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Posts Tagged ‘colazione’

  1. Elogio della semplicità e della salute (almeno ci si prova) – Torta di mele all’olio extra-vergine d’oliva

    aprile 23, 2013 by Giulietta

    Torta di mele all'olio copertina blog

    Su questo blog funziona così, spesso e volentieri: una volta si pranza o si cena, e la volta successiva ci si dedica alla colazione (o al dessert, se l’occasione è propizia). Così, visto che l’ultimo post era dedicato ad una portata salata (e che portata, ho ancora l’acquolina) e, complice il fatto che nel mentre ho finito la materia prima per la mia indispensabile colazione, eccomi qui alla carica con una torta da credenza, perfetta per iniziare bene la giornata.

    Spesso e volentieri i dolci che preparo per la colazione rispondono a due requisiti: la semplicità e la leggerezza, e in questo caso devo dire che entrambi sono stati ampiamente rispettati.

    Infatti, cosa risponde più al criterio di semplicità e genuinità rispetto ad una torta di mele? E, per la ricerca della maggiore leggerezza possibile, anche questa torta ha come grasso principe l’olio extra-vergine di oliva  (ma qui troverete altre idee sul tema, sotto la voce “Dolci all’olio“). Certo, sempre di grasso si tratta, ma sicuramente più sano e più leggero rispetto a quelli di origine animale (e badate, non sono una talebana dell’olio, però in questo genere di dolci lo prediligo).

    La ricetta è di Patty di Andante con gusto, e fa parte di una appuntamento  quindicinale dal titolo “La cucina dell’extra-vergine“, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio e condivisa con altri blog, interessantissima per conoscere nuovi oli extra-vergine e la loro assoluta versatilità in cucina. Lei ha utilizzato un olio extra-vergine ligure, io ho optato per un extra-vergine del lago di Garda, profumato e delicato, perfetto per i dolci.

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  2. Rimedi facili per tempi stretti: torta con le arance intere dentro

    aprile 6, 2013 by Giulietta

    Torta con le arance dentro blog

    Questi sono tempi assai stretti, per me: lavoro (o, per meglio dire, lavori), progetti, impegni, vita che preme per essere vissuta, E così finisce che alcuni giorni non riesco a stare a casa per più di 2 o 3 ore (ma a volte anche meno, eh).

    Non c’è bisogno che lo dica, ma ovviamente anche il tempo per cucinare è molto limitato. Certo, non sarei in grado di rinunciarvi nemmeno lo volessi, però è innegabile: spesso i tempi sono stretti e, per non rinunciare a certi lussi, a volte devo andare alla ricerca di ricette più veloci o, come direbbe qualcuno, furbe.

    Il qualcuno a cui mi riferisco è Stefania, aka Araba Felice, una vera guru in materia di ricette furbe. E io puntualmente le salvo per i tempi bui, quelli stretti, ché prima o poi i tempi bui/stretti arrivano sempre, e per tutti.

    Uno dei lussi che preferisco è quello della colazione. Ve l’ho già detto, e l’avrete anche capito dal minimo comun denominatore di tante mie ricette dolci, che io considero perfette per la colazione. Qualsiasi siano i miei tempi, anche se ormai sono giunta a degli perfezionamenti fantozziani (non ho però la signora Pina che mi faccia da aiutante al pezzo, quindi spero che non si rompa mai un laccio della scarpa – forse è per quello che indosso scarpe senza stringhe?!), che potrebbero peggiorare solo se decidessi di prendere l’autobus al volo, non posso mai (e dico mai) rinunciare alla colazione (in casi davvero estremi fatta al bar), e di preferenza lo faccio coccolandomi con qualcosa di home-made, dolci spesso semplici, senza fronzoli, ma genuini.

    E così, quando da Stefania ho visto la torta con le due (che per me sono diventate tre) arance dentro, me ne sono innamorata, perché risponde a tutti i requisiti essenziali di un dolce per la colazione, specialmente in questo periodo: ingredienti semplici, velocità di preparazione (10 minuti, netti), leggerezza del dolce. Unico requisito è possedere un mixer/frullatore. Che dite, vi ho intrigati?

    E allora eccola. Rispetto alla ricetta di Stefania, ho aumentato le arance (le mie erano di piccole/medie dimensioni), ridotto lo zucchero (da 300 a 250g) e ho omesso la glassa (la cui ricetta è però copiata in nota). Per la ricetta originale rimando ovviamente a lei.

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  3. Colazione, mon amour – Pancakes al latticello con sciroppo d’acero e mirtilli freschi

    giugno 19, 2012 by Giulietta

    Pancakes al latticello

    Non ne faccio mistero: per me la colazione è sacra. Difficilmente la salto (anche perché poi finisco per non vederci più dalla fame -come diceva un noto spot- e ho la tendenza ad infilare sotto i denti qualsiasi cosa mi capiti a tiro, altrimenti potrei avere uno di quei mancamenti fin de siècle, da cui ci si riprende solamente con i sali e una sventolata -con fazzolettino ornato di merletti, naturalmente) e, se proprio dovessi scegliere un pasto in cui andare avanti a mangiare fino a scoppiare, credo che sceglierei proprio la colazione (inutile che vi dica, quindi, quanto sia in grado di mangiare in uno di quei begli alberghi con ricche, ricchissime colazioni a buffet – e no, non me ne vergogno!).

    Quindi, per me tutto ciò che ha a che fare con il cibo da colazione è circondato da un’aura di sacralità: amo, infatti, preparare per la colazione di tutti i giorni (anche se poi ci si riduce a consumarla in 5 minuti netti), mia od altrui, biscotti, torte e dolcetti che facciano cominciare la giornata in maniera molto più dolce e, per quanto mi riguarda, senza la voglia di uccidere chiunque osi rivolgermi la parola. Ma, ancor più, adoro potermi concedere una colazione degna di questo nome, sicuramente da consumare con la calma, se va “male” al bar, se va meglio con qualcosa di preparato appositamente, sul momento, magari accompagnato da un bel cappuccino fatto in casa (con un pentolino tipo questo, che io chiamo assai impropriamente spugnettatore, comprato al supermercato ad una cifra irrisoria) o da un bicchiere di latte freddo (amici che soffrite di colite, non me ne vogliate, ma il latte freddo è uno dei piccoli grandi piaceri della vita). E così, per la colazione di una bella domenica, mi sono potuta godere appieno questi fantastici pancakes al latticello, guarniti con sciroppo d’acero e mirtilli freschi: una vera delizia, una coccola che vi consiglio caldamente per iniziare al meglio una giornata di riposo (o per migliorare decisamente quella che prevedete essere una pessima giornata… ma sono punti di vista).. ché la colazione è sacra, ma quella all’insegna del relax ancora di più!

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  4. Ciao ciao, ciambella! Ciambellone all’acqua per la colazione

    marzo 31, 2012 by Giulietta

    Ciao ciao ciambella blog

     

    Il titolo del post e ciò che vedete e leggete nell’immagine qui sopra è eloquente..
    Ciao, ciao, ciambella (evidente il richiamo al ritornello di questa indimenticabile canzone di Modugno), addio a te che inizi a morire appena uscita dal forno (non appena perso l’effetto ustione di dodicesimo grado da risveglio fantozziano -si veda qui, da 00:40 in poi), adios a te che non sono ancora riuscita a fotografare per intero. Non scherzo, questa è la terza ciambellona all’acqua preparata nelle ultime due settimane, e nessuna delle tre, seppur per diversi motivi, è arrivata intera alla prova fotografica. Ma volevo a tutti i costi questa torta sul blog, quindi mi sono accontentata di una C (di ciambella, manco a dirlo, e di ciao ciao, visto che è ormai quasi defunta) e vi proporrò ugualmente la ricetta, sperando che vi basti e che la brevissima vita a cui è destinata questa ciambella vi convinca della sua bontà.

    Questa è la ricetta con cui ho conosciuto la Juls (questo è il link al suo blog, che vi invito a visitare, mentre il link alla ricetta lo trovate più in basso), il mio primo commento al suo blog e, in quel commento, una sacrosanta verità… là dicevo che questa torta, con la sua sofficiosità (la mia passione per i neologismi non è cosa nuova), sarebbe diventato il mio must da colazione, surclassando la torta allo yogurt. E così è stato (sono più profetica di Nostradamus e dei Maya messi insieme). Infatti preparo spessissimo questo ciambellone, che non contiene burro, che è semplice e veloce, che può essere aromatizzato un po’ come volete (o un po’ con cosa vi capita fra le mani) e che è di una tenerezza impressionante (so che le torte non sono propriamente definibili tenere, ma non potevo non citare questo (finto) trailer, che nell’ultimo periodo è per me una piacevole leit motiv).

    Provate il ciambellone, testate la sua (breve) vita e poi ditemi se non crea dipendenza…

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  5. Dammi la forza! Motivational cookies all’olio d’oliva

    marzo 17, 2012 by Giulietta

    Motivational cookies

    Le mie giornate da un po' di tempo a questa parte scorrono via con una velocità incredibile, a forza di incastri impossibili fra una quantità di impegni che a stento ricordo: c'è il lavoro, certo, poi c'è il corso di fotografia, quello di cucina araba, le ripetizioni, e poi c'è la vita privata, quella fatta di uscite con gli amici, di telefonate, e-mail ed sms. Poi c'è il blog, e non devo certo dirvi quanto la mia presenza qui si sia via via attenuata, diventando ormai un appuntamento settimanale, che per me mantiene però sempre la medesima importanza.

    Eppure mi pare di dimenticare qualcosa che concorre a riempire le mie giornate… ah, certo, poi ci sono i sogni, quelli notturni e quelli ad occhi aperti, quelli che mi fanno sospirare come un'eroina di qualche romanzo '800esco pensando a Parigi in primavera, quelli per cui sono assolutamente convinta di dovermi iscrivere ad un corso di canto o ad un corso professionale di cucina… questi sogni (e molti altri ancora, che non sto qui ad elencare) rimangono sempre lì, come un sottofondo alle mie giornate, pronti ad insinuarsi nei miei pensieri mentre attendo il verde al semaforo o che si smaltisca la coda alle casse di un supermercato. E sono proprio loro a farmi capire che, nonostante l'attuale frenesia, per non dire caos (che non sono ancora riuscita a verificare se generi o no stelle danzanti), ho ancora tanto da fare, tanti posti da vedere e persone che vale la pena di conoscere. Bisogna "solo" incanalare meglio le proprie forze, inseguendo i sogni giusti, piccoli o grandi che siano.

    Ma quando le forze non bastano, quando vorremmo una parola di conforto e non c'è nessuno che possa darcela, nessuno che possa darci una spalla cui appoggiarci?

    Ecco, allora, i motivational cookies, i biscotti che sanno dire ciò che vorremmo sentirci sussurrare… da un semplice "buongiorno" quando ci si sveglia da soli e si vorebbe qualcuno al proprio fianco, ad un "daje" per darsi una scossa (un incitamento tutto romanesco che io adoro), ad un "alegher" per ricordarsi che in fondo andrà tutto bene (e qui rimaniamo in Piemonte) fino ad un "resisti" per i momenti più bui.

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