, soprattutto, mi distraggo irrimediabilmente durante la loro cottura, così in media solo una teglia su tre viene come dovrebbe: le altre rimangono ad abbronzarsi un po’ troppo, come certe signore incartapecorite uscite da un Solarium di periferia.

Negli anni, però, sono riuscita a trovare i miei biscotti del cuore: quelli che preparo a Natale, che regalo agli amici per dare un assaggio di Piemonte, quelli che non si devono stendere (sono pessima nell’ottenere uno spessore uniforme, quindi sia benedetto il mattarello regolabile che ho ricevuto in dono da un amico per i miei 30 anni e che mi ha davvero cambiato la vita) e che son pronti con due colpi di sparabiscotti (tutta in acciaio, accattata al mercatino del riuso per ben 5€).

Sto parlando delle mie amatissime paste di meliga montate che, non a caso, ho portato con me anche all’ultimo raduno dell’MTC. Per questa sfida, però, ho voluto provare una nuova frolla montata, quella di Leonardo di Carlo che veniva proposta nel magistrale post di Dani e Juri sui biscotti, ed ho voluto aggiungere ancora un po’ del mio Piemonte, inserendo una parte di farina di nocciole nelle melighe e decorandole con nocciole intere e dell’ottimo cioccolato fondente piemontese, il Domori, in ricordo della giornata passata insieme a Dani e Juri alla fabbrica di cioccolato.

Il risultato di questo esperimento da piccolo chimico sabaudo sono biscotti particolarmente friabili, che si sciolgono in bocca e in cui il gusto della nocciola si avverte solo sul finire, con quel sentore di tostato che si lega bene al cioccolato fondente della guarnizione.

Questo mese abbiamo due giudici, quindi sappiate fin da ora che arriveranno due proposte di biscotti. Questi sono pensati per Juri: a dispetto della forma romantica, questo è un biscotto dal sapore  “maschile”, con un retrogusto deciso dato dalle nocciole e dal cioccolato fondente.

Ora, cara Dani, non ti resta che aspettare i tuoi!

Melighe alle nocciole Collage

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE BY CLICKING HERE

Melighe alla nocciola finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 56

mtc56

Monsu Croissant e Madama Brioss – Croissant alla nocciola (dentro, fuori e tutto intorno) per l’MTC

Credo che tutti voi conosciate, almeno per sommi capi, la storia del Dottor Jackyll e di Mr Hyde: il dottor Jackyll, studiando la psiche e il comportamento umano, comprende che ogni persona è in realtà l’insieme di due differenti anime. Quindi, sperimentando su di sé una pozione di sua invenzione capace di destrutturare l’animo umano, dà origine a Mr. Hyde, la personificazione della sua seconda natura, quella incline al male. Le due identità, che si differenziano totalmente sia sul piano psichico che nell’aspetto fisico, non sono però altro che le due facce della stessa medaglia.

Ecco, dimenticate che io stia parlando di un romanzo scritto quasi 130 anni fa da Stevenson, perché in pratica sto parlando di me in cucina.

Precisa, calma, misurata, cucinare mi rilassa, specialmente le preparazioni di pasticceria che impegnano mente e mani con calcoli puntuali e gesti ponderati. Come per esempio preparare la pasta sfoglia per i croissant, come ho fatto qualche giorno fa: preparare il pastello, preparare il panetto, calcolare i tempi di riposo in modo che coincidano con gli orari di lavoro, procedere con le pieghe, aspettare i riposi della pasta, tagliare, formare quelle piccole e deliziose chioccioline di pasta e attendere che lievitino.

Croissant MTC sfogliatura

Croissant crudi

Quel giorno ho fatto anche una prova di lievitazione (un po’ lenta, ma comprensibilmente, perché le temperature sono più basse) e di cottura, per non aver problemi poi per quelli che andranno in sfida per l’MTC, che finiscono subito in congelatore. La prova è perfetta, la cottura dorata come piace a me, la sfogliatura c’è, anche se è sicuramente migliorabile, ma sono soddisfatta dell’aspetto e del sapore, davvero ottimo. Tutto fa presagire il meglio per la sfida, ma soprattutto per quella colazione della domenica che ho studiato nei minimi dettagli perché fosse speciale.

Croissant MTC collage

La domenica arriva, i croissant sono fuori dal freezer dalla sera prima, mi sono alzata presto per controllare la lievitazione ed è sempre lentina, ma procede. Spennello di uovo, attendo il momento fatidico, spennello ancora e inforno, con la fiducia di chi sa che è tutto perfetto, come studiato. Ed è allora che, complice un momento di distrazione, si consuma il dramma: gli stessi croissant, lo stesso forno, la stessa temperatura, gli stessi tempi, eppure i miei cornetti si abbronzano (eufemismo?) come un vacanziero al primo giorno in Africa nera, senza crema solare.

Ecco allora che la me pacata e serena va a ramengo (che poi sarebbe Aramengo, ma questa è un’altra storia) e arriva Lei, l’Altra, che bestemmia come un turco (che poi chissà perché l’emblema dei bestemmiatori siano proprio i Turchi?), lancia cose a caso in giro per casa, grida come una pazza nonostante siano le 8,30 del mattino (insultando a sfregio i vicini che “tanto mi svegliano gridando tutta la settimana, per una volta lo faccio io”). Non solo i vicini, sveglio, ma anche il Colui che, in queste situazioni, presenta un sangue freddo invidiabile (l’abitudine, cari miei, è l’abitudine) e, pacatamente, cerca di consolarmi, dicendo che non è grave, che nulla è perduto.. ovviamente il risultato è che mi incazzo ancora di più, sbraito minacce casuali contro la pasta sfoglia e, convinta, sbotto in un “Basta! MI butto dal balcone!”.

Ed è a quel punto che esce fuori il suo Mr Hyde: “Eh no, ora stai esagerando! Due croissant un po’ abbronzati e vuoi buttarti dal balcone?! Tu sei pazza!”

In un secondo mi riprendo, torno in me e penso che alla fine, anche se sono un po’ più abbronzati non è una tragedia, perché li devo ricoprire di cioccolato e granella di nocciole.

Ci ho messo 10 minuti buoni a confessargli che volessi dire “LI butto dal balcone”.

Aveva ragione Nanni Moretti: le parole sono importanti.

E così, se in tutti noi si nascondono davvero due anime, anche il mio croissant ha una doppia faccia: la sera della prova è Monsu Croissant, il piemontese trasferito a Parigi, perfetto e dorato, mentre la domenica del “buona la prima” si trasforma in Madama Brioss, un po’ troppo colorata ma buona da morire, anche perché alla pasta di nocciole nel pastello e alla farina di nocciole nel panetto di burro si accompagnano la crema di nocciole e cacao fatta in casa (non chiamiamola Nutella, eh) e una copertura di cioccolato gianduja fuso e granella di nocciole.

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE

Croissant finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 50

bannersept