Un’epifania: quiche con cipolle ripiene di bechamel e Murazzano

Non so come avvenga il vostro processo creativo, ma il mio spesso e volentieri è connotato da due elementi fondamentali: il confronto e l’epifania.

Appena ho da ragionare su un tema, infatti, la prima cosa che faccio è parlare, e non solo perché lo farei in ogni caso, ma perché le idee migliori per me nascono dal confronto.  E se prima i malaugurati interlocutori dei miei deliri erano mamma e papà,  oggi la palla è passata al mio compagno,  che fortunatamente è dotato di una certa dose di pazienza (sopportazione?) e, cosa ancora più importante, di un buon palato, e che quindi spesso riesce ad essere molto utile in materia di confronti culinari.

Però non tutte le ciambelle vengono col buco, e quando mi sono trovata di fronte alla sfida n. 46 dell’MTC sulla pasta brisèe di Michel Roux lanciata da Flavia, non c’era ispirazione che reggesse.. volevo come sempre riferirmi alla tradizione piemontese, ma non riuscivo a trovare il collegamento giusto, un piatto o un accostamento che avrei visto e gustato al meglio in una quiche o torta salata.

Ormai pronta a rinunciare alla tradizione, volevo almeno mettere in questa quiche (sì, perché avevo deciso che dovesse essere una quiche) l’ingrediente che rende la quiche sempre degna di essere assaporata, la cipolla (fidatevi, una quiche alle cipolle fatta con tutti i crismi è uno di quei piatti che mia madre definirebbe “da piangere“.. e non mentre sbucciate le cipolle).

E così, appena ho pensato alle cipolle, ecco arrivare l’epifania: perché non mettere in una quiche le cipolle ripiene? Ma non quelle della tradizione, ripiene di carne (come le più classiche verdure ripiene), ma quelle scovate tempo fa in un libro di Ricette di osterie della Langa e mai scordata, perché quelle cipolle, cotte sotto sale, sono ripiene di besciamella e Murazzano, un formaggio a pasta semidura di latte crudo di capra, il cui sapore intenso difficilmente si dimentica. Così, in appena un secondo ho immaginato tutto: la forma della quiche (erano mesi che attendevo di fare una quiche con questo stampo), lo spessore della pasta e le cipolle ripiene che emergono dall‘appareil di panna e uova.. un sogno!

Estasiata, racconto la mia visione al Colui, testimone incredulo dell’epifania, il quale se ne esce con un “ah, quindi come i dolia* interrati dei Romani”.

[Vi lascio un secondo per immaginare la mia faccia.. fatto?!]

Sì, avrà pure il palato buono, ma chi nasce archeologo non muore cuciniere!

*grandi vasi utilizzati per contenere granaglie o vino

Impasto

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Quiche finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 46

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Lasagne caponet: lasagne bianche con verza, salsiccia, castagne e Raschera per l’MTC

Questo mese l’MTC ha sfoderato una sfida davvero all’ultimo sangue, su un piatto che più tradizionale non si può, le lasagne! Sabrina ha scelto di proporre proprio lei, la Lasagna, perché è il piatto più rappresentativo della tradizione bolognese, un piatto ricco, sontuoso,una pietanza da festa.

D’altronde, chi è estraneo alla sensazione di festa che si prova quando sulla tavola si trova una bella teglia di lasagne fumanti?

Così ho deciso che avrei preparato le lasagne per il compleanno di mia mamma.. sì, in casa mia non è la mamma che prepara le lasagne a mano per i figli, ma il contrario, e a me piace così.

E così, con il proposito della festa, ho cercato di rendere quelle lasagne il più possibile vicine ai gusti di mia mamma e della mia famiglia, e così nessun sugo (che in casa mia è frequente quanto un unicorno), ho optato per delle lasagne bianche, ricche di besciamella. Per il resto del condimento, un po’ ho pensato all’autunno ormai decisamente arrivato, e un po’ ho pensato al mio Piemonte (e quando mai?!), e ad un piatto che in casa mia piace moltissimo, il caponet.

I caponet sono involtini nati per riutilizzare le carni cotte avanzate, quelle di bolliti ed arrosti che, unite al salame cotto, ad aromi, uova e Parmigiano, si avvolgono in foglie di cavolo verza precedentemente sbollentate (ma ho letto di versioni langarole in cui il “contenitore” è un fiore di zucca) e poi si cuociono in padella o si dorano al forno.

Anni fa, però, mia mamma si imbattè in una rivisitazione del caponet fatta da Chef Kumalé, che utilizzava un ripieno di salsiccia e castagne: quella ricetta è persa nella leggenda, ma sta di fatto che ormai in casa mia da anni le foglie di verza si mangiano ripiene di salsiccia e castagne, e gli involtini vengono poi cotti al forno con una sontuosa copertura di Raschera, parmigiano e burro. Una cosina leggera, insomma.

Da tutto ciò hanno preso le mosse le mie lasagne, in bianco, con tanta besciamella, salsiccia croccante, verza sbollentata e ripassata in padella, Raschera, Parmigiano Reggiano e castagne sbriciolate, il mio personale inno all’autunno, e la mia cena di festa per un compleanno importante.. perché la mamma è sempre la mamma!

 Lasagne crudo collage blog

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Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 42

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Paccheri all’impiedi ripieni di zucca e salsiccia per #MangiareMatera

Eccomi alle prese con la mia ricetta per il contest Mangiare Matera in collaborazione con Scatti Golosi… diciamo solo che, dopo un mese di quasi totale assenza di carboidrati, questo fine settimana mi sono rifatta, e che pertanto questa non sarà la sola ricetta per il contest in arrivo questa settimana (se sarà “solo” un’altra oppure due, vedremo).

Questa volta ho sperimentato la pasta.. ed è semplicemente incredibile! Tenuta di cottura perfetta, consistenza spessa e porosa propria della pasta artigianale  e un gusto che non si può descrivere, si deve provare.

Io ho scelto di usare i paccheri come dei cannelloni, con un ripieno molto autunnale fatto di zucca e salsiccia, serviti poi “all’impiedi”, guarniti con besciamella, cacioricotta lucana e provola silana.

Un primo piatto ricco e gustoso che, servito in cocotte monoporzione, fa anche la sua bella figura a tavola.

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Paccheri ripieni blog

Con questa ricetta partecipo al contest Mangiare Matera

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Grandi classici – Cannelloni ricotta e spinaci

C’è poco da fare, ci sono dei piatti della tradizione italiana che si ricollegano immediatamente alla festa. Quei piatti che, non appena appoggiati sul tavolo, fanno pensare alla domenica, alla casa, alla famiglia tutta disposta intorno al desco (la parola forbita del giorno). Di solito quei piatti, almeno nel mio immaginario, sono (quasi) sempre fumanti, (quasi) sempre perché appena usciti dal forno.

Provate a pensarci: le lasagne, la pasta al forno (che per me non sono la stessa cosa), i timballi, la parmigiana di melanzane, gli arrosti (con tanto di patate al forno, ovviamente), e poi pizze e focacce, e chi più ne ha più ne metta. Sarà, ma le pietanze cotte in forno secondo me sono un po’ sinonimo di festa, di cura per la tavola, di convivialità.

E fra questi piatti, e a pieno diritto, entrano anche i cannelloni, che io amo nella loro versione più famosa e forse più semplice, quella ricotta e spinaci, conditi con sugo di pomodoro e besciamella. Lo ammetto, preparati da zero richiedono un certo impegno: tutto in questo piatto può (e forse deve) essere fatto a mano, ed è questa sfida che mi conquista ogni volta che li preparo. Perché amo trovarmi di fronte ad un piatto che possa definire davvero “fatto in casa” (mi attrezzerò per fare anche le pirofile in casa, per correttezza filologica) e che possa dire alle persone sedute intorno al tavolo “vi voglio bene” al primo assaggio. E questa non è cosa da tutti i piatti…

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Lasagne svizzere con zucchine, Sbrinz e Gruyère

L’origine di questa ricetta risiede in un contest ideato da Formaggi dalla Svizzera in collaborazione con Tery di Peperoni e Patate, dal titolo “La svizzera nel piatto“.

Per questo contest di chiedeva di creare una o due ricette inedite, ispirate alla tradizione gastronomica italiana, reinterpretate però con l’utilizzo dei formaggi svizzeri DOP.

Così, pensando ad un piatto che fosse rappresentativo della tradizione italiana, ma che si prestasse allo stesso tempo ad una rielaborazione, ho subito pensato alle lasagne (che tutti amiamo nella versione classica bolognese, ma che io spesso stravolgo, come già fatto con le lasagne pesto, patate e fagiolini o con quelle di grano duro con sugo di melanzane e scamorza affumicata). Pensando quindi ad un condimento che si armonizzasse bene con i due formaggi svizzeri da me scelti, il Gruyère DOP e lo Sbrinz DOP, ho scelto una crema di zucchine e besciamella.

Il risultato è stata una lasagna in bianco e verde, in cui zucchine, besciamella e formaggi si sono sposati alla perfezione, originando un piatto delicato e allo stesso tempo gustoso.

Sicuramente sono delle lasagne diversa dal solito (per questo potrebbero anche dirsi doppiamente svizzere -sia per l’origine dei formaggi utilizzati, sia perché ho sempre sentito utilizzare il termine “svizzero” come sinonimo di “strano, stravagante“, chissà poi perché?!), in cui si contamina la tradizione italiana per dare origine ad un piatto nuovo e sfizioso.

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Lasagne ricce di grano duro con melanzane e scamorza affumicata

Era da troppo tempo che non si vedevano su questi schermi delle belle lasagne che, come si sa, fanno sempre festa, tavola imbandita, che profumano di convivialità e di domenica in famiglia. E voglio continuare a darvi ricette per delle lasagne un po’ diverse da quelle classiche (e qui ognuno ha la sua versione: io considero “classiche” quelle con ragù di carne, besciamella, mozzarella e parmigiano… ma conosco versioni con l’aggiunta di prosciutto, piselli, uova sode, polpette, salame e quant’altro), quindi vi presento una versione nuovamente vegetariana, ma questa volta in rosso (non in verde, come l’ultima volta)!