Un ritorno dolce.. ma non troppo! Guinness chocolate cake

Io: “Ciao, sono Giulia e non scrivo un post sul mio blog dall’anno scorso”

Tutti in coro: “Ciao, Giulia”

Ecco, questa sarebbe la mia presentazione se esistesse la “pessime foodblogger anonime“.

Insomma, è da Natale 2016 che manco su queste pagine, da ancor prima manca una bella ricetta, quindi non posso che tentare di farmi perdonare utilizzando il metodo più vecchio del mondo (no, non QUELLO), cioè offrirvi un bel dolce, uno di quelli che piacciono a me: non troppo dolce, bello umido, deciso nel gusto, con quel “non-so-che” che faticherete a riconoscere in una torta.

Beh, quel qualcosa è birra, una stout per l’esattezza. Quei 400ml di Guinness che sono lì, ma che si nascondono in maniera perfetta fra il cacao amaro, il burro (tanto, oh yeah) e lo zucchero di canna.

Ah, ovviamente i restanti 100ml della lattina di Guinness che si trova più frequentemente in Italia VANNO BEVUTI durante la preparazione della torta, è una regola non scritta!

guinness-chocolate-cake-finale

GUINNESS CHOCOLATE CAKE -> you can download the English recipe (downloadable PDF) by clicking here

guinness-chocolate-cake

Finger food al retrogusto di autunno – Panna cotta salata all’Ottavio Pichin con gelatina di birra su frolla al burro 1889 salato

Io sono fatta così, almeno per le cose blog-related (ma in realtà non solo per quelle): mi infiammo in un baleno, mi iscrivo ai contest di istinto, mossa da qualche non ben definito fuoco sacro e solitamente avendo già in testa 500 idee diverse. Passano 1 o 2 giorni e tutte le idee che avevo mi paiono inutili o stupide o non calzanti (o tutte e 3 le cose insieme), così inizia un periodo di riflessione, ponderamento, di “maturità”. Penso, cogito, soppeso e poi, all’improvviso, arriva L’IDEA, quella geniale (poi arriva anche la modestia, ma non subito), ed è allora che mi metto all’opera e agisco.

Il problema è che a volte, fra la riflessione e lo scaturire dell’idea che verrà attuata può trascorrere un tempo anche piuttosto lungo.. ecco perché mi sono iscritta mesi fa al contest delle Fattorie Fiandino e solo ora pubblico la mia prima ricetta. Però, a mia discolpa, è una ricetta che ho amato fin dal suo parto mentale e che ora adoro ancor di più, perché il suo gusto e la sua presenza scenica mi hanno del tutto conquistato.

Vi propongo quindi un finger-food dal retrogusto autunnale, perfetto per un aperitivo o come antipasto di una cena importante: delle piccole panne cotte salate all’Ottavio Pichin (formaggio alla birra scura artigianale) servite su mini biscottini al burro 1889 salato e coronate da una gelatina di birra scura (io ho scelto una stout).

Continua a leggere Finger food al retrogusto di autunno – Panna cotta salata all’Ottavio Pichin con gelatina di birra su frolla al burro 1889 salato

Risotto birra e speck… alla faccia dell’estate!

Se vi aspettavate, per festeggiare l’inizio dell’estate, che so, un gelato, una cheesecake senza cottura, un’insalata di riso, avete sbagliato di grosso, signori miei!

Siccome oggi Torino mi accoglie con 21°C e un grigino da settembre inoltrato, glielo faccio vedere io come mi adatto nel giro di un nanosecondo! E così, imbracciata una bottiglia di Super-birra, mi appresto a darvi una ricetta poco estiva, ma dal grande appeal.

Infatti, reduce dall’esperienza di C’è fermento (appuntamento saluzzese dedicato alle birre artigianali), in cui in una sola serata sono riuscita ad assaggiare un numero imprecisato di birre (che si aggira intorno alle 16 birre diverse, grazie alla collaborazione con gli altri amici degustatori), a mangiare un piatto di formaggi che mi darà il calcio necessario per i prossimi 10 mesi (grazie alle Fattorie Fiandino, presentissi alla manifestazione con formaggi e burro -il famosissimo burro 1889, salato e non) e a godermi della buonissima musica (grazie alla Treves Blues Band)… ma torniamo alle birre.

Dei 15 birrifici presenti (molti dei quali piemontesi, ma c’erano anche rappresentanze di altre regioni d’Italia), due erano “volti notissimi” (Baladin e SorA’LaMA’), un paio li conoscevo di fama (Beba e Pausa Café) altri sono facilmente raggiungibili da qui (sappilo, Birrificio La Piazza), ma ci sono state tantissime ottime sorprese: birre originali, buone e dal sapore vero… insomma, una serata dall’alto tasso alcolico (tanto non si guidava… tiè -un plauso va al Bob della serata) e dal grande gusto!

Dopo questo inno ai birrifici artigianali (ma anche alla birra fatta in casa, eh?! Io non sono razzista), che io amo davvero in modo incredibile, giungiamo alla birra in questione, quella che ho utilizzato per rendere questa ricetta più buona di quanto non fosse già sulla carta. Infatti, invece di utilizzare della birra qualunque (giammai!!), per questo risotto ho utilizzato la birra del mio cuore, ovvero una Super (qui trovate una piccola descrizione) del birrificio Baladin (se non ci siete mai stati, fateci un salto! Io faccio almeno un pellegrinaggio all’anno, e qui sotto potete vedere qualche foto fatta in occasione dell’ultima visita, subito dopo la mia laurea).

Chi di voi conosce questa birra magari si chiederà “ma la sprechi per un risotto?!“… Ma, credetemi, non è sprecata! Una piccola bottiglia di questa birra (25 cl) darà al risotto un retrogusto e una pienezza di sapore da 10 e lode. E naturalmente la bottiglia grande (da 75 cl) la potete benissimo usare per accompagnare il risotto (così sarete felici due volte). Per chi non avesse a disposizione questa birra (venduta anche on-line e da Eataly… ma ormai in Piemonte si trova anche in diversi locali), potete benissimo utilizzare un’altra buona birra ambrata dal sapore deciso… magari non sarà proprio la stessa cosa, ma sarà ugualmente buono!

DOWNLOAD THE ENGLISH RECIPE (PDF) BY CLICKING HERE