Il Piemonte in un biscotto.. anzi, due!

Oggi un post brevissimo, con una piccola ma grande comunicazione (almeno per me).

Fino all’ultimo sono stata in forse… lo dico o non lo dico? Non è che poi sembrerà che voglia fare la gran donna?!

Ma, in fin dei conti, è qualcosa di bello, e le cose belle di questi tempi vanno dette per forza. Soprattutto quando si tratta, anche se nel mio piccolo, di far conoscere o apprezzare una ricetta del mio ricchissimo territorio.

Quindi, annuntio vobis gaudium magnum: domani sarò a Mondovì con la ditta Beppino Occelli per mostrare come fare dei semplicissimi, ottimi e piemontesissimi baci di dama, dopo aver raccontato qualcosa della loro storia e del perché si chiamino così.

Se qualcuno di voi potesse (per vicinanza) e fosse interessato, mi troverà qui domani pomeriggio

Food Cool Tour Mondovicino 26 Ottobre def

Per tutti gli altri, magari troverò il coraggio di postare un video dell’evento (anche se mi vergogno un po’ al pensiero che sentiate il mio accento piemontese -che, sono certa, parlando di baci di dama verrà fuori, nè)… ma, se così non fosse, potete consolarvi con la ricetta che esporrò domani, che trovate qui.

Una serata di festa per Enzo Bianchi con i prodotti Occelli e le eccellenze piemontesi

Immagine tratta da qui.

Ieri sera, in occasione del 70° compleanno di padre Enzo Bianchi, priore di Bose, al Circolo dei Lettori di Torino è stata organizzata una grande festa per questo importante genetliaco, un’occasione per omaggiare un grande uomo, e anche il suo amore per la buona cucina, in special modo quella piemontese.

Una cena quasi interamente finger food, ma con tanto buon cibo. Comprimarie dell’evento erano infatti alcune eccellenze regionali: ne sono chiari esempi i salumi Lenti (ottimo il lombetto accartocciato condito con olio e lime), il riso Acquerello (che il priore di Bose consiglia di tostare e sfumare con del Martini bianco, altro prodotto piemontese), perfetto con il suo condimento di erbe spontanee, luvertin (nome piemontese del luppolo selvatico) e asparagi di Santena (altra eccellenza).

E ancora, i gelati di GROM e i vini di Franco Martinetti, il Gavi D.O.C.G, ma soprattutto l’eccellente Bric dei Banditi, nelle mie corde e nella mia cantinetta da ben prima di ieri sera.

Dulcis in fundo, i prodotti del mio gentile ospite, l’azienda Beppino Occelli, presente con il suo burro che parla da sé (e che ha dato un nuovo significato al piemontesissimo pane, burro e acciughe, ma anche più semplicemente ai grissini torinesi) e con un’ottima e assai diversificata selezione di formaggi, che andavano dalla fresca Tuma dla Paja al più strutturato Occelli in foglie di Castagno, fino al particolarissimo Occelli alla frutta e grappa di Moscato, una vera chicca.

Insomma, una bella serata, un compleanno importante ed un ottimo modo per rendere omaggio ad un priore, un uomo di fede e di spirito, ma anche ad un amante della buona tavola e del territorio. Un omaggio del Piemonte ad un suo figlio e padre.

E chissà che non inizi presto a seguire i suoi consigli in materia di risotti. Certo, non può forse considerarsi un avvicinamento alla fede, ma è pur sempre un inizio.

Il menù della serata
Il menù della serata

Non di solo burro, pt. 3 (e 4) – Uova di quaglia al burro nocciola

Terza (e quarta) ed ultima ricetta a tema burroso (sempre per il contest del Burro Occelli), e questa volta la parola d’ordine non è solo “burro“, ma anche “velocità“.

Pensando a delle ricette veloci e burrose, la prima cosa che mi è saltata in mente è l’abbinamento fra burro e uova, così ho pensato di proporre due piccole rielaborazioni sul tema, in una chiave semplice e, allo stesso tempo, gustosa.

Ho sostituito le uova di gallina con delle uova di quaglia, e ve le propongo in abbinamento con il burro nocciola, sia in versione sode (servite intere o tagliate a metà per un semplice finger food) che in versione “all’occhio“, anzi, agli occhi, vista la quantità di occhietti in una sola porzione.

Ricette banalissime, ma che possono risolvervi con eleganza e semplicità una cena dell’ultimo minuto.

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Non di solo burro, pt. 2 – Bacini, bacetti, bacioni di dama

 Eccoci alla ricetta burrosa della tradizione. Non parlo di una tradizione famigliare, ma di una tradizione regionale che, come da copione made in Piemonte, non può che prevedere le nocciole tonde gentili (so che la vera versione, quella tortonese e tradizionalissima, prevede l’utilizzo delle mandorle, ma io sono del partito della nocciola, non me ne vogliate).

E, in linea con lo spirito del contest sul Burro Occelli e in linea con lo spirito piemontese, la ricetta tradizionale dolciaria che ho scelto di realizzare è assai burrosa (siamo pur sempre una regione del nord).

Naturalmente sto parlando, ma lo avrete già capito benissimo dalla foto, dei baci di dama, una ricetta tradizionale e molto molto semplice, dal momento che gli ingredienti sono tutti in proporzione 1:1 e che l’impasto si realizza in modo veloce con un normale robot da cucina.

La parte più difficile è quella di resistere a questi biscottini ripieni, in cui l’aroma del burro si sposa alla perfezione con il tostato della nocciola e l’amaro del cioccolato.

 

 

Baci di dama blog

 

Non di solo burro, pt. 1 – Fagottini di vitello ripieni di spinaci con salsa di noci

Tenetevi forte, perché questo sarà il primo di 3 ravvicinatissimi post con un ingrediente in comune, il burro. Ho scelto come titolo di questa serie “non di solo burro“, perché sicuramente non di solo burro si vive (ancor più perché, da bravi Italiani, è l’utilizzo dell’olio che ci contraddistingue), ma in certe preparazioni, a mio avviso, il burro è un discrimine forte, quel valore aggiunto e mai predominante che accompagni i sapori e li esalti.

Queste riflessioni burrose sono scaturite dalla partecipazione ad un contest organizzato dall’Azienda Beppino Occelli: la sfida è quella di creare e realizzare tre ricette (una ricetta originale, una di veloce preparazione ed una della tradizione) che avessero il burro come elemento chiave.

Io sono partita da questa chiave ed ho cercato di creare (o riproporre, nel caso della ricetta tradizionale) dei piatti in cui il burro fosse il legante, l’ingrediente che tiene insieme i sapori e che, allo stesso tempo, non li sovrasta. Per fare ciò, è essenziale utilizzare un burro dal buon sapore, che abbia un gusto fresco, di latte, di buono, e il burro Occelli, quello che da sempre utilizzo per i dolci a base burrosa, è perfetto per l’uso.

Spero che sarete soddisfatti di queste creazione come sono stata io dei risultati.

Per quanto riguarda la ricetta originale, vi propongo dei fagottini di carne di vitello con ripieno di spinaci freschi, noci e parmigiano, cotti al burro e serviti con l’accompagnamento di una salsa di noci. Sono partita, per creare questa ricetta, dall’assunto fondamentale che la fettina cotta al burro sia la morte sua, e ho deciso di aggiungere due ulteriori note burrose, poiché gli spinaci sono preventivamente saltati al burro e perché il burro è presente nella salsa di noci (che è una ricettina veloce veloce da tenere presente anche per condire la pasta).

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