Cosa resterà di questi anni ’80 (bis)? Tartine con crema di mandorle alle olive e capperi

Uno dei simboli della tavola delle feste anni ’80, insieme al cocktail di gamberetti (a cui, non a caso, avevo dedicato un post dal medesimo titolo) e agli antipasti in gelatina, sono proprio loro: le tartine!

Io gli anni ’80 li ho vissuti solo “di striscio”, troppo piccola per ricordarli appieno nel loro fulgore, ma devo dire che l’inizio degli anni ’90 ha subito abbastanza l’onda d’urto del decennio precedente, quindi ricordo anche io le mie prime feste con tripudi di tartine, canapé e mousse di ogni genere e sorta.

Che poi, oggi stiamo tutti a guardare con orrore questo passato un po’ trash, ben lontano dalle gastro-fighettismo del finger food moderno e concettuale, ma ad una tartina ben fatta io fatico a dir di no, anche ora. Che sia una tartina di pan brioche con maionese al pistacchio e straccetti di mortadella ultra-moderna (cosa che mi è capitato di mangiare ad un battesimo recentemente, e che al solo pensiero mi dà ancora grandi emozione –leggasi lacrime di commozione) o che sia una “banale” tartina di pan carré (buono e ben tostato, mi raccomando) spalmata di un buon burro di malga e una acciuga sopra (mamma mia, quanto mi rivelo piemontese, con questa affermazione).

Ultimamente, grazie a mia mamma e alle sue incursioni sul sito di Sale & Pepe, ho scoperto questa semplicissima crema di mandorle con olive e capperi, e non ho resistito al fascino perverso della tartina. Ho anche voluto presentarla su una di quelle alzatine in vetro (che poi sarebbero dei porta-frutta) che crea quel mix assolutamente vintage che vi farà rimpiangere di aver gettato via le spalline e gli scaldamuscoli, perché avreste voglia di andarli a recuperare prima di subito!

PS. Nel caso potesse interessarvi, secondo me questa crema va benissimo anche per condire un bel piatto di pasta, con un po’ di mollica atturrata, poi… è la morte sua!

Tartine con crema di mandorle alle olive e capperi

Ingredienti (per 4 persone)

  • 60 g di mandorle pelate
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 10-12 foglie di basilico
  • 1/2 spicchi di aglio
  • 2 cucchiai di olive verdi denocciolate
  • sale q.b
  • pepe q.b.
  • olio extra-vergine q.b.
  • 4 fette di pan carrè o pane per tramezzini
  • granella di mandorle per guarnire

Procedimento

  1.  Mettete nel bicchiere del frullatore le mandorle, l’aglio, le olive, i capperi e il basilico. Aggiungete sale e pepe a piacere.
  2. Cominciate a frullare, aggiungendo via via olio extra-vergine, finché non otterrete una crema liscia e densa.
  3. Eliminate la crosta del pane (se usate il pan carrè), quindi tagliate in triangoli le fette di pane e fatele tostare sotto il grill del forno (o in padella) fino a doratura.
  4. Spalmate con la crema di mandorle alle olive e capperi, quindi guarnite con la granella di mandorle.

Con questa ricetta partecipo alla giornata delle mandorle del Calendario del Cibo Italiano

La mezz’ora ai fornelli di cui non vi pentirete – Pipe con yogurt, piselli e feta

Tempo fa vedo la ricetta di una pasta con piselli, yogurt greco e feta dalla Fede, vedo che la ricetta originale è di Ottolenghi, tratta dal mio amatissimo libro Jerusalem (che non smetterò mai di consigliare, sappiatelo) e mi chiedo subito come diavolo mi fosse potuta sfuggire una ricetta del genere, stravagante (lo yogurt per condire la pasta?), veloce, fresca, colorata.

Corro subito a prendere il libro, lo apro alla pagina giusta, e noto in alto a destra un bel post-it commemorativo: non mi era sfuggita, semplicemente non l’avevo ancora provata.
Strano?! Assolutamente no, visto che praticamente la mia copia di Jerusalem pare un cimitero di post-it, e non so mai da quale iniziare, da tanto che mi ispirano tutte, le sue ricette.

Ma questa ve la consiglio al volo e dal profondo del cuore, perché sarà una mezz’ora di fuochi accesi (una pentola per la pasta, un pentolino per i pinoli), fra bollore dell’acqua e cottura della pasta, ma sarà una mezz’ora che non rimpiangerete, perché metterete in tavola un piatto di pasta che mai vi sareste sognati di preparare, di una semplicità imbarazzante, e la cui freschezza e bontà vi ruberanno il cuore.

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE

Pasta con yogurt, piselli e feta finale

Paccheri alla (a)Norma(le) per l’#MTC48

Pummarola, croce e delizia tutta Italiana.

Che poi, se ci pensiamo un attimo, è incredibile che un alimento che tanto caratterizza la nostra cucina (soprattutto quella del centro e sud Italia) e che così profondamente rappresenta il nostro modo di stare a tavola faccia in realtà parte della nostra storia da “pochissimo” tempo (e, se avete qualche minuto di tempo, su MTChallenge trovate la storia del pomodoro, raccontata da me medesima).

Il posto che occupa il pomodoro nella mia identità culinaria è quasi pari a zero.. d’altronde, son Sabauda mica per nulla; nella cucina di casa dei miei (e, di conseguenza, nella mia) di rado si vede una conserva di colore rosso, ancor meno un semplice sugo al pomodoro, un po’ più spesso il ragù, ma rigorosamente appena appena rosato.

Però (come sempre) c’è un però, e si chiama pomodoro fresco: datemi dei bei pomodori (Pachino, ciliegini, Piccadilly), uno spicchio d’aglio, dell’olio buono, una cottura veloce, e allora sì che ne riparliamo.

Per questo, dopo una normale diffidenza iniziale per questa sfida n. 48 dell’MTChallenge, che sembra facile ma facile non è (questa la sfida nella sfida lanciata da Paola di Fairie’s kitchen), mi sono lanciata sulla tradizione, non quella piemontese (la pummarola solo in cartolina) ma su un piatto siciliano che io amo ed adoro, la pasta alla Norma.

Ma, prima che l’universo mondo, siciliano e non, si ribelli con picche e forconi alla mano, mi sono tutelata, e siccome la tradizione io l’ho presa e l’ho piegata alle mie esigenze, è diventata una pasta alla (a)Norma(le)  (…ogni riferimento è assolutamente intenzionale -vedi sotto)

Abnormal

Insomma, niente sugo a lunga cottura, al posto delle melanzane le zucchine (che qui cominciano timidamente a fare capolino) – sempre fritte però- e al posto della ricotta salata il pecorino romano DOP (che con le zucchine sta alla perfezione).. il risultato per me è delizioso, ma dovrete provare per credere.

Paccheri collage

Download the English recipe (pdf) by clicking here

Paccheri finale

Con questa ricetta partecipo all’MTChallenge n. 48

banner

Incontestabilmente tu! Cheesecake con cagliata di capra e ricotta home-made, guscio di paste di meliga e composta di fragole al profumo di basilico

Tre giorni fa, grazie all’AIFB, ho scoperto l’esistenza di questo contest, dal titolo Incontestabilmente  tu, organizzato dal Digital Festival in collaborazione con la Piazza dei mestieri di Torino.

Un contest tutto torinese, con showcooking dei finalisti in Piazza Castello, per dire, ed io che a Torino ci vivo me lo stavo per perdere.. robe da pazzi!

Il regolamento è semplice, preparare un piatto (primo, secondo o dolce) utilizzando almeno due dei tre ingredienti selezionati dalla giuria. Sono andata sul sito, ho letto gli ingredienti per il primo, quelli per il secondo, ma appena sono arrivata al dolce ho saputo di essere arrivata, e che il mio sguardo non sarebbe tornato indietro. Gli ingredienti erano latte di capra, fragole e farina di monococco (o Enkir).

In quell’istante, al primo sguardo, ho saputo esattamente cosa avrei fatto, perché era da un anno che ci giravo intorno: sapevo che avrei fatto una cagliata casalinga di latte di capra e che avrei fatto la ricotta, per poi buttarmi a capofitto nella produzione di una cheesecake. E non è tanto per dire, davvero la sognavo da un anno, da quando ho visto questa torta della Patty in un vecchio Starbooks.

E finalmente l’ho fatta, ma l’ho fatta a modo mio e me ne sono innamorata perdutamente: il guscio è di paste di meliga, il biscotto piemontese che più amo (qui e qui la ricetta per farle da voi), il ripieno è un’ode all’auto-produzione che, a partire da un prodotto di altissima qualità, il latte di capra di razza Roccaverano, mi ha permesso di ottenere una cagliata a dir poco divina, idem la ricotta, fatta con siero di capra e latte vaccino. L’acidità di questi latticini fatti in casa (cagliati grazie al succo di limone) è bilanciata perfettamente dalla dolcezza del cioccolato al latte e dall’intensità della composta di fragole, profumata al basilico.

Una cheesecake che sa di primavera e che ammicca all’estate, una cheesecake che rimarrà a lungo nel mio cuore.

PS. Se vi piace la mia ricetta e volete votarla, cliccate qui e poi potrete mettere il vostro like utilizzando il profilo Facebook.

Cheesecake intera blog

Cheesecake finale blog

Un’insalata di ceci che profuma d’estate, con zucchine grigliate, olive taggiasche, sedano, pomodorini, menta e basilico

Riecchime! Ogni volta riesco a superare me stessa in quanto ad assenza.. ma non è ingiustificata, lo giuro. In questo periodo, infatti, vivo con un piede in due case, dovendo fare da dog-sitter al cane dei miei (beh, è lì che ha la residenza) che, ormai in piena crisi di identità canina, vive col guinzaglio sempre al collo.

Insomma, spesso e volentieri dormo in una casa, a pausa pranzo sono nell’altra e a cena … Dio provvederà! Ovviamente la macchina fotografica si trova sempre nella casa sbagliata, ma possono esserlo anche pentole e cibarie (una goduria andare avanti e indietro con borse e borsoni). Dicono che sia bello avere due case, ma non fatevi fregare, ciò è vero solo se la seconda è una casa di villeggiatura, possibilmente al mare o in montagna.

In ogni caso è un periodo intenso in cucina e, incredibile ma vero, ogni tanto riesco persino a scattare qualche foto (quando mi trovo nella stessa location della macchina fotografica)… anche perché c’è un nuovo meraviglioso ingresso in famiglia: un obiettivo fisso 50mm Nikon. Presto vi farò federe i risultati, e mi auguro che ciò comporti dei miglioramenti.. ma questo sarete voi a dirlo!

Nel frattempo, però, se siete alla ricerca di un modo estivo per mangiare i legumi, siete nel posto giusto: una bella insalata di ceci con aggiunta di zucchine grigliate, pomodorini, olive taggiasche, con una bella aggiunta di basilico e menta… moooolto estivo, provare per credere!

Continua a leggere Un’insalata di ceci che profuma d’estate, con zucchine grigliate, olive taggiasche, sedano, pomodorini, menta e basilico

Non si butta via niente – Pasta con pesto di piselli e prosciutto crudo croccante, e di contorno.. bucce!

Oggi si parla di due argomenti: di cucina leggera (ché con il caldo -finalmente- in arrivo non fa male alleggerirsi un po’, e non solo in vista della temutissima prova costume) e di sprechi, o meglio, di come evitarli.

Infatti qui con un ingrediente di stagione, i piselli freschi, si preparano ben due ricette. I piselli, infatti, vengono utilizzati in un pesto dal sapore fresco ed aromatico e di un colore che mette allegria solo a guardarlo, mentre le loro bucce vengono semplicemente stufate in padella con un’impercettibile quantità di burro.

Un ingrediente, due ricette, un menù bell’e pronto e poche calorie in tavola.

Due credits necessari: a Juls, da cui ho “rubato” il pesto di piselli, per me arricchito da prosciutto crudo croccante, invece che della pancetta, e a mio papo, maestro nella sottile arte di pulire le bucce dei piselli per non buttare via nulla (o quasi). Un avvertimento, però: pulire le bucce è un lavoro noioso (che tipicamente si fa davanti alla tv), per cui si necessita del giusto apporto di pazienza di Giobbe; poi non dite che non l’avevo detto! Però sappiate anche che questo lavoro ingrato sarà ripagato ampiamente: le bucce dei piselli sono, oltre che a costo 0, gustosissime, infinitamente più buone rispetto a qualsiasi tipo di baccello interamente commestibile che possiate trovare in circolazione (per intenderci, le taccole non sono nulla in confronto)!


Pasta al pesto di piselli blogBucce brasate blog