Il mio (fottuto) fatalismo e un plumcake integrale al the nero e arancia

Io e il mio fottuto fatalismo!

Naaaaa, non salvare tutte le foto che ti servono per il blog in un posto sicuro, tanto se deve succedere qualcosa, succederà lo stesso

E ovviamente è successo.. le foto fatte con tanto amore e cura per questo plumcake si sono volatilizzate dalla cartella del pc in cui le avevo ordinatamente riposte (come sia successo è ancora avvolto dal mistero, visto che la cartella era lì, ma vuota).

E, sempre ovviamente, per tentare un recupero dei files degno del miglior (?!) IT, ho riempito il pc di così tanti files che è pressoché collassato su se stesso, impedendomi di accedere.

Ma pensate che fortuna: dopo solo 3 ore di lavoro matto e disperatissimo al pc cancellando i files più ingombranti (addio film da vedere, addio) sono riuscita a rimettere mano al pc, trovandomi davanti un muro di files recuperati che non so nemmeno a quanto ammontasse (non ho voluto saperlo, per meglio dire).

Naturalmente le uniche foto recuperate di questo soggetto erano di una qualità a dir poco imbarazzante, quindi quella che vedete era la sola rimasta in una conversazione via Facebook (quindi ad una qualità mediocre, ma sempre migliore di quella schifosa).. ed è già tanto che ci sia! Almeno mi serve per comprovare che sia esistito, in un certo tempo e in un certo luogo, di questo plumcake, che ha un sacco di pregi: è leggero (niente uova, niente burro, solo poco olio), con micro-accorgimenti (latte di soya invece di quello vaccino) è adattabile agli intolleranti ai latticini ed ai vegani, e profuma di arancia e di the nero… ma, soprattutto, ha il potere di risollevare una giornata di merda.

Chissà che non abbia anche imparato la lezione sul salvataggio dei files importanti (ma non ci metto la mano sul fuoco)

La ricetta è di Mirepoix.

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Plumcake

Torta ricotta e pere di Sal de Riso.. e 5 anni di Alterkitchen!

5 anni.

Quando ho aperto questo blog mi ero appena laureata in storia dell’arte, vivevo a casa con i miei e avevo una relazione da 7 anni. Non ricordo cosa pensavo che avrei fatto della mia vita: di sicuro non il dottorato che mi avevano proposto, forse nulla che avesse a che fare con i miei studi, ma di sicura c’era solo la spinta ad aprire questo spazio dedicato alla cucina, una decisione impulsiva (come il nome che scelsi di dargli) che non avrei mai immaginato avrebbe condizionato così tanto la mia vita.

Nel mezzo, infatti, ci sono stati per la maggior parte lavori in cucina: in nidi e materne (dove ancora bazzico), ma anche in locali di varia natura e in ristoranti di buona fama. Ho frequentato un corso professionale di pasticceria e, grazie al blog e alle persone che ha portato nella mia vita, la passione per la cucina e la sua storia sono cresciute ancora, e crescono ogni giorno di più.

5 anni dopo la mia vita è completamente diversa da quella che avevo quando ho aperto questo blog: grazie ad Alterkitchen mi sono innamorata della comunicazione, ho cambiato i miei obiettivi professionali e sono tornata sui banchi di scuola, per un master che mi sta facendo imparare cose totalmente nuove di me e del mondo. La relazione di allora non è arrivata all’ottavo anno, non abito più con i miei genitori da 3 anni (già?!) e ho guadagnato ben due “coinquilini”, un bipede e una quadrupede che, fortuna vuole, mi hanno rivoluzionato la vita… in meglio.

Insomma, 5 anni intensi, pieni, travolgenti e rivoluzionanti, ricchi e straordinari. Non solo per merito di Alterkitchen, ma anche grazie a lui, che assorbe ormai una bella fetta del mio tempo e delle mie energie. Così, per recuperare le forze, quale occasione migliore per concedersi una fetta di torta che mi affascinava da tempo, la ricotta e pere di Sal de Riso?! È stato l’istinto a guidarmi e, ancora una volta, non ha fallito: è una delle torte migliori che abbia preparato e mangiato degli ultimi tempi, dai gusti semplici e rustici come piacciono a me, ma allo stesso tempo elegante al palato e di bella presenza. Sicuramente diventerà un classico da preparare per le feste, in casa mia.

Buon compleanno, Alterkitchen!

Torta ricotta e pere

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Torta ricotta e pere finale

Redimimi!!! Torta paradiso senza burro

Per la colazione avevo voglia di una di quelle belle torte morbide, quelle classiche della nonna, per intenderci, soffici soffici e con un po’ di crosticina colorata (ma non croccante, eh): una torta paradiso (che se si chiama Paradiso un perché ci sarà).

Inizio a cercare qua e là la ricetta perfetta: 175 grammi di burro.. no, troppo. Passo ad un’altra ricetta: 200 grammi di burro.. sempre peggio. Arrivata ai 250 grammi di burro stavo per arrendermi e rinunciare alla mia colazione soffice e leggera, quando mi trovo davanti la redenzione fatta a torta, e dove meno me lo aspettassi!

Mi sono quindi trovata in ginocchio dinnanzi all’Araba Felice più arci-nota del web e, all’urlo “Redimimi!!” (cit.) ecco arrivare la ricetta perfetta: una torta Paradiso senza burro.. ma in Paradiso vi porta lo stesso, perché è morbida come dovrebbe, profumata come deve e perfetta per allietare la colazione, in purezza o con un po’ di marmellata spalmata in mezzo (ma io non vi ho detto nulla).

Allora, non avete ancora messo su il caffè??

Torta paradiso senza burro

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Torta paradiso senza burro pp

Ode ai nuovi stimoli – Blitz di mele senza glutine

Tra i miei innumerevoli difetti (sono permalosa, disordinata, ho la coda di paglia, sono irosa.. se volete posso continuare; quanto tempo avete a disposizione?!) non si annovera certamente la staticità. Mai ferma, sono più le esperienze fatte in questi pochi (sono pochi, guai a chi osi contraddirmi) anni di vita che i capelli che ho in testa.

Non ce la faccio proprio a stare immobile: che sia un cambio di direzione lavorativa o “solamente” fare mille cose tutte insieme, devo cercare sempre nuovi stimoli, anche a costo di esagerare, e finire per avere più giorni occupati rispetto a quelli che fisicamente sono sul calendario.

Così, per esempio, dopo un diploma al classico, una laurea in storia dell’arte, un blog in fermento e un lavoro che nulla ha a che fare con ciò che vi ho appena detto, quest’anno ho deciso di intraprendere quella che spero rappresenti una svolta epocale: un master in marketing e comunicazione.
E questo che c’azzecca?“, vi chiederete voi. Ci azzecca eccome, visto che la passione per la comunicazione l’ho scoperta proprio scrivendo qui sopra, a tutti voi che avete la pazienza di leggermi.
Alterkitchen è decisamente stato uno dei maggiori stimoli a cercare di migliorarmi continuamente e costantemente: nella ricerca di fonti e ricette, nella scrittura, in cucina, nella fotografia, nella gestione pratica del sito e dei social media (aspetto che amo e su cui spero di concentrarmi sempre di più).

Ed è proprio al master che ho trovato un nuovo stimolo quando, volendo portare una torta a lezione (per i compagni, eh, mica per fare la secchiona che porta la mela alla maestra) e avendo una compagna celiaca, ho colto la palla al balzo, sperimentando finalmente un po’ di bei dolci naturalmente senza glutine che, fatti in casa, sono buoni tanto quanto quelli a cui siamo abituati. E quando si parla di dolci senza glutine per me c’è una sola guru: Gaia, aka La Gaia celiaca (che mica per caso ha scritto Il dolce gluten free. Pasticceria senza glutine fatta in casa), da cui ho tratto la ricetta di questo blitz di mele senza glutine. Risultato? Non solo sfido a riconoscere che sia un dolce senza glutine, ma il giudizio in casa mia è stato “è pure più buona di quella che fai di solito”. Tiè, alla faccia mia!

Provare per credere.. e poi riprovare, perché finisce subito (e non solo quando si è in 16 a mangiarla).

Blitz di mele GF

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Blitz di mele GF finale

Alla faccia di Banderas – Plumcake al doppio yogurt

Essendo nata nel 1985, sono stata bambina prima e ragazzetta poi nei gloriosi anni ’90 dove, fra una puntata di Willy il principe di Bel Air ed un episodio dell’Ispettore Gadget, sono stata sufficientemente bombardata dalla fortissima comunicazione che in quegli anni proponeva la Mulino Bianco: dalla Famiglia del Mulino in poi, nessuno poteva sottrarsi alla loro proposta di biscotti e merendine.

Poi, non so bene se nel frattempo mi sia addormentata profondamente o solo distratta, ma quando mi sono risvegliata quelle pubblicità vintage erano scomparse, e al loro posto è apparso Antonio Banderas (sì, proprio quell’esemplare di macho latino che ha segnato profondamente i sogni di migliaia di donne, fra un film di Almodóvar e una Z di Zorro), invecchiato, imbolsito e con una gallina finta a fargli da comprimario.

Sarò io il problema, ma non credo di essermi ancora ripresa dal trauma. E, devo ammetterlo, fra i due è per la gallina che provo maggiore compassione. Nel frattempo (ma non a causa di questa campagna incriminata) ho dato il mio addio definitivo alle merendine industriali e ora, alla faccia di Banderas, sforno plum cake al doppio yogurt da fare impallidire qualsiasi Mulino.

Ora nessun vasetto di yogurt sarà più costretto al suicidio per essere stato dimenticato nel frigo: questo plumcake vi salverà!

Plumcake

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Plumcake finale

Il pandoro sfogliato delle sorelle Simili.. e Buon Natale!

Oggi non è giornata per perdersi in chiacchiere, saremo tutti in mille faccende affaccendati: chi arrotolato in metri e metri di nastro da pacchi di cui non si trova mai né capo né coda, chi a preparare tonnellate di agnolotti o ad osservare il ragù che pippia, chi a preparare la tavola del Cenone già alle 4 del pomeriggio “perché tutto deve essere perfetto”.. e chi, in linea con il profondo spirito natalizio, declinerà i peggiori improperi perché il panettone non è cresciuto a dovere o la maionese non è abbastanza soda.

Io sarò sicuramente degna rappresentante dell’ultima categoria di persone, ma almeno ora ho una fetta di pandoro fatto in casa con cui iniziare degnamente questa Vigilia di Natale.

La ricetta di questo pandoro sfogliato è tratta da Pane e roba dolce delle Sorelle Simili, ma devo ringraziare Stefania per la preziosa consulenza prima durante e dopo.

Ovviamente insieme all’immancabile fetta di pandoro (anche se io preferisco il panettone, rigorosamente con i canditi –ecco, l’ho detta!) vanno i miei migliori auguri a tutti voi per un sereno Natale.

Pandoro Simili

Vi segnalo solo un inconveniente (che non è legato alla ricetta specifica, ma alla preparazione in generale): io ho uno stampo in alluminio, in cui non so perché (penso per lo spessore) il colore del pandoro rimane sempre molto chiaro (quasi anemico, direi). Io ho ovviato al problema sformando il pandoro e cuocendolo per una decina di minuti (5 scoperto e 5 coperto con alluminio) in forno statico a 150°C. Se può servirvi il consiglio..

Pandoro Simili finale