Si può fare!! Torta di zucca nella Crock-Pot

Chi di voi abbia mai avuto a che fare con un’appassionata di cucina (ma anche un appassionato) sa quanto codesta strana specie di individui abbia un solo Dio, la Caccavella!

Certo, varrà un po’ per tutte le passioni: posso immaginare quanto un giocatore di tennis si commuova di fronte ad un nuovo grip per la propria racchetta, per esempio, e so per certo quanto possa essere maniacale un pittore alla ricerca della tavolozza perfetta. Ma, ancora di più, conosco il giubilo dell’appassionata di cucina davanti ad una nuova caccavella: i gridolini di fronte ad una teglia microforata, i sospiri davanti ad un mattarello regolabile, gli occhi a cuore davanti ad una padella in ferro.

Ecco, se tutto questo è vero, immaginate cosa accada davanti ad una Crock-Pot: addio gridolini, sospiri ed occhi a cuore… benvenuti svenimenti! Era il mio oggetto del desiderio già da un po’: una pentola fatta apposta per le lunghe cotture, che cuoce lentamente e senza bisogno che tu sia davanti ai fornelli a rimestare, perfetta per ragù, spezzatini ed arrosti.

Così, quando la Nital mi ha proposto di provare la Crock-Pot da 3,5 litri, è stato il proverbiale cacio sui maccheroni. E, d’altronde, chi sono io per rifiutare? È maleducazione!

Torta di zucca in crock-pot collage

Così è da questa estate (sì, è perfetta pure d’estate, perché scalda molto meno che avere il fornello acceso) che ho preso a sperimentare, in primis tutte le lunghe cotture che ho citato più in su, ma ho provato tutto quello che mi passava per la mente, dalla ratatouille alle rolatine, dal polpo alla Luciana alla lonza di maiale.

Ovviamente c’è ancora moltissimo da provare, come la genovese, il brodo o il pulled pork… ma una fissa ha sovrastato (e di molto) le altre: cuocere una torta nella Crock-Pot.

Torta di zucca in crock-pot

Così mi sono messa a spulciare di tutto, dai blog ai gruppi Facebook, da Pinterest (una miniera in fatto di ricette per Crock-Pot, anche tante ciofeche immangiabili, vi avviso a priori) ai ricettari, ma niente faceva al caso mio. Tantissimi cobbler, molti brownies, ma nulla che mi ricordasse i dolci di casa, anche perché molte delle ricette viste sul web avevano più o meno un procedimento come questo: “prendi il mix per budino, il mix per torta Vattelapesca XYZ e il mix per Salcazzoqualeporcheria, aggiungi un litro di latte e butta tutto dentro. Ciao”.

Ecco, non proprio la mia idea di torta casalinga.

Ma se la Crock-Pot non va alla torta casalinga, la torta casalinga va alla Crock-Pot.

Ed è così che mi è venuta in mente una torta super-autunnale che mia mamma prepara ogni anno, una torta molto umida e compatta a base di polpa di zucca con gli amaretti, il cacao e il cioccolato, che io adoro. L’unico problema è che mia mamma fa tutto ad occhio, dolci compresi (che prepara assai di rado, se devo dirla tutta).

[Lascio qualche secondo di pausa affinché le amiche appassionate di pasticceria possano riprendersi da questo duro colpo. Sì, ho proprio detto “dolci” e “ad occhio” nella stessa frase].

Quindi, dopo una telefonata per riuscire almeno a strapparle l’elenco ingredienti e una buona dose di sperimentazione per riuscire a trovare la quadra, ecco il mio tesoro: la torta di zucca nella Crock-Pot!!

E sì, SI PUÒ FARE!! Anzi, viene perfettamente umida e ricca come piace a me!

Torta di zucca in crock-pot finale

TORTA DI ZUCCA NELLA CROCK-POT –> SLOW COOKER PUMPKIN CAKE: DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE

Torta di zucca slow cooker primo piano

 

 

Pesche al cioccolato 2.0 per l’#italianelpiatto

Eccoci ad un nuovo appuntamento con L’Italia nel piatto, a tema insalate e piatti freddi.

Niente di più gradito, visto che il caldo di questi giorni mi ha portato nel tunnel della cucina senza cucina e, dopo i tartufi di ricotta per l’aperitivo, oggi vi propongo una macedonia molto piemontese, perfetta per il fine-pasto, ma anche per una merenda golosa.

L’ingrediente principale di questa “ricetta” sono le pesche di Canale, produzione tipica di questa zona del Roero: pesche a pasta gialla, con la buccia pelosa e dolcissime, quest’anno in particolar modo (il caldo a qualcosa servirà pure?). Ho deciso di partire da un ingrediente assai tipico del Piemonte, vista la diffusione della sua coltivazione nella zona del cuneese (sia nel saluzzese che nella zona del Roero), e di creare una semplicissima macedonia, in cui però i gusti piemontesi si distinguessero chiaramente.

Ho voluto ricreare, quindi, un abbinamento molto caro alla tradizione locale, quello che potete gustare nelle nostre pesche ripiene: alle pesche, quindi, si accompagnano gli amaretti, il liquore all’amaretto e del cioccolato, in questo caso la granella di fave di cacao ricoperta di cioccolato fondente Domori, che ben bilancia la dolcezza d’insieme.

 Macedonia

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE BY CLICKING HERE

Macedonia finale

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Ecco i miei compagni di avventura:

Valle d’Aosta: non partecipa

Trentino-Alto Adige:Insalata di cavolo cappuccio e mela al cumino

Friuli-Venezia Giulia: non partecipa

Lombardia: non partecipa

Veneto: non partecipa

Emilia Romagna: Insalata di pesche con songino, noci e Parmigiano Reggiano  

Liguria: Insalata di pasta e polpo 

Toscana: Prosciutto e fichi con gelato al tartufino del Mugello

Marche: non partecipa

Umbria: Fagiolini all’agllio e mentuccia

Abruzzo: Insalata di patate e rucola 

Molise: Insalata con caciocavallo di Agnone, frutta secca e miele di castagno

Lazio: non partecipa

Campania: non partecipa

Basilicata: Non partecipa

Puglia: Non partecipa

Calabria: Antipasto freddo alla calabrese 

Sicilia: non partecipa

Sardegna: non partecipa

Il nostro blog

Un breve ritorno in Piemonte: pesche ripiene

Le vacanze veronesi-berlinesi sono ahimè finite, e sono state splendide: Verona (dove abbiamo fatto base verso Villafranca, dove siamo andati al concerto di Ben Harper, al cui ricordo ho ancora la pelle d’oca, ma vi racconterò) è una città pacata, di una bellezza delicata e sottile, mentre Berlino è una città ricca di storia recente, piena di vita, di modernità, di movimento. Al più presto vedrò di mostrarvi delle foto della mia vacanza, appena avrò modo di riordinarle, e di riordinare i miei ricordi di conseguenza… prometto che presto vi racconterò per immagini e parole questi viaggi e le emozioni che mi hanno lasciato, ma probabilmente avverrà dopo (o durante, chissà?!) un’ultima (o penultima?! Sono molto criptica, oggi) vacanza insperata e marittima ad Albenga, in cui mi ripropongo di dedicarmi al mare, al relax e alla disintossicazione dal cibo berlinese (non vi preoccupate… vi racconterò anche le cose indicibili che sono riuscita ad ingurgitare).

Ma, prima di ripartire, non potevo che lasciare una ricetta che sottolinei questa giornata di ritorno a casa, con un dolce tipico (che più tipico non si può) dell’estate made in Piemonte: le pesche ripiene di amaretti e cacao.

Metto subito le mani avanti: essendo una ricetta tradizionale e famigliare, ci sono milioni di versioni e quasi tutte non si basano su delle quantità prestabilite, ma vanno molto “ad occhio“. Io cercherò di dare delle indicazioni di massima, ma poi si tratta, come sempre, di gusto e preferenze. C’è una certezza, in tutto ciò: comunque vi venga il ripieno (troppo molle, troppo duro, poco dolce, troppo dolce) il risultato, una volta uscito dal forno e raffreddato, sarà divino…. E non è cosa da poco.