Ode ai nuovi stimoli – Blitz di mele senza glutine

Tra i miei innumerevoli difetti (sono permalosa, disordinata, ho la coda di paglia, sono irosa.. se volete posso continuare; quanto tempo avete a disposizione?!) non si annovera certamente la staticità. Mai ferma, sono più le esperienze fatte in questi pochi (sono pochi, guai a chi osi contraddirmi) anni di vita che i capelli che ho in testa.

Non ce la faccio proprio a stare immobile: che sia un cambio di direzione lavorativa o “solamente” fare mille cose tutte insieme, devo cercare sempre nuovi stimoli, anche a costo di esagerare, e finire per avere più giorni occupati rispetto a quelli che fisicamente sono sul calendario.

Così, per esempio, dopo un diploma al classico, una laurea in storia dell’arte, un blog in fermento e un lavoro che nulla ha a che fare con ciò che vi ho appena detto, quest’anno ho deciso di intraprendere quella che spero rappresenti una svolta epocale: un master in marketing e comunicazione.
E questo che c’azzecca?“, vi chiederete voi. Ci azzecca eccome, visto che la passione per la comunicazione l’ho scoperta proprio scrivendo qui sopra, a tutti voi che avete la pazienza di leggermi.
Alterkitchen è decisamente stato uno dei maggiori stimoli a cercare di migliorarmi continuamente e costantemente: nella ricerca di fonti e ricette, nella scrittura, in cucina, nella fotografia, nella gestione pratica del sito e dei social media (aspetto che amo e su cui spero di concentrarmi sempre di più).

Ed è proprio al master che ho trovato un nuovo stimolo quando, volendo portare una torta a lezione (per i compagni, eh, mica per fare la secchiona che porta la mela alla maestra) e avendo una compagna celiaca, ho colto la palla al balzo, sperimentando finalmente un po’ di bei dolci naturalmente senza glutine che, fatti in casa, sono buoni tanto quanto quelli a cui siamo abituati. E quando si parla di dolci senza glutine per me c’è una sola guru: Gaia, aka La Gaia celiaca (che mica per caso ha scritto Il dolce gluten free. Pasticceria senza glutine fatta in casa), da cui ho tratto la ricetta di questo blitz di mele senza glutine. Risultato? Non solo sfido a riconoscere che sia un dolce senza glutine, ma il giudizio in casa mia è stato “è pure più buona di quella che fai di solito”. Tiè, alla faccia mia!

Provare per credere.. e poi riprovare, perché finisce subito (e non solo quando si è in 16 a mangiarla).

Blitz di mele GF

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE BY CLICKING HERE

Blitz di mele GF finale

Chapeau, monsieur Bonet!

Foto della redazione di Siamo Donne

Eccomi alle prese con la prima ricetta tipicamente, ma proprio proprio tipicamente piemontese: stiamo parlando di un gran dolce della tradizione, forse IL dolce piemontese per eccellenza, ovvero del Bonet (che, per chi non lo sapesse, si legge “bunét“). Il Bonet che io conosco è tipicamente langarolo ma, essendo un dolce diffuso in tutta la regione, ne esistono differenti varianti, alcune delle quali comprendono anche l’utilizzo del caffè, altre sostituiscono il rum con il Marsala. Come tutti i dolci dal nome dialettale, questo dolce porta con sé delle storie: perché, infatti, il Bonet si chiama così?

Il “Bonet” in dialetto piemontese (non saprei dire di che zona, però) è un berretto schiacciato, ed esistono due spiegazioni del perché si sia scelta proprio questa parola per indicarlo. La prima interpretazione è legata al fatto che il dolce venga tradizionalmente cotto in uno stampo a forma di tronco di cono, che ricorderebbe, appunto, quella di un berretto schiacciato. La seconda spiegazione, invece, è molto più pragmatica, e si legherebbe al “ruolo” del Bonet nel corso del pasto, poiché esso viene servito “a cappello” del pasto stesso.

Il primo significato è maggiormente attestato, ma non ci sono certezze vere e proprie.. il fascino di queste storie forse risiede nel fatto che ci sia della verità  in ognuna di esse, ma che non sia possibile identificarne solamente una come vera.

Sia come sia, io di una cosa sono certa: questo dolce è fantastico! Non è un budino al cioccolato, come alcuni erroneamente lo definiscono, ma è molto, molto di più: è un tripudio di gusto, intenso e delicato insieme, in cui l’amaretto sposa il cacao, il rum e il caramello, in cui ogni sapore esalta il precedente e prepara al successivo.

Anche la sensazione “tattile” al palato è esaltata dal connubio fra la densità  del caramello, la “budinosità ” del Bonet e la lieve croccantezza dell’amaretto. Insomma, per me è un dolce ricco, delicato ed elegante (sì, anche un dolce al cucchiaio può avere la sua eleganza, e che diamine!), che ha alle spalle una solida tradizione (quanto mi piacerebbe provare a farlo nel “putagé” -ovvero una cucina e stufa a legna) e che permette di gustarsi il Piemonte in un boccone!

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE BY CLICKING HERE

Aggiornamento dell’11/11/2011

Ecco qui la video ricetta realizzata insieme alla redazione di Siamo Donne.