Qualche idea per il Cenone

Potevano mica mancare le mie idee per il Cenone? Non sia mai, o peste mi colga!

Quindi, suddivise per portata, eccovi le mie proposte:

ANTIPASTI 

Il Danubio

Danubio
Il panettone gastronomico

Insalatina di cappone al profumo di Sicilia

Insalatina di cappone, arancia e mandorle HC

semolini fritti con cuore di formaggio

Semolini fritti blog

PRIMI PIATTI

Paccheri all’impiedi ripieni di zucca e salsiccia al forno

Paccheri ripieni blog

Fideuà con nero di seppia, seppie, gamberoni e carciofi

Fideua piatto blog

Fregola sarda con cozze e vongole

Fregola con cozze e vongole blog

Pici al ragù di fegatini della Langa

Pici al sugo di fegatini blog

SECONDI PIATTI

Cappone ripieno

Cappone ripieno blog

Fagottini di vitello ripieni di spinaci con salsa di noci

Fagottini

DESSERT

Crostata con mousse di cioccolato fondente

Crostata alla mousse di cioccolato - mamma e figlia blog

Torta langarola

Torta langarola fetta blog

Crème brulée

Crème brulée crosticina blog

Semifreddo al torrone

Semifreddo al torrone

E, visto che le lenticchie non possono mancare, che ne dite di prepararle così?

Zuppa di lenticchie e castagne

Zuppa di lenticchie e castagne copertina blog

Qualsiasi siano le scelte per il vostro menù…

BUON CENONE A TUTTI!

Per finire il 2012 in bellezza: il panettone gastronomico

Panettone gastronomico blog

Questa sera il meteo prevede grandi cenoni, feste, ricchi premi e cotillons. Ma soprattutto cenoni, ammettiamolo: semplici o elaborati, di coppia o in compagnia, il cibo è sempre il principe del Capodanno.

E per quest’anno ho deciso di strafare, e provare a stupire con un panettone gastronomico interamente fatto in casa, a partire appunto dal panettone stesso. La ricetta è di Adriano di Profumo di Lievito, una garanzia in merito ai grandi lievitati. Il mio non è perfetto come il suo, vi avviso: complice forse l’ultima chiusura non stretta al punto giusto, è cresciuto in modo un po’ ineguale ma, sarà il “cuore di mamma”, per me è bellissimo (anche se somiglia un po’ la testa di un alieno da cinematografia anni ’80).

Per le farciture, leggete le note, dove troverete ciò che ho scelto io, ma naturalmente “de gustibus non ad libitum sputazzellam” (cit. Totò).

Con questa ultima ricetta dell’anno vi auguro di terminare il 2012 col botto e che l’anno nuovo vi porti ciò che desiderate.

BUON ANNO!

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12 ricette per un buon anno

Molto probabilmente riuscirò ancora a farmi viva prima che finisca il 2012… ma, se qualcosa ho imparato da questo anno quasi trascorso è proprio di non dare mai nulla per scontato nulla e di cogliere l’attimo, che “as sa mai” (non si sa mai – dizionario piemontese/Italiano).

Così vi lascio fin d’ora con un resoconto di questo anno in ricette: un 2012 che mi ha portato grandi cambiamenti, che ha visto una mia latitanza più o meno accentuata dal blog (però non vi ho mai abbandonato: questo dovrà pur contare qualcosa, o all’Epifania mi toccherà solo carbone?) e che, come avrete modo di vedere tra poco, è stato un anno dolcissimo, e non solo dal punto di vista delle ricette.

Con queste 12 ricette, una per ogni mese del 2012, vi saluto e inizio ad augurarvi BUONA FINE E BUON INIZIO.. e se poi ci vedremo ancora per una ricettina da fine anno, spero non me ne vorrete!

AUGURI A TUTTI!

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Danubio: da dovunque arrivi, sei perfetto così

Come già vi dissi qualche tempo fa, ho la mania di orecchiare (neologismo che sta ad indicare quando, leggendo un libro o una rivista di cucina, si fa il fantomatico "orecchio" alla pagina) o di segnarmi su post-it volanti (che si accumulano irrimediabilmente e si mescolano agli altri memorandum che mi ritrovo sparsi per la scrivania) un'interminabile lista di piatti che prima o poi nella mia vita dovrò assolutamente provare. Da quando ho aggiunto anche in Google Reader i feed dei miei blog preferiti, sto raschiando davvero il fondo del barile… nel mio reader ci sono più stelline (con cui si indicano i preferiti, NdA) che nella via lattea.

Tra le ricette entrate da tempo immemore nella mia wish list culinaria figura il Danubio, che tutto ha, meno che origini nordiche (come il nome sembrerebbe suggerire): pare, infatti, che tale nome sia stato dato in onore della zia austriaca del pasticcere napoletano Mario Scaturchio, inventrice del lievitato in questione. Ci sono anche due altre storie legate a questo nome: la prima vedrebbe il nome del Danubio derivare dalla sua forma, simile a quella di una superficie increspata dalle onde (versione romantica); l'altra, invece, vedrebbe nel nome un riferimento all'arrivo di cuochi viennesi a seguito dei Borbone nella seconda metà del '700 (versione storica, un po' meno fascinosa, ma forse più veritiera). Indi per cui, nome a parte, questa è una bella ricetta meridionale, nello specifico campana, una di quelle ricette ricche, guduriose (ve lo ricordate il babà rustico, vero?), assolutamente adattabili ad ogni vostro gusto e preferenza (tra l'altro il Danubio esiste anche in variante dolce).

Di sicuro c'è che questo lievitato è perfetto per una cena in compagnia, in cui ogni commensale può staccare la sua pallina di Danubio e mangiarla con le mani (il genere di finger food che tutti amano), accompagnandola ad un buon prosecco, ad un'ottima birra o a quel che più preferisce. Io ho preparato il Danubio (anzi, i Danubi) a Capodanno, e devo dire che non ha deluso nessuno.. sarà che ho seguito l'infallibile ricetta di Tery?!

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