Monsu Croissant e Madama Brioss – Croissant alla nocciola (dentro, fuori e tutto intorno) per l’MTC

Credo che tutti voi conosciate, almeno per sommi capi, la storia del Dottor Jackyll e di Mr Hyde: il dottor Jackyll, studiando la psiche e il comportamento umano, comprende che ogni persona è in realtà l’insieme di due differenti anime. Quindi, sperimentando su di sé una pozione di sua invenzione capace di destrutturare l’animo umano, dà origine a Mr. Hyde, la personificazione della sua seconda natura, quella incline al male. Le due identità, che si differenziano totalmente sia sul piano psichico che nell’aspetto fisico, non sono però altro che le due facce della stessa medaglia.

Ecco, dimenticate che io stia parlando di un romanzo scritto quasi 130 anni fa da Stevenson, perché in pratica sto parlando di me in cucina.

Precisa, calma, misurata, cucinare mi rilassa, specialmente le preparazioni di pasticceria che impegnano mente e mani con calcoli puntuali e gesti ponderati. Come per esempio preparare la pasta sfoglia per i croissant, come ho fatto qualche giorno fa: preparare il pastello, preparare il panetto, calcolare i tempi di riposo in modo che coincidano con gli orari di lavoro, procedere con le pieghe, aspettare i riposi della pasta, tagliare, formare quelle piccole e deliziose chioccioline di pasta e attendere che lievitino.

Croissant MTC sfogliatura

Croissant crudi

Quel giorno ho fatto anche una prova di lievitazione (un po’ lenta, ma comprensibilmente, perché le temperature sono più basse) e di cottura, per non aver problemi poi per quelli che andranno in sfida per l’MTC, che finiscono subito in congelatore. La prova è perfetta, la cottura dorata come piace a me, la sfogliatura c’è, anche se è sicuramente migliorabile, ma sono soddisfatta dell’aspetto e del sapore, davvero ottimo. Tutto fa presagire il meglio per la sfida, ma soprattutto per quella colazione della domenica che ho studiato nei minimi dettagli perché fosse speciale.

Croissant MTC collage

La domenica arriva, i croissant sono fuori dal freezer dalla sera prima, mi sono alzata presto per controllare la lievitazione ed è sempre lentina, ma procede. Spennello di uovo, attendo il momento fatidico, spennello ancora e inforno, con la fiducia di chi sa che è tutto perfetto, come studiato. Ed è allora che, complice un momento di distrazione, si consuma il dramma: gli stessi croissant, lo stesso forno, la stessa temperatura, gli stessi tempi, eppure i miei cornetti si abbronzano (eufemismo?) come un vacanziero al primo giorno in Africa nera, senza crema solare.

Ecco allora che la me pacata e serena va a ramengo (che poi sarebbe Aramengo, ma questa è un’altra storia) e arriva Lei, l’Altra, che bestemmia come un turco (che poi chissà perché l’emblema dei bestemmiatori siano proprio i Turchi?), lancia cose a caso in giro per casa, grida come una pazza nonostante siano le 8,30 del mattino (insultando a sfregio i vicini che “tanto mi svegliano gridando tutta la settimana, per una volta lo faccio io”). Non solo i vicini, sveglio, ma anche il Colui che, in queste situazioni, presenta un sangue freddo invidiabile (l’abitudine, cari miei, è l’abitudine) e, pacatamente, cerca di consolarmi, dicendo che non è grave, che nulla è perduto.. ovviamente il risultato è che mi incazzo ancora di più, sbraito minacce casuali contro la pasta sfoglia e, convinta, sbotto in un “Basta! MI butto dal balcone!”.

Ed è a quel punto che esce fuori il suo Mr Hyde: “Eh no, ora stai esagerando! Due croissant un po’ abbronzati e vuoi buttarti dal balcone?! Tu sei pazza!”

In un secondo mi riprendo, torno in me e penso che alla fine, anche se sono un po’ più abbronzati non è una tragedia, perché li devo ricoprire di cioccolato e granella di nocciole.

Ci ho messo 10 minuti buoni a confessargli che volessi dire “LI butto dal balcone”.

Aveva ragione Nanni Moretti: le parole sono importanti.

E così, se in tutti noi si nascondono davvero due anime, anche il mio croissant ha una doppia faccia: la sera della prova è Monsu Croissant, il piemontese trasferito a Parigi, perfetto e dorato, mentre la domenica del “buona la prima” si trasforma in Madama Brioss, un po’ troppo colorata ma buona da morire, anche perché alla pasta di nocciole nel pastello e alla farina di nocciole nel panetto di burro si accompagnano la crema di nocciole e cacao fatta in casa (non chiamiamola Nutella, eh) e una copertura di cioccolato gianduja fuso e granella di nocciole.

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Croissant finale

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 50

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I love colazione – Brioche intrecciata alla confettura di fragole

Non è un caso se qui sopra una delle categorie più affollate sia dedicata alla colazione.

L’ho detto e l’ho ridetto, ma è proprio una mia fissazione: per la serie “toglietemi tutto, ma non la colazione“.

Possibilmente a base di latte, rigorosamente freddo, possibilmente con qualcosa di fatto in casa ad accompagnare, che siano biscotti (raramente) oppure torte, muffins, o brioche morbide e confortanti.

Non mi importa se la dieta prevede tre fette biscottate (colazione che secondo me basterebbe a malapena a nutrire un criceto; ma se avessi la stazza di un criceto non starei mica a far la dieta, vi pare?) e un caffè senza zucchero: io ci faccio il rinforzo, sensato, fatto di cose sane.. e la giornata prende tutta un’altra direzione.

E così via all’autoproduzione!

E vi basti sapere che questa brioche non solo l’ho impastata circa 10 ore dopo la pubblicazione sul blog di Marinella, aka Chat à Poche, ma l’ho anche rifatta pochi giorni dopo, riveduta e corretta, utilizzando al posto di cioccolato fondente e caffè (comunque buonissimo) la confettura di fragole, che si intonava di più alle mie inclinazioni mattutine. Il risultato è stato davvero ottimo, considerando anche il fatto che la brioche è molto leggera (appena 50 grammi di burro ed un uovo) e che si mantiene fragrante e morbida a lungo (in casa mia una settimana esatta). E con questa ricetta-bis festeggio anche il ritorno di Mari al blog, semplicemente perché mi è mancata moltissimo nei suoi lunghi mesi di (giustificatissima) assenza.. se ci penso, che è stata la prima blogger incontrata dal vivo, e mica in un evento, un raduno o robe così, ma alla sua festa di compleanno, a Milano, alla quale andai senza nemmeno sapere che faccia avesse, ormai tre anni e un tot fa, e quando ci ripenso mi viene ancora il sorriso adesso. Bentornata, cara!

Ps. Per chi avesse dei dubbi su come fare gli intrecci che spiegherò nella ricetta, può guardare l’immagine qui.

Brioche

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Brioche finale