Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere – Tozzetti di frolla all’olio al limone e mandorle

Vi avevo lasciato l’ultima volta con delle paste di meliga alle nocciole coperte di cioccolato fondente come prima proposta per l’MTChallenge di questo mese, dicendovi che erano dedicate a Juri, uno dei due giudici di casa Acqua e Menta.

Non può quindi mancare la proposta n. 2, quella per Dani. Anche perché, visto che ormai lei è una presenza costante nella mia vita (ci sentiamo minimo 3-4 volte al giorno), non potrei proprio farle un’offesa del genere!

E quindi, se prima ci son stati i biscotti maschili, è arrivato il momento di quelli femminili (e non mettiamo in mezzo le polemiche gender, che non è questo il mio intento)! Il mio punto fermo era la frolla all’olio: vista la dedica a Dani, non potevano certo avere il burro! Poi mi sono lasciata guidare dalle suggestioni del post che ha portato Acqua e Menta alla vittoria, dal loro cuscus alla trapanese: così ho puntato verso sud, verso la Sicilia, da cui ho preso in prestito gli agrumi, in questo caso i limoni, e le mandorle, gioiello di Trinacria.

Limone e mandorla è un abbinamento al quale non avevo mai pensato, eppure questi due ingredienti sembrano fatti l’uno per l’altra: l’aroma appena pungente dell’uno esalta la dolcezza dell’altra, che tiene però le redini dell’equilibrio del gusto [ci leggete qualche risvolto psicologico nei rapporti fra giovani uomini e giovani donne (cit.)?  Malpensanti].

Se l’altro era un biscotto maschile, più deciso, netto, questo è un biscotto “da donne” (che, premetto, secondo me vuol dire tutto e non vuol dire niente), più morbido, in cui quelli che paiono contrasti di gusto si fondono tra loro creando un tutt’uno che non potrebbe esistere altrimenti. È così che ho imparato a conoscere la Dani: è stakanovista, ma sa godere dei piaceri della vita, è decisa in ciò che fa e sa quel che vuole, ma è una persona dolcissima e sempre disponibile. Possono sembrare tratti molto diversi, quasi inconciliabili, e invece contribuiscono tutti a renderla quel che è, senza che si riescano sempre bene a vedere i contorni fra questi tratti.

È come per questo biscotto: dovete aguzzare la vista ed il palato per “leggere” le singole parti.. ma ha poi importanza, quando è la totalità a conquistarvi?

E allora fatevi conquistare.. sto parlando dei biscotti, eh?! (che a furia di far l’elogio della Dani, non vorrei incorrere nell’ira funesta di Juri)!

Tozzetti limone e mandorle

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Tozzetti limone e mandorle finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n.56

mtc56

Insalata russa.. e Buon Natale

Scrivo il giorno di Natale, perciò non so quanti leggeranno, impegnati in preparativi e spacchettamenti, ma ci tengo a farvi i miei auguri di Natale.

E quale modo migliore, se non lasciarvi la mia ricetta dell’insalata russa, l’antipasto principe sulle tavole delle feste, almeno qui in Piemonte?

Per me non c’è nulla di meglio, quindi… ecco i miei personalissimi auguri per un sereno Natale, da passare con chi amate, naturalmente a tavola.

Insalata russa blog

Semolini fritti con cuore di formaggio per la Swiss Cheese Parade

Così come mi piacciono le cene a tema, non posso che adorare i contest a tema, in cui ci si confronta e ci si sfida su un terreno comune, dando origine ad una moltitudine di ricette diverse.

Quindi, quando ho visto il secondo contest indetto dai Formaggi Svizzeri in collaborazione con Tery di Peperoni e Patate non ho potuto tirarmi indietro, soprattutto quando ho visto il tema del contest, cioè l’idea di creare una virtuale Swiss Cheese Parade, una parata di ricette di cibo da strada a base di Sbrinz e di Gruyère.

Quando mi si dà un tema, è inevitabile, cerco sempre di giocare in casa, di cercare una soluzione che si avvicini al mio territorio. Io amo il mio Piemonte e la sua meravigliosa cucina, ma ammetto che in quanto a cibo da strada non siamo proprio all’avanguardia. Oh, sarà che qui fa freddo e non è che possiamo mica star lì a mangiar per strada e a congelarci le dita, vi pare? [Però, sappiatelo, se a gennaio vedete a Torino qualcuno che con una certa disinvoltura lecca un cono gelato, avrete trovato un torinese (anche adottivo, ma pur sempre torinese)]

Però volevo assolutamente mettere in campo qualcosa del mio Piemonte, e così ho pensato ad uno dei grandissimi classici della mia regione, al fritto misto di carne e verdure (mai provato?! Dovete rimediare!), e in special modo alla parte dolce del fritto misto, che comprende mele, amaretti, pavesini e, soprattutto, semolini fritti.

Ecco, i semolini dolci fritti sono un’esperienza quasi mistica: una semplicità incredibile per una bontà oltre ogni misura. Così sono partita da lì e ho cambiato, anzitutto il dolce col salato (e ci ho pure fatto la rima). Ma, a pensarci bene un semolino salato è uno gnocco alla romana, se messo in teglia con burro e Parmigiano.. ma  io non l’ho messo in teglia, e non ci ho messo nè burro nè Parmigiano.

Insomma, ho preso un semolino dolce, ci ho tolto lo zucchero e messo il sale e ho ottenuto uno gnocco alla romana, a cui ho tolto burro e Parmigiano per metterci Sbrinz grattugiato e un cuore di Gruyère, per poi impanarlo e friggerlo come un semolino dolce piemontese…

Forse ho una crisi d’identità, ma è uno gnocco svizzero-piemontese o un semolino romano fritto in Svizzera?

La crisi d’identità c’è, ma qualsiasi sia il suo nome, vi assicuro che è di una semplicità disarmante e di una bontà inenarrabile. Ah, giusto, è pure sfizioso, perfetto per un aperitivo o per essere mangiato, rigorosamente con le mani, in mezzo alla via.. se non fa troppo freddo.

Semolini fritti per Swiss Parade collage blog

Semolini fritti blog

Con questa ricetta partecipo al contest Swiss Cheese Parade

Swiss Cheese Parade