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Posts Tagged ‘cucina regionale’

  1. Voglio la primavera! Malfatti con erbe di campo

    maggio 7, 2013 by Giulietta

    Malfatti burro e salvia

     

    Basta! Ho voglia di primavera, ma di primavera vera (mi si perdoni il gioco di parole), quella fatta di pomeriggi di sole, di passeggiate all’aria aperta, di gite fuori porta, non questa via di mezzo manco buona a farci il caffè (senza offesa per il caffè)!

    Basta ai cambiamenti di tempo troppo repentini (un giorno senza calze e un giorno con il gambaletto -anti-stupro- alle ginocchia?! Non è cosa!!), basta a queste nuvole moleste, basta alla pioggia!

    Ho voglia di cambiamento, sì, ma per il meglio! È un periodo in cui ho voglia di aria buona, di novità, di sole, di Cambiamento (e la maiuscola non è un optional)… ho voglia di andare a casa nuova, ecco, mo’ l’ho detta! Sono settimane che lo tengo per me, ma non ce la fo più!!

    Ho una casa nuova, una casa mia, una casa che sto arredando (costruendo?!) tassello dopo tassello, vite dopo vite, antina dopo antina, pazienza dopo pazienza (non solo la mia.. ringrazio ogni giorno di essere stata messa al mondo da Colui che dovrebbe essere l’uomo immagine del bricolage ben prima di McGyver), anche un po’ smadonnamento dopo smadonnamento, ma questo non fa molto fine, mi dicono.

    Insomma, pezzetto dopo pezzetto, ogni giorno vedo la mia casa più vicina all’idea di casa (come direbbe Platone), di luogo in cui tornare, e mi pare di poterla quasi toccare, eppure allo stesso tempo mi sembra che ci siano ancora milioni di cose da fare (e in effetti non è così sbagliata, tale sensazione).. Ma ho talmente voglia di buttarmi in questa avventura, di provare tutto sulla mia pelle, che al momento dormirei sui cartoni dei mobili ormai montati (o sui cartoni di quelli ancora da sballare) pur di entrare in una casa in cui l’acqua calda è una conquista recente (e no, non l’ho scoperta io, ahimè).. ma sono fiduciosa, non temete!

    Sarà, ma ho proprio voglia di cambiamento, di aria buona, di Primavera (e la maiuscola, di nuovo, non è un dettaglio). Per questo ho deciso di fare un’inaugurazione precoce (di buon auspicio, mi auguro) a base di primavera e di erbe di campo, con una ricetta che nulla ha a che vedere con la mia tradizione culinaria, ma che è tutta toscana. E quando si parla di Toscana, non si può non parlare di Juls (che, per chi fosse di Torino e dintorni, ricordo terrà un workshop di cucina Toscana il 18 proprio nel capoluogo piemontese), e dei suoi malfatti (o gnudi) alle erbe di campo. Purtroppo le mie non sono raccolte di persona dalle mani sapienti e con i gesti amorevoli della sua nonna, ma acquistate dal contadino di fiducia, ma mi si perdonerà (spero) l’affronto. La ricetta originale la trovste qui, ma vi basti sapere che è eccezionale: un sapore vero, genuino, che unisce i sentori amarognoli delle erbe di campo alla delicatezza e freschezza della ricotta: un primo piatto umile (aggettivo che per me è un complimento, mai un offesa) e ricco di gusti forse dimenticati, tutti da riscoprire.

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  2. La Pasqua della tradizione – La Torta Pasqualina

    marzo 30, 2013 by Giulietta

    Torta pasqualina intera blog

    Anche quest’anno, per Pasqua, ho deciso di buttarmi sulla tradizione. Nel 2011 avevo iniziato con una ricetta tipica della Pasqua in Campania, la pastiera napoletana; l’anno scorso ho pubblicato LA ricetta tradizionale di Pasqua, la colomba (anche se in una versione non del tutto tradizionale, ottenuta utilizzando il lievito di birra). Per questa terza Pasqua, invece, ho deciso di spezzare con una ricetta salata.

    Già, perché la tradizione pasquale è ricca di ricette salate, quelle “di magro”, adatte al venerdì santo, ricette per il pranzo pasquale soprattutto a base di agnello, ma anche ricette da scampagnata per Pasquetta (che poi si sa che a Pasquetta fa quasi sempre brutto tempo e la scampagnata la si fa sul tavolo di casa, ma vabbè).

    Quest’anno, quindi, vi propongo la Torta Pasqualina, un classico ligure in cui un ripieno a base di bietole e prescinseua (un formaggio fresco che, per chi non vive in Liguria, può essere sostituito dalla ricotta) è racchiuso in un guscio formato da tante sfoglie di pasta leggera (fatta con vino e olio) stese sottili sottili e sovrapposte, con una sorpresa finale nel procedimento… vi basti sapere che vi servirà una cannuccia!

    La ricetta è quella tradizionale, presa da Vitto (aka La cucina Piccolina), ed è stata una delle ricette oggetto di sfida dell’MTC del 2012.

    BUONA PASQUA a tutti!!

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  3. Un colpo di genio – Torta caprese ai pistacchi di Bronte

    marzo 21, 2013 by Giulietta


    Caprese ai pistacchi con fetta blog

    Che io adori i pistacchi non so più quante volte ve l’ho detto, non so nemmeno se sia necessario ripeterlo ancora o se dirlo in altre lingue potrebbe aiutare, ma io i pistacchi li amo proprio, è questa la realtà. Certo, è difficile avere dubbi dopo la millefoglie al pistacchio o visto che i pistacchi io li metto anche nel polpettone, ma repetita iuvant, o almeno così dicono.

    Così, dovendo liberarmi di 100 g di preziosissima farina di pistacchi di Bronte (non è che volessi disfarmene, sia chiaro, ma non si può conservare troppo, o si rischia l’irrancidimento, un peccato mortale) acquistata questa estate in Calabria (la stessa di questi tartufi di ricotta) e conservata gelosamente fino ad oggi (sempre nell’ormai famosa dispensa/armadio dei vestiti), ho voluto trovare una ricetta che valorizzasse appieno l’oro verde. Oltretutto, avendo una piccola quantità di farina non potevo neanche tuffarmi nella preparazione di quei dolcetti di pistacchio made in Sicily che tanto amo.

    E così -e qui sta il colpo di genio del titolo- mi sono detta: perché non fare una torta caprese (corso di pasticceria docet) con la farina di pistacchi di Bronte invece di quella di mandorle? Il risultato è semplicemente delizioso: il gusto del pistacchio si sente appena appena (essendo un po’ più deciso di quello della mandorla), ed è un piacevole retrogusto per quella meraviglia che è di per sé la torta caprese, che amo ed adoro. E al pistacchio la amo persino di più (se è umanamente possibile).

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  4. Su su sui monti – Spätzle agli spinaci con panna e speck

    marzo 17, 2013 by Giulietta

    Spatzle agli spinaci con panna e speck blog

    Ebbene sì, ormai mi sono assuefatta al ricordo della montagna… e così, complici la memoria montana, la voglia di Alto Adige (sempre più forte), il clima invernalissimo di questi giorni e sull’onda del verde che oggi impazzerà su tutta la rete (San Patrizio vi dice qualcosa?!) cedo ad un altro piatto di montagna, questa volta dichiaratamente altoatesino.

    Certo, anche sull’onda di un recente ed imperdibile acquisto (la grattugia per spatzle), eccovi i miei spatzle agli spinaci, con uno dei condimenti più classici, panna e speck (ma sono buonissimi anche semplicemente burro e salvia).

    Ricetta semplicissima, veloce e decisamente ottima!

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  5. Rigurgiti d’inverno e ricordi di montagna – Pizzoccheri della Valtellina

    marzo 8, 2013 by Giulietta

    Pizzoccheri della Valtellina blog

    Siamo qui, ormai proiettati verso la primavera, e il tempo ci gioca un bello scherzetto, riproiettandoci da un giorno all’altro nuovamente in inverno, con tanto di pioggia, freddo e grigio (che a volte già contrasta meravigliosamente con un verde smeraldo, che fa presagire l’arrivo di una nuova stagione).

    Così, se penso di nuovo all’inverno, penso alla montagna. E, se penso alla montagna, penso a quei bei comfort food, a quei piatti rustici, ben conditi e ricchi che di solito ci si concede dopo una camminata, oppure dopo una giornata sulla neve.

    Io non conosco molto, né molto ho mai amato la montagna… fino a quest’anno. Credo che a volte sia necessario vedere l’amore che un’altra persona prova di fronte alla vastità, alla maestosità e alla pace delle montagne per rivalutare luoghi che mai si erano considerati prima. Così ora imparo piano piano ad apprezzare questo luogo così lontano da me, “animale” profondamente acquatico: inizio a godere di una gita in cui trascorrere ore a fotografare farfalle, comincio ad amare i giri in funivia stritolando la mano del malcapitato al mio fianco (è colpa delle vertigini, giuro), le lunghe camminate con viste rappacificanti col mondo (e, per me mozzafiato, almeno -ma non solo- per le vertigini) e un panino nello zaino, e continuo ad amare (quello non l’ho mai disdegnato) il cibo di montagna.

    È incredibile come in un solo anno la mia memoria si sia riempita di ricordi legati ad un sistema naturale che avevo sempre considerato ostile, e il cui fascino non mi aveva mai sfiorato prima. È incredibile quanto la curiosità per questo ambiente si sia fatta tale e tanta in così breve tempo, tanto che ora nella mia wish-list di viaggi (possibili e senza troppo tempo a disposizione) in cima svetta l’Alto Adige. D’altronde, tante cose cambiano in un anno, ma le montagne no, e forse in ciò si cela parte del loro fascino.

    Quindi, per ricordare la montagna ed i bei cibi di montagna, oggi vi propongo i Pizzoccheri della Valtellina, una pasta molto ruvida, poiché a base di grano saraceno (a proposito, ve la ricordate la mia crostata di grano saraceno con marmellata di lamponi del Trentino?!), riccamente condita con patate, verza, burro e formaggio.

    La ricetta che vi propongo è quella codificata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio, quindi vado sul sicuro.

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