Amore a prima vista – Panini laugenbrot

Alcune ricette mi ammaliano, come il canto delle sirene: la prima volta in cui le vedo dico “ma sì, poi”, e poi le vedo una seconda, e già tentenno “eh, però, sarebbero perfette per quella cena” (che naturalmente è imminente), cerco già una giustificazione, un pretesto.

Alla terza volta ho già agguantato gli ingredienti, e indietro non si torna.

Il mio amore per i brezel era già consolidato da tempo: mi sono piaciuti al primo assaggio, un souvenir dall’Alsazia in tempi non sospetti, poi li ho amati in un freddo febbraio a Monaco di Baviera, la mia abitudine nei tre giorni trascorsi lì, sbocconcellati nella Ubahn al mattino, tagliati a metà e spalmati di burro.

Così, inebriata da quel ricordo, li ho rifatti per un Oktoberfest fai-da-te e, dopo una lunga attesa, mi sono ricongiunta con loro a Berlino, dove per una settimana sono stati il mio appuntamento fisso quotidiano.

Ma i laugenbrot non li avevo mai assaggiati.. eppure al primo sguardo sapevo, ero certa che li avrei amati, soprattutto sapendoli fratelli minori dei brezel, con i quali condividono la crosticina scura e croccante; ma il cuore di questi paninetti è morbido morbido, ammiccano ai panini semi-dolci, e quindi perfetti per essere farciti e presentati ad un buffet, ma anche semplicemente preparati per la gioia di portare a tavola un pane nuovo, di cui ci si è innamorati a prima vista. Al cuor non si comanda, si sa.

Per la ricetta mi sono affidata ad una garanzia in fatto di lievitati, Paoletta di Anice & Cannella

Laugenbrot forno blog

Laugenbrot finale blog

 

Oktoberfest fai-da-te: brezel

Siamo in pieno periodo di attività dell’arcinoto Oktoberfest di Monaco di Baviera: chi ci va, chi lo brama, chi pensa che in fondo in fondo può pure farne a meno, chi si accontenta di uno dei tanti Oktoberfest che, da qualche anno a questa parte, invadono ogni borgo italico.

Io per il momento mi situo nella schiera di chi, in fondo in fondo, ne può anche fare a meno… certo, almeno una volta nella vita vorrei andarci, ma non ne faccio una malattia o una questione di vita o di morte.

La vera questione, per quanto mi riguarda, è cercare avere a portata di mano quegli elementi che per me sono l’essenza della Baviera o, più in generale, della Germania, in modo da poter godere di un piccolo Oktoberfest un po’ quando mi pare.

Questi elementi sono principalmente tre:

  1. Una bella birra, possibilmente una Weissbier (la birra di frumento, la mia preferita tra le tedesche e tipica della Baviera) che, fortunamente, trovo di ottima qualità in un discount fra i più noti.
  2. I cetriolini sottaceto. Sono una mia fissazione: quando li scorgo tra gli scaffali non posso fare a meno di prenderli, mi rimangono proprio attaccati alle mani. E, se siete mai entrati in un discount, sapete benissimo quanto confezioni di cetriolini giganti vi ammicchino di continuo, e quanto siano infinitamente più buoni di quelli di qualsiasi marchio conosciuto.
  3. I brezel (in italiano, brezn in bavarese): un pane croccante fuori e morbido dentro che è un’assoluta goduria (ancor più se tagliato a metà e spalmato di burro). Venduto in ogni angolo di strada in Germania (ve lo ricordate l’uomo che trasporta i brezel nelle mie foto di Berlino?!), ma introvabile in Italia. E se ci fosse il modo per aggirare l’annosa piaga dell’irreperibilità del bretzel?!

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