La crème brûlée di Amélie (ma non solo sua)

È proprio così, ormai quando vedo una crème brûlée, ne preparo o ne mangio una, non riesco a non pensare ad Amélie Poulain de “Il meraviglioso mondo di Amélie” e ai suoi piccoli piaceri della vita, fra i quali spicca rompere la crosticina della crème brûlée con il cucchiaino…che poi anche a me piaccia affondare le mani nelle granaglie -o nella farina- questa è un’altra storia.

Ma nel tempo alla crème brûlée di Amélie (che poi chissà qual è la ricetta per la SUA crème brûlée) si sono sovrapposte altre suggestioni, per nulla cinematografiche (anzi, forse la suggestione legata ad Amélie è una delle ultime, in ordine di tempo) e molto personali, dei piccoli e dolci ricordi che mi fanno ormai percepire la crème brûlée come un dessert anche un po’ mio (e forse non solo mio).

Credo che ognuno di noi leghi dei piatti, salati o dolci che siano, a dei momenti della propria vita, a delle persone o a degli stati d’animo. Ecco, se proprio devo dare una definizione culinaria di questo particolare momento della mia vita, lo vedo come un periodo di pizza e crème brûlée e, più in generale, di tanta cucina, poche foto e pochi post (ma ormai un pochino avrete iniziato a conoscermi, e lo sapete che vado a momenti…prima o poi tornerò all’ovile, almeno un po’ più spesso). E direi che, a parte il mio vedo-non vedo su questo blog, il resto me lo tengo ben stretto.

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Happy birthday to me – Meringata in coppa (sort of)

Un post veloce veloce, con un intento chiaro chiaro: augurarmi BUON COMPLEANNO (meglio farsi gli auguri da sola, che non si sa mai)! Olé, cado anche io nel cliché del post di compleanno, ma non infierirò (verso me stessa, ovviamente) dichiarando la mia disperazione per l’età che avanza (argh, l’età avanza, però) o descrivendo tutto ciò che ho intenzione di preparare per i sontuosi festeggiamenti in onore del mio genetliaco. Anche perché non preparerò nulla, non ci sarà alcun festeggiamento particolare: mi rifiuto di cucinare, almeno il giorno del mio compleanno (e che diamine!!).

Ma, per il mio non-compleanno (cioè il compleanno festeggiato in anticipo), ho preparato questa sorta di meringata in coppa, che ha riscosso un certo successo.. perché poi per il mio non-compleanno io prepari la meringata, quando a me la meringa non fa impazzire, questo resterà un mistero da risolvere. Ma questa è un’altra storia, che credo abbia a che fare con le turbe mentali di cui vi parlavo nell’ultimo post… ma, guardiamo il lato positivo, almeno non ho acceso il forno!

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Risolatte, I love you

Mi davate forse per dispersa?! Ta-daaaa, riecchime! Non vi libererete così facilmente di me, cari miei! So che ormai mi vedete sempre meno su questi schermi, ma nella vita si va a periodi, e questo è un periodo in cui sto davvero poco davanti al pc, quindi il blog non può che risentirne un po’, ma come vedete torno sempre all’ovile.

E questa volta la parola “ritorno” si carica di nuovi significati… già, perché nel frattempo sono stata qualche giorno in Belgio, il mio primo viaggio in solitaria. Vi dirò, proprio perché in solitaria è stato un po’ strano, un po’ segnato dalle assenze, ma tutto sommato è stato un bel viaggio. Ed, essendo da sola, mi sono concessa dei ritmi forse un pelino massacranti (forse, eh): in 4 giorni ho visitato 4 città (Bruxelles, Anversa, Bruges e Gent), senza mai prendere un mezzo pubblico (se non il treno per viaggiare da una città all’altra), mangiando sempre cose un po’ al volo (che in Belgio equivalgono spesso a frites o a waffles) e vedendo quante più cose possibili, camminando, camminando, camminando e fotografando.

Non posso affatto lamentarmi e l’esperienza è stata assolutamente positiva, ma ammetto che questa volta il ritorno ha avuto un gusto tutto particolare, di gran lunga migliore di quello dolceamaro che di solito ogni ritorno da un viaggio ha.

E, per restare in tema di sapori dolci, ma non stucchevoli, esattamente come li amo io, ecco la ricetta del risolatte, un dessert che io amo oltre ogni ragionevole dubbio: fresco, leggero, delicato, personalizzabile, dal gusto pieno e semplice.. cosa potrei dire di più? Basta parole: mangiatelo, almeno con gli occhi o, preferibilmente, con la bocca.

Buon compleanno, blog!

Eccoci qui… Alterkitchen, un anno dopo.

Esattamente un anno fa scrivevo i miei primi post, i miei perché e la mia prima ricetta. È incredibile, se ripenso a questo anno, quante cose siano cambiate nella mia vita e quanto, in fondo in fondo, sia cambiata profondamente io stessa… forse cambiata non è la parola esatta, ma di sicuro ritornata… ad essere qualcuno che avevo lasciato sopito per troppo tempo.

Sono mutate tante cose, dal punto di vista lavorativo e ancor più da quello personale.. alcune persone sono uscite dalla mia vita, altre sono entrate in punta di piedi e altre ancora sfondando la porta, e poi ci sono quelle che sono sempre state là, e che forse ci rimarranno sempre (ed è ciò che spero).

Tutto questo cambiamento, questo 2011 strampalato e un po’ sfigato, mi ha fatto capire che anche le costanti (non troppe, per carità, che sennò ci si annoia) hanno la loro importanza.. e questo blog è stato, nonostante le mie pause, i miei tempi a volte sincopati e a volte rilassati, una costante importante. È stato qualcosa da coltivare, da far crescere, da seguire e da amare, che mi ha portato piccole e grandi soddisfazioni, calore, risate, condivisione e nuove amicizie… e credo che le amicizie nate intorno ad un tavolo, vero o virtuale che sia, sono destinate a durare ben più di ciò che insieme si mangia, con la bocca o con gli occhi.

Concludo questo panegirico un po’ troppo sdolcinato con un GRAZIE per le vostre attenzioni, i vostri commenti e la vostra semplice presenza, un GRAZIE a tutti voi che mi avete letto e che mi state state leggendo ora, e che spero continuerete a farlo.

Per ringraziarvi ho pensato di fare un regalino… da buona feticista della parola e della carta (stampata e non), ho scelto di regalare ad uno di voi una Moleskine recipe journal ed un libro, che ho già scelto, che non svelerò e che spero piacerà a chi lo riceverà.

Alla fine della ricetta troverete tutte le indicazioni su come partecipare a questo piccolo giveaway.. e ora, per festeggiare, che ne dite di un bel tiramisù?!

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Rosso salute: verrines di mousse di ricotta e yogurt con compostina di ribes rosso

Quando ho letto del contest lanciato da Cucina di Barbara dedicato al colore ROSSO, ho subito cominciato a pensare a cosa potessi preparare utilizzando questa tonalità; cercavo un piatto che fosse leggero e che mi incantasse col suo colore fascinoso, ammaliante e ricco di significati. Si usa dire rosso come l'amore, rosso come la passione, ma il rosso è anche segno di salute (pensate a come l'essere rubizzi in volto sia sintomo di buona salute).

Così, fra tutti gli alimenti di rossi, ho scelto un frutto di bosco, il ribes rosso (manco a dirlo), ricco di vitamina C, di cui è sempre meglio fare incetta quando l'autunno è alle porte, anche se dalle temperature non si direbbe. Ma, per aggiungere rosso al rosso, ho deciso di aggiungere come decorazione qualche bacca di Goji, una bacca di origine tibetana ricchissima di antiossidanti, assimilabile per gusto ad un mirtillo rosso (di nuovo?!) dal retrogusto speziato, come di cardamomo.

Ho poi deciso di abbinare a questo corpo rosso una mousse leggera di colore bianco, accostando così non solo i sapori, ma anche i colori, in una verrine in bianco e rosso, un abbinamento che adoro, in cucina e non.

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Se una sera d’estate un compleanno, pt. 1 – La viennetta (alla Nutella) fatta in casa

Ebbene sì, oggi è il mio compleanno (per la serie… scollinando, verso i 30)! E, nonostante alcuni sostengano che preparare la propria torta di compleanno porti sfortuna (ma perché, poi?!) o semplicemente sia poco carino, io ho una certa compulsione (“un’altra?!”, direte voi) nel preparare non solo il dolce, ma tutta la cena per le feste in mio onore!

Sono scema?! Può essere.

Mi piace solo tanto cucinare?! Di sicuro!

Il giorno del compleanno, però, per tradizione non si cucina, ci si lascia portare a cena fuori (preferibilmente a sorpresa, quindi saprò dirvi solo domani) e ci si concede un bel dolcino dal gelataio e/o pasticcere di fiducia (per stasera io il dolce l’ho già scelto, dal gelataio del mio cuore), che diamine!

Ma, per tutte le altre feste (e, credetemi, la mia agenda di questa settimana è sufficientemente piena) DEVO (è proprio un bisogno primordiale) preparare qualcosa,  che sia l’intera cena o solo un dolce. Ma, essendo luglio, non ho questa gran voglia di appropinquarmi al forno (nonostante oggi sembri di nuovo autunno… col senno di poi potevo anche farlo!)… l’anno scorso decisi per una tarte tatin e, in seguito, decisi che sarebbe stato meglio morire con un anno di più! Insomma, quest’anno, complice il prestito di una gelatiera e la conseguente voglia di sperimentazione, vi proporrò due dolci freddi, che più freddi non si può…. insomma, GELATI!
PS: per questa preparazione la gelatiera NON È INDISPENSABILE (anzi, la ricetta originale non prevedeva gelatiera, è stata una mia aggiunta)!

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