Pasta frolla al burro salato e arancia: uno, nessuno, centomila

 

Da quando a dicembre è terminato il corso professionale di pasticceria, la ricetta che mi sono trovata più spesso ad utilizzare è stata quella della pasta frolla, un po’ perché la adoro, e un po’ perché credo sia incredibilmente versatile, perché la si può facilmente trasformare in 1001 modi, uno migliore dell’altro.

Così, trovandomi per le mani ancora un panetto di burro salato 1889 comprato allo spaccio delle Fattorie Fiandino qualche tempo fa, ho deciso di fare una frolla lievemente salata (spezzando il burro salato con quello normale) e profumata all’arancia, come già aveva fatto Sara. Io ho preso lo spunto da lei, preferendo poi quella che ormai definisco la mia ricetta della pasta frolla.

Ma, appunto, una delle cose belle della frolla è che con il medesimo impasto (anche piuttosto semplice, direi) si possono creare diverse prelibatezze. E così, con un solo impasto, ecco le mie semplici tre proposte.

Inizio prima a lasciarvi, però, la ricetta base, quella per i biscotti di frolla, o frollini che dir si voglia.

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Finger food al retrogusto di autunno – Panna cotta salata all’Ottavio Pichin con gelatina di birra su frolla al burro 1889 salato

Io sono fatta così, almeno per le cose blog-related (ma in realtà non solo per quelle): mi infiammo in un baleno, mi iscrivo ai contest di istinto, mossa da qualche non ben definito fuoco sacro e solitamente avendo già in testa 500 idee diverse. Passano 1 o 2 giorni e tutte le idee che avevo mi paiono inutili o stupide o non calzanti (o tutte e 3 le cose insieme), così inizia un periodo di riflessione, ponderamento, di “maturità”. Penso, cogito, soppeso e poi, all’improvviso, arriva L’IDEA, quella geniale (poi arriva anche la modestia, ma non subito), ed è allora che mi metto all’opera e agisco.

Il problema è che a volte, fra la riflessione e lo scaturire dell’idea che verrà attuata può trascorrere un tempo anche piuttosto lungo.. ecco perché mi sono iscritta mesi fa al contest delle Fattorie Fiandino e solo ora pubblico la mia prima ricetta. Però, a mia discolpa, è una ricetta che ho amato fin dal suo parto mentale e che ora adoro ancor di più, perché il suo gusto e la sua presenza scenica mi hanno del tutto conquistato.

Vi propongo quindi un finger-food dal retrogusto autunnale, perfetto per un aperitivo o come antipasto di una cena importante: delle piccole panne cotte salate all’Ottavio Pichin (formaggio alla birra scura artigianale) servite su mini biscottini al burro 1889 salato e coronate da una gelatina di birra scura (io ho scelto una stout).

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