Venerdì pesce – Risotto con i polipetti

Tradizionalmente il venerdì è sempre stato il giorno dell’astinenza dalle carni (no, non in quel senso) e, anche se non mi ci attengo certo per osservanza ai dettami della Chiesa, trovo che sia una buona “scusa” (non me ne vogliano i credenti) per rispettare un concetto molto più laico ed incredibilmente più attuale, quello del consumo consapevole della carne.

Io non sono vegetariana, tanto meno vegana, e non credo in queste due tipologie di alimentazione, anche se le rispetto, molto più la prima che non la seconda, se proprio dovete strapparmelo dai denti. Credo che la specie umana sia onnivora per sua natura e che tale dovrebbe rimanere, ma ritengo che dovremmo toglierci i tubi di Mortadella dagli occhi (non le fette, i tubi) e metterci una mano sulla coscienza, viste le disumane tecniche di allevamento intensivo e tenendo conto di ciò che esse comportano in termini di inquinamento e di eccessivo sfruttamento delle (già abusate) risorse idriche.

Credo molto in un consumo critico della carne, che ne riduca la quantità e ne aumenti la qualità.

Ridurre la carne significa solamente sostituire a queste proteine quelle derivanti da pesce, uova, latticini e legumi, contribuendo anche ad una dieta più variegata ed equilibrata. Insomma, ci guadagna il pianeta, la nostra salute e pure il gusto.

Quindi bando alle ciance, e prepariamo un bel risotto con i polipetti per questo venerdì sera!

Risotto con polipetti

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Risotto con polipetti finale

I piatti di una volta – La trota in carpione per l’Italia nel piatto

Siamo giunti al 16 giugno, ad uno dei due appuntamenti mensili con L’Italia nel piatto, oggi dedicato alle sagre di pesce e ai piatti di pescato.

Capirete bene perché l’argomento mi abbia gettato un filino nell’angoscia: non è che proprio i Piemontesi brillino in piatti di pescato.. strano, eh?!
Certo, uno degli ingredienti che caratterizzano tanti piatti della nostra cucina sono le acciughe, ma la storia del perché questo ingrediente sia diventato così importante per noi non ha nulla a che vedere con la pesca.

Così, senza mare alle porte, non ci rimane che qualche pesce di acqua dolce, tinche e trote soprattutto. E così ho pensato ad un piatto che caratterizza moltissimo la tradizione piemontese, il carpione. Il carpione prende il nome dall’omonimo pesce per la cui conservazione era stato in origine preparato, ed è un intingolo composto da diversi elementi (sicuramente l’aceto e la salvia, con significative variazioni sul tema) che viene versato ben caldo su elementi precedentemente fritti, in modo da insaporirli e, una volta raffreddati, da favorirne la loro conservazione nel tempo. Questo piatto è diffusissimo in tutta la regione (soprattutto nelle zona di campagna) come antipasto o come secondo, ma il successo di questa tecnica è testimoniato dalla diffusione capillare di piatti cugini, come la “giada” in Liguria, il “saôr” in Veneto, gli “scapece” nelle coste adriatiche e ioniche.

Il carpione piemontese originale (specialmente quello delle Langhe) era a base di olio, aglio, aceto e salvia; ora invece è più utilizzato quello che vede le cipolle al posto dell’aglio (che non sempre scompare, ma che non è più protagonista) e il vino bianco al posto dell’olio. Naturalmente, come per tutti i piatti tradizionali, esistono centinaia di variazioni sul tema, e la mia proposta è solo una delle tante, ma è un modo diverso dal solito, gustoso e fresco per mangiare il pesce (anche quello d’acqua dolce, che non sempre rientra fra le nostre preferenze in fatto di pesce).

Naturalmente non solo il pesce, ma (quasi) tutto può essere preparato utilizzando il carpione, e non è un caso se fra gli antipasti più in voga dell’estate piemontese ci sia la carpionata mista, dove potreste trovare di tutto un po’: sicuramente le zucchine, ma anche cotolette, uova all’occhio di bue, polpette, pollo e chi più ne ha più ne metta, di una semplicità e bontà totale: provare per credere.

Fonti: Ricette di osterie di Langa di Armando Gambera, 1992 Slow Food Editore
La cucina del Piemonte collinare e vignaiolo di Giovanni Goria, 1992 Tarka

Trota in carpione

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Trota in carpione finale

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… e adesso i miei compagni di avventura:

Trentino-Alto Adige: non partecipa

Friuli-Venezia Giulia: Tris di Regina di San Daniele

http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/tris-di-regina-di-san-daniele-per-litalia-nel-piatto 

Lombardia: Trota saporita alla gardesana

http://www.kucinadikiara.it/2015/06/trota-saporita-alla-gardesana-per.html

Veneto: Spaghetti con acciughe e barba di frate

http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/06/spaghetti-con-acciughe-e-barba-di-frate.html

Valle d’Aosta: Il pesce di montagna

http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/06/valle-daosta-n…ce-in-montagna.html

 

Liguria: La sagra dello stoccafisso e il cappuccino di stocco http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/06/litalia-nel-piatto-la-sagra-dello.html

Emilia Romagna: La sagra del pesce a Gorino di Goro http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/06/sagra-del-pesce-gorino-di-goro-per.html

Lazio: non partecipa

Toscana: Spaghetti con le vongole (alla livornese)

http://acquacottaf.blogspot.com/2015/06/spaghetti-con-le-vongole-alla-livornese.html

Marche: non partecipa

Abruzzo: Spaghetti alla chitarra con vongole veraci e ceci

http://ilmondodibetty.it/spaghetti-alla…-veraci-e-ceci

Molise: La scapece molisana

http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/06/scapece-molisana-i-misteri-di.html

Umbria: Trota al tartufo

http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/06/trota-al-tartufo.html

Basilicata: non partecipa

Campania: Spaghetti Scampi e Telline

http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/06/spaghetti-scampi-e-telline.html

Puglia: Polpo con le patate al forno

http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/06/cucina-pugliese-polpo-con-le-patate-al.html

Calabria: Quadaru ‘i pisci

http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/06/quadaru-i-pisci.html

Sicilia: Turbante di pesce bandiera

http://www.burroevaniglia.it/2015/06/turbante-di-pesce-bandiera.html

Sardegna: non partecipa

Il nostro blog – http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Un’idea per il week-end: Cavatelli al ragù bianco autunnale di salsiccia e funghi

Mi ero appena abituata all’idea dell’autunno, alle foglie gialle, rosse e marroni che cadono dagli alberi, alla prima sciarpina, a tirar fuori collant e stivali e … taaaaac, torna il bel tempo.

Via la canottiera che aveva fatto la sua timida comparsa, via il pigiamone-one-one (naaa, quello no, che casa mia è fredda e poi mi ammalo), via giubbotto di pelle appena inaugurato e torno a godermi un po’ di sole e di “caldo”.

Però ormai mi ero talmente affezionata all’idea di un ragù autunnale, bianco, di sola salsiccia, con qualche fungo secco a dare gusto e profumo, che non ho proprio saputo resistere e così, bello o brutto il tempo, me lo sono preparato (e pappato).

Spero che piaccia anche a voi, e che possa essere una buona idea per un piatto non troppo elaborato e gustoso da proporre nel fine settimana.

Cavatelli ragout blog

Cavatelli ragout finale blog

La trippa tosco-romana di Nila ed Ermete per l’MTC

Faccio outing: io amo la trippa.

La amo da sempre, la adoravo anche da piccina, specialmente con le patate che andavano ad assorbire tutto l’intingolo rossastro in cui aveva cotto la carne.

E la amo, forse ancor di più, oggi, a gusti ormai formati, e attendo la serata trippa come si attende un giorno di festa.

Per questo, quando ho scoperto che la sfida dell’MTC scelta da Cristiana verteva sul quinto quarto, ho gioito, e ho saputo fin da subito quale sarebbe stata la mia ricetta per la sfida.

C’è un errore nella frase precedente, e sta in quel mia.. questa ricetta, infatti, è dei nonni del mio compagno, Nila ed Ermete, toscana dell’Elba lei, romano lui, e la loro trippa è ormai per me un vero avvenimento. Lo è perché quella cena (sempre rigorosamente di giovedì) si programma con settimane di anticipo e perché ogni cena è motivo di aggiustamento delle dosi, alla ricerca della quantità perfetta che, chissà perché, è sempre in aumentare (è così buona che siamo arrivati a programmare un prossimo di acquisto di 2,5 kg di trippa per 5 persone.. non ci giudicate, voi non sapete).

La ricetta, quindi, è la loro, ed ho scoperto che è impossibile affermare se sia una preparazione alla toscana o alla romana, a meno di non originare una sanguinosa faida famigliare. Accontentatevi quindi della mia definizione, “tosco-romana”, e di sapere che è davvero una delle trippe più buone, morbide e succulente che io abbia mai assaggiato, e sappiate gustare insieme a me, oltre a questo favoloso piatto, la fortuna di poter apprendere le ricette tradizionali dalla viva voce dei nonni, che non saranno i miei, ma ormai è proprio come se lo fossero.

 

Trippa blog


Trippa finale blog

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 38

Io rinascerò pollo a primavera – Rollè di pollo e asparagina per il #GFFD

[Scusate la citazione del titolo.. una stupidata, ma mi piaceva troppo]

Dopo ben tre post dedicati al racconto di viaggi ed esperienze emozionanti, finalmente torno a cucinare, e ho deciso di farlo con qualcosa di leggero e adatto a questa primavera che, come diceva qualcuno, non bussa, lei entra sicura.

E con lei si affollano tutti quegli ortaggi verdi verdi che riempiono di gusto e di vigore i nostri piatti, anche quelli più leggeri, come questo rollè di pollo e asparagina, visto da Marina un annetto fa e da allora riproposto più volte sulla mia tavola, soprattutto in periodi di dieta o depurazione (come, che so, se nel giro degli ultimi 4 giorni aveste assaggiato più vini di quanti riusciate a ricordare).

Veloce da fare, gustosa eppure leggera, è una ricetta perfetta per questa primavera; io qui ve la propongo con un contorno semplicissimo di carote saltate in padella con uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino, ma andrà bene anche una fresca insalatina o qualsiasi contorno di vostro gusto.

Rollè di pollo finale blog

Rollè di pollo blog

Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri) Day

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Oggi (non) cucino io – Il polpettone

 Ahhh, l’indicibile soddisfazione, ogni tanto, di non cucinare.

Di mollare gli ormeggi e lasciar fare a qualcun altro.

Soprattutto se quel qualcun altro è pure bravo a cucinare, ma da quando ti conosce si è un po’ adagiato preferendo la comodità di trovar pronto alla soddisfazione di fare con le proprie mani.

Questo polpettone non l’ho fatto io. Certo, ho partecipato di quando in quando, dopo gli ennesimi “Ma dov’è il pangrattato?” “Ma una terrina per l’impasto, dove la trovo?”. Ma il mio merito finisce qui, lo giuro.. il resto è farina del suo sacco.

Ormai per me questo polpettone era una chimera… penso di averne sentito tessere le lodi dal primo appuntamento (beh, oddio, magari proprio dal primo no, ma diciamo dal terzo) e ormai, dopo due anni, cominciavo a disperare che l’avrei mai assaggiato, il famoso polpettone della nonna paterna, quello con il ripieno di frittata e di prosciutto cotto.

E invece mi ha stupita

Ditelo con un fiore è roba vecchia… ditelo con un polpettone, magari con delle carotine di contorno.

Polpettone fetta blog


Polpettone finale blog